Recensione Anarchy Reigns

Se dovessimo stilare una lista dei migliori programmatori e studi in ambito videoludico sicuramente  molti di noi tirerebbero fuori il nome dei Platinum Games, software house giapponese nata dalle ceneri dei mai troppo amati Clover Studio, che ai tempi delle console 128 bit hanno regalato alla storia alcuni dei titoli migliori di sempre come Okami e Viewtiful Joe, e che in questa generazione hanno vissuto una seconda giovinezza. Bayonetta, Mad World, Vanquish e perché no anche l’outsider Infinite Space, sono i titoli che in questi mesi ci hanno accompagnato deliziandoci grazie al loro gameplay e alle loro qualità. Titoli che hanno contribuito a far crescere lo studio, tanto da permettergli di entrare in corsa nello sviluppo di Metal Gear Rising: Revengeance spin off della serie di Metal Gear con protagonista Raiden o di annunciare al mondo il tanto atteso seguito di Bayonetta. Fra questi progetti altisonanti e dalle grandi aspettative, troviamo un titolo meno blasonato e dallo sviluppo travagliato. Stiamo parlando di Anarchy Reigns, rivisitazione 3D dei picchiaduro a scorrimento che tanto andavano di moda negli anni ’90 nato grazie alla collaborazione di SEGA, che ancora una volta ha deciso di fare coppia con i nuovi maestri dell’action orientale.

Versione testata  Xbox 360

Jack, sei tu fantastico guerriero

Anarchy Reigns arriva in Europa con sei mesi di ritardo sull’uscita originale dopo tutta una serie di questioni legate ad un marketing non propriamente sensato su Xbox 360 e Playstation 3 e si pone velatamente come seguito inaspettato di Mad World. I punti di contatto con il precedente titolo li troviamo in uno dei due protagonisti, Jack Cayman, ex membro delle forze speciali ed abile cacciatore di taglie, sopravvissuto al sanguinolento Death Watch, un sadico reality al quale aveva preso parte nel prequel e adesso in cerca di vendetta per la morte della figlia.
La storia, come quasi tutte le produzioni dei Platinum Games si rivela fin da subito sopra le righe e questo incipit sarà solamente la punta dell’iceberg dell’intreccio narrativo del gioco. Anche perché Jack dovrà condividere la scena con un altro comprimario, il giovane Leonhardt Victorion, detto semplicemente Leo, agente del DPS (Dipartimento di Pubblica Sicurezza) che vivrà la vicenda da un altro punto di vista sebbene le due storyline si intreccino in più punti.
Nonostante la vicenda condivida diversi elementi provenienti da Mad World, così come alcuni personaggi che qua tornano di prepotenza, ritagliandosi un ruolo di primo piano all’interno della trama piuttosto che un semplice cameo, Anarchy Reigns sembra invece prenderne le distanze creando un po’ di confusione e incoerenze per chi ha avuto modo di giocare  la precedente produzione.
Anche il mondo dov’è ambientato il gioco sembra fortemente cambiato rispetto al passato, un mondo sconvolto da conflitti a livello internazionale, dove la lotta di supremazia ha portato al declino del pianeta, causando malattie e mutazioni causando grandi cambiamenti a tutta l’umanità. Anche lo sviluppo della nanotecnologia e delle cybernetica hanno ricoperto un ruolo fondamentale nei progressi fatti in campo tecnologico, fattore che ha spinto l’umanità a modificare il proprio corpo sostituendo arti e organi mutati o malati con parti robotiche, in uno scenario post apocalittico non molto distante a quello già visto in altre opere come Ken il guerriero o Akira.
Una volta inserito il gioco nella console e selezionata la parte dedicata al single player, dopo un lungo filmato iniziale Anarchy Reigns vi metterà di fronte alla scelta della campagna da affrontare. L’area nera affidata al brutale Jack o l’area bianca al leale Leo per poi culminare in un epilogo in comune che andrà a porre la parola fine a tutta l’avventura. Per sbloccare tutti gli eventi del gioco e conoscere la storia nella sua interezza sarà necessario percorrere diversi playthough alternando i due personaggi iniziali, portando il contatore delle ore a sfiorare le 10 ore di gameplay promesse nel retro di copertina del gioco.
Strutturalmente Anarchy Reigns è diviso in livelli, ognuno dei quali è caratterizzato da una macro area che svolge la funzione di hub principale nel quale si snodano alcune missioni suddivise fra quelle relative alla storia e altre secondarie. Una volta arrivati nell’area di gioco, dovremo cercare di accumulare un determinato quantitativo di punti per sbloccare così le varie missioni. Se quelle secondarie non son sono obbligatorie da affrontare, in qualche modo lo diventano in quanto rappresentano l’unico modo tangibile per racimolare i punti necessari per lo sblocco. Alla fine di ogni missione si riceverà una valutazione in base ai risultati ottenuti durante la lotta, sia questa un orda di nemici da uccidere entro un tempo determinato o un boss di fine livello, tenendo conto di alcuni elementi come il tempo impiegato, l’energia consumata o i tentativi utilizzati. Migliore sarà il risultato ottenuto maggiore sarà la ricompensa che verrà elargita.
Gli obiettivi delle varie prove che saremo tenuti ad affrontare sono piuttosto eterogenei e non sempre dovremo affidarci alla forza bruta per portarle a termine. Ci sarà da consegnare delle valigette in alcuni punti strategici o usare un fucile di precisione per abbattere decine di nemici, oltre alle già citate orde di nemici, bramose di farci la pelle in ogni istante. Avremo a che fare poi con i numerosi boss che troveremo sul nostro cammino e che una volta sconfitti diventeranno disponibili per essere usati nella modalità multigiocatore. Durante i capitoli riguardanti la storia capiterà di essere affiancati da alcuni compagni che ci verranno in soccorso facendoci da spalla e avremo l’opportunità di scegliere se controllarli o meno.
Concedendosi un po’ di libertà esplorative sarà possibile girare per le varie aree cercando alcune casseforti contenenti bozzetti ed illustrazioni extra da sbloccare e visualizzare nell’apposito menù e che ci forniranno informazioni aggiuntive sulla storia e il background di Anarchy Reigns.

