Recensione Assassin’s Creed IV: Grido di Libertà

Al giorno d’oggi, all’interno del mondo videoludico, sono stati trattati quasi tutti gli argomenti in modo più o meno approfondito. “Quasi” perché un tema scottante e impegnativo come quello della schiavitù non è ancora stato al centro di alcuna avventura di nessun tipo. Ecco che arriva in soccorso Assassin’s Creed IV: Grido di Libertà, primo DLC dedicato alla modalità singolo giocatore dell’ultimo capitolo dell’omonimo brand Ubisoft ( di cui trovate la recensione qui) che, a differenza del gioco principale, ci porterà ad interpretare non più Edward Kenway, ma Adewalé, l’ex quartiermastro della Jackdaw e amico fidato del nonno di Connor.

VERSIONE TESTATA: PS4

Cuore di Tenebra

La trama di “Grido di libertà” riesce nella difficile impresa di trattare un tema forte come quello della schiavitù senza cadere nell’errore di banalizzarne gli eventi e ci riesce focalizzando l’attenzione sul personaggio di Adewalé, uomo dal carattere forte, ma spinto da una rabbia incontrollabile nei confronti dell’uomo bianco che si ostina a trattare gli schiavi come meri oggetti da lavoro.
Non c’è spazio, quindi, per alcuna azione legata al mondo degli assassini e dei templari in questa storia che, sin dall’inizio, si impone l’obiettivo di narrarci “solamente” il desiderio di libertà del nostro protagonista. Peccato che, nonostante le valide ragioni delle azioni di Adè, non si riesca mai ad immedesimarsi in lui a causa di una caratterizzazione abbastanza superficiale e incapace di sorprendere il giocatore che si troverà per le mani un personaggio violento e, sotto certi aspetti, stereotipato. Un vero peccato in quanto la rabbia provata da Adewalé ha tutte le ragioni di esistere e poteva essere canalizzata in una narrazione più accattivante ed intelligente. Altra pecca della narrazione, infatti, sta nella mancanza di caratterizzazione dei comprimari, mai del tutto convincenti e, in alcuni casi, solo vagamente accennati.

Machete Kills

Il gameplay di “Grido di Libertà” non si distacca molto dal gioco base, ma riesce, tramite l’introduzione del Machete e della Spingarda, a regalare qualche soddisfazione e a variare, quantomeno nelle animazioni degli scontri, al punto tale da non lasciare deluso il giocatore.
Videogiocatore che, dopo aver analizzato per la prima volta la mappa di gioco potrà pensare di avere a disposizione una nuova zona vasta e ricca di luoghi da esplorare. Purtroppo qui possiamo trovare uno dei più grandi lati negativi di questo DLC, in quanto, nonostante siano presenti molte zone sulla mappa, l’80 % di esse non sarà altro che un fazzoletto di terra all’interno del quale raccogliere uno scrigno o due. Un vero peccato in quanto all’interno del rimanente 20% è possibile notare la stessa cura della realizzazione del titolo principale. Le missioni secondarie, dedicate per lo più alla liberazione di prigionieri, riescono invece ad intrattenere il giocatore per qualche ora in più dopo il termine della main quest, della durata di due ore e mezza circa e dalla difficoltà, come da sempre ci ha abituato questa serie, tarata verso il basso. Un elemento interessante da evidenziare è la nuova gestione dei negozi che, a differenza del passato, non forniranno materiali in cambio di soldi, ma doneranno nuove armi e potenziamenti ad Adewalé in base al numero di schiavi liberati rendendo le missioni secondarie decisamente più utili rispetto al passato.

Nuova musica per le orecchie

A differenza del comparto tecnico, che è rimasto inalterato rispetto a Black Flag, la colonna sonora di Grido di Libertà riesce a sorprendere sostituendo i canti africani alle musiche piratesche e introducendo un paio di nuove tracce audio molto accattivanti e che contribuiscono a creare un’atmosfera convincente e di qualità. Da evidenziare, però, qualche bug di troppo durante le quest principali. Bug che, purtroppo, costringono il giocatore a ricominciare il ricordo dall’inizio e che potrebbero infastidire coloro che cercano di completare le missioni al 100% della sincronizzazione.

 

Verdetto
7 / 10
Il lato oscuro di Assassin's Creed
Commento
Assassin's Creed IV: Grido di Libertà riesce nello scopo di intrattenere il giocatore con qualcosa di leggermente diverso rispetto al passato e con qualche ora di gameplay aggiuntivo. Peccato che, nonostante i ragazzi di Ubisoft siano riusciti a trattare ottimamente il tema della schiavitù, a causa di un protagonista con poco mordente e di comprimari non del tutto riusciti la trama rischi di naufragare come la peggior goletta di quart'ordine. Consigliato agli amanti del brand che vogliono approfondire il personaggio di Adewalé, ma anche a coloro che vogliono passare qualche ora di svago con un titolo fruibile anche senza aver terminato il capitolo principale.
Pro e Contro
Trama trattata con una certa sensibilità
Lato tecnico/sonoro di buona qualità
Missioni secondarie che si differenziano dal passato

x Potenziale della trama poco sfruttato
x Libertà d'azione solo fittizia
x Qualche bug di troppo

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