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Recensione Alphadia Genesis

Da oramai alcuni anni lo sviluppatore giapponese Kemco si è specializzato nel creare e rilasciare su piattaforme mobile numerosi JRPG di stampo classico, realizzati ad immagine e somiglianza dei tanti mostri sacri del genere dell’era 16 bit. Alphadia Genesis non è che uno dei tanti giochi venuti alla luce in questa maniera, con un paio di importanti novità: per la prima volta in un JRPG Kemco sono presenti anche porzioni realizzate con grafica poligonale e per la prima volta, grazie all’intervento di publisher esterni, il gioco ha valicato i confini del mondo smartphone, arrivando anche su Wii U (soltanto in America, grazie a Natsume) e su PC, per opera di Marvelous. Ma Alphadia Genesis sarà in grado di farsi ricordare per altro rispetto a queste due piccole curiosità, o sarà destinato a rimanere nel purgatorio dei JRPG, affossato da look e feel generici e senza grinta? Scopriamolo insieme.

Versione Testata: PC

RPG da catena di montaggio

Non c’è dubbio che nel costruire un business model fondato nello sfornare JRPG a ripetizione, per altro prendendo come obbiettivo un’utenza non particolarmente ricercata come quella di device touch e smart, Kemco abbia un po’ automatizzato, meccanizzato il suo modo di sviluppare giochi. Alphadia Genesis è il frutto di questa filosofia, che se da un lato permette alla casa un discreto successo economico, dall’altro impedisce la nascita di prodotti veramente memorabili. Tutto in Alphadia Genesis è generico, dalla grafica, praticamente indistinguibile da quella dei JRPG 2D del Super Nintendo (ma anche da quelli realizzati amatorialmente con software come RPG Maker), alle musiche, assolutamente gradevoli, ma piatte ed eccessivamente debitrici ai lavori del primo Uematsu, fino ad arrivare a personaggi e trama, assolutamente infarciti di cliché del genere. Alphadia ci propone una trama che si sviluppa nell’arco di una quindicina di ore, in maniera assolutamente lineare e senza far particolari sforzi per mascherare l’arrivo dei vari colpi di scena. È un peccato che il writing del titolo non sia stato approcciato in maniera più brillante, perché nonostante la scarsa originalità, la trama del gioco riesce quantomeno a coinvolgere un minimo il giocatore, fungendo da adeguato pretesto per le avventure dei nostri eroi. La linearità dello sviluppo della storia è inoltre eccessivamente forzata e non permette l’approfondimento di retroscena e lore, nonostante vi siano numerose possibilità in questo senso. Ugualmente, per quanto riguarda i personaggi ci troviamo di fronte ad alcuni stereotipi del genere, anche piacevoli, ma non particolarmente memorabili.

Il fattore nostalgia

L’aspetto grafico di Alphadia Genesis vuole più o meno esplicitamente far leva sull’effetto nostalgia dei giocatori. Ad eccezione dei combattimenti, realizzati con un rudimentale 3D, la stragrande maggioranze del gioco sembra uscita direttamente da un JRPG del Super Nintendo, con tutti i crismi del caso: sprite 2D, visuale dall’alto e così via. Peccato che risulti comunque molto generico, e che anche all’interno del titolo stesso si faccia fatica a distinguere tra le varie location, che si assomigliano un po’ tutte tra di loro. Durante i combattimenti la visuale cambia e ci troviamo di fronte ad una realizzazione poligonale di fondali, nemici e personaggi. Il livello di dettaglio è estremamente basso, con animazioni particolarmente legnose. Non so se sia voluto o meno (forse ancora per eccitare la nostalgia dei giocatori?) ma in questi frangenti il richiamo va verso certi JRPG dell’era PSX. C’è da dire che lo stacco tra le due visualizzazioni è fin troppo netto, e forse sarebbe stato meglio realizzare Alphadia con un solo tipo di grafica, o interamente 2D, o interamente 3D, per garantire una migliore unità stilistica. Le musiche, come già accennato, sono gradevoli, anche se scarsamente memorabili, mentre fa piacere notare come i dialoghi più importanti del gioco siano stati doppiati (in giapponese), una feature che non era lecito aspettarsi in un RPG budget come questo.

 Giochiamo ad Alphadia Genesis

Anche il gameplay del gioco ricalca comunque un’impronta molto classica. Abbiamo fasi di esplorazione (sempre e comunque lineari), dialoghi con i personaggi, e battaglie con i nemici, in una ripetizione anche piuttosto meccanica di un pattern ormai consolidato. Il sistema di combattimento non poteva che essere a turni, con attacchi fisici, speciali e magie. Possiamo schierare fino a quattro personaggi contemporaneamente e decidere se posizionarli in prima linea o nelle retrovie, fornendo loro differenti bonus o malus. Avremo perfino un pulsante per far combattere in maniera automatica il nostro party, rendendo meno noiosi gli incontri casuali con nemici più deboli. C’è comunque da dire che pure negli scontri più lunghi, quelli contro i vari boss, il gioco non è mai veramente difficile, al punto che sembra spesso di procedere con l’autoplay. La durata dell’avventura si attesta sulle 15 ore, ma i giocatori più navigati potrebbero anche concludere in una decina d’ore. Se si prendono in considerazione le origini mobile di Alphadia Genesis questa durata può anche apparire adeguata, ma dato il maggior prezzo della versione PC è impossibile non alzare un sopracciglio. Dato che il contenuto del gioco è immutato in questo porting, a maggior ragione non dovrebbe esserlo anche il prezzo?

Verdetto
6 / 10
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Commento
Alphadia Genesis è un titolo non bruttto, ma neppure con particolari qualità che spingano a consigliarlo. È un gioco senza infamia e senza lode, che gioca tutte le sue carte nel sollecitare l'effetto nostalgia nei fan del genere, e che per molti versi presenta semplificazioni e linearizzazioni che derivano dalle sue origini mobile, per nulla mitigate da un porting che ha deciso di non aggiungere nulla rispetto alla versione originale. Può sicuramente piacere ai fanatici dei JRPG in crisi d'astinenza, ma se e solo se si abbiano già giocati ed esauriti i migliori esponenti del genere. Anche in quel caso si consiglia la versione mobile prima di quella PC, sia per un prezzo più onesto, che per la maggiore naturalezza con con cui il gioco si presenta.
Pro e Contro
Look che rimanda ai JRPG a 16 bit
Tutto sommato gradevole
Non è che su PC ci siano poi moltissimi JRPG

x Generico, in tutto e per tutto
x Esplorazione 2D e combattimento 3D, perchè?
x Eccessivamente semplificato e lineare
x Prezzo triplicato rispetto alle versioni mobile