Picchia te, che picchio io

A livello di gameplay il gioco si presenta come un brawler 3D di stampo molto classico, nel quale ci dovremo occupare di abbattere il maggior numero di nemici possibili a suon di colpi incasellando combinazioni una dietro l’altra, con la possibilità di usare anche elementi presenti all’interno del livello come bidoni esplosivi o spranghe di ferro, oppure utilizzando alcuni item rilasciati dai vari nemici da usare come potenziamenti o armi a lungo raggio.
Rispetto a Mad World, c’è un’involuzione nel gameplay, mentre nel primo si doveva ricercare la combo perfetta, creando “skill kill” puntando sulla fantasia del giocatore, sfruttando in maniera creativa gli elementi dell’ambiente per massimizzare il punteggio, in Anarchy Reigns ci si trova solamente a menare le mani senza troppe preoccupazioni in maniera leggera e spensierata. Niente combo chilometriche, niente punteggi stratosferici ci si picchia e si uccide senza troppe pretese, fino ad arrivare agli scontri 1 a 1 contro i boss di fine livello. Un sistema grezzo e vecchio stile ma questo non necessariamente deve essere visto come un difetto. Quello in cui riesce bene Anarchy Reigns però è  divertire il giocatore e lo fa ottimamente a partire dal sistema di controllo decisamente immediato ed accessibile capace di dare la possibilità, anche a chi non macina i picchiaduro di buttarsi a capofitto nel vivo dell’azione. Ogni personaggio ha a disposizione due tipi di attacchi, uno rapido e veloce attivabile con X (Quadrato), l’altro più lento ma devastante con Y (Triangolo). Alternandoli insieme è possibile arrivare le varie combo con il quale attaccare i nemici e distruggere la loro difesa. Sempre con questi due tipi di attacchi è possibile attivare l’arma Killer, con il grilletto sinistro del pad  sfoggiando l’arma esclusiva di ogni personaggio, vantando maggior potenza d’attacco andando però a consumare una barra d’energia ricaricabile con i colpi di base.
A questi si aggiungono la parata e la schivata, eseguibili con il grilletto destro che se unito al tasto A (X) ci permetterà di rotolare via dal nostro bersaglio con una veloce capriola, mentre se saremo abbastanza vicino ad un nemico che ha abbassato la guardia premendo B (Cerchio) potremo afferrarlo eseguendo una presa.
Man a mano che andremo ad uccidere la moltitudine di nemici che ci si parerà davanti andremo a riempire un altro indicatore che rappresenta la furia del nostro personaggio, che quando raggiungerà il culmine potrà essere liberata diventando invincibili per qualche secondo, aumentando la  potenza d’attacco dei nostri colpi e dell’arma killer. Anche i boss potranno scatenare la propria furia, e nel caso ci si trovi a che fare con un personaggio in questo status partirà un semplice QTE nel quale dovremo premere alcuni pulsanti più velocemente del nostro avversario.

Lottatori in linea

La vera natura di Anarchy Reigns però è quella multiplayer e nonostante i Platinum Games abbiano creato una modalità storia capace di intrattenere i giocatori più esigenti il fulcro del gioco resta la modalità multigiocatore. Il consiglio che vi diamo è comunque quello di affrontare il single player per prendere dimestichezza con i comandi e al tempo stesso sbloccare tutti i personaggi da utilizzare nell’online. Qua troviamo una moltitudine di tipologie di gioco ognuna vincolata dalle proprie regole e adatte ai gusti dei giocatori più esigenti. Si passa dai classici death match in singolo o a coppie dove tutto sarà ammesso pur di ottenere la vittoria, fino ad arrivare atipiche varianti come cattura la bandiera, la lotta in gabbia (mortali scontri in arene circoscritte) e la divertentissima Death Ball, sport futuristico a metà strada tra il rugby e la lotta libera.
Chi invece non avrà voglia di competere online troverà anche una modalità cooperativa, nella quale bisognerà collaborare con altri due giocatori e sopravvivere a dieci ondate che si susseguiranno senza sosta.
Anche la modalità online risulta molto piacevole da giocare, e si rivela un ottima alternativa ai classici fps online o rimanendo in tema, dei beat’em up ad incontri. Il gioco gode anche di un buon net code che consente di affrontare partite dalla connessione piuttosto pulita. Il problema più grosso, nonostante il gioco sia fresco di pubblicazione, almeno da noi, riguarda la scarsa presenza di giocatori, che rende lunga l’attesa nelle varie lobby.

Bello dentro

Tecnicamente, passando ad analizzare il gioco nel suo aspetto meramente estetico, il titolo dimostra la sua natura low budget rispetto ad altri giochi sviluppati dai Platinum Games. Questo lo si nota nella modellazione poligonale degli ambienti, ispirata ma povera di contenuti, con strutture architettoniche semplici e poco articolate. L’engine del gioco è  sempre ben ancorato sopra i 30 fps, salvo qualche incertezza e gli scontri avvengono in maniera fluida e dinamica, proprio come ci si aspetterebbe da un titolo di questa tipologia. Qualche problema nel caricamento delle texture sia durante i filmati che in game, causando un fastidioso effetto “sfocato” e una pallette cromatica, usata per rendere tangibile di un mondo rovinato e decadente si rivela forse fin troppo piatta e slavata.  Dove non si arriva con la tecnica però viene compensato con lo stile. Primo fra tutti il characters design  decisamente originale e convincente, specialmente costante con tutti i personaggi presenti. Sebbene ritroviamo alcune facce nuove già viste in Mad World, queste vengono integrate alla perfezione con il nuovo cast, vantando alti livelli di carisma che altri titoli si sognano lontanamente. I modelli poligonali godono di un buon livello di animazioni così come i dettagli presenti nel loro corpo o nei costumi dei protagonisti che letteralmente si animano durante l’uso dell’arma killer.
Anarchy Reigns vanta anche un comparto sonoro di prim’ordine con una tracklist interessante che varia dal Hip Hop all’elettronica, con qualche influenza rock e metal, quasi tutti completamente cantati, capaci di donare maggior spessore ai combattimenti e talmente orecchiabili da essere godibili anche fuori dal gioco.
Trova spazio anche un doppiaggio completamente in italiano nel quale compaiono voci di prim’ordine come Pierluigi Astore, Gianluca Crisafi e Perla Liberatori, ma che qua, per vari problemi non riescono a dare il meglio di se, con voci non sempre adatte alla situazione che avviene su schermo o troppo caricaturale da risultare quasi grottesca.
Fortunatamente sul disco sono presenti sia il doppiaggio in lingua inglese, che quello originale giapponese, decisamente consigliato e più in linea con tutta la produzione tipicamente nipponica.

Verdetto
8 / 10
Ho i pugni nelle mani
Commento
Anarchy Reignas è un diamante grezzo. Platinum Games ci offre una sua visione dei picchiaduro a scorrimento 3D e nonostante ci troviamo di fronte ad un titolo dall'appeal decisamente meno d'impatto rispetto ad un Bayonetta o un Metal Gear riesce comunque nell'impresa di divertire ed offrire un'esperienza multigiocatore divertente e diversa dal solito, senza dimenticare chi predilige anche lo story mode. Corto è vero, ma comunque mai scontato o noioso. Merito anche dell'ottima regia delle cutscene, capaci di far invidia alla migliore produzione hollywoodiana in quanto ad azione o al carisma dei personaggi fuori dagli schemi e perché no volutamente trash. E non dimentichiamo una cosa importante. Il gioco è uscito nei negozi a prezzo budget, scelta di SEGA e Platinum Games per farsi perdonare della lunga attesa, cosa che si spera incentivi ancora di più le vendite del gioco. E non finisce qui, nelle prime stampe del gioco, rinominate Limited Edition trova posto al suo interno un codice per scaricare gratuitamente il personaggio di Bayonetta, da utilizzare come personaggio nell'online. Che altro aggiungere, ci becchiamo online.
Pro e Contro
Personaggi carismatici
Tante modalità online a cui partecipare
Colonna sonora di piacevole ascolto
Immediato e divertente fin da subito

x Single Player come elemento accessorio
x Online purtroppo poco frequentato
x Graficamente si poteva fare di più

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