Recensione 3D Streets of Rage

SEGA riesce sempre a trovare il modo di spillare qualche euro in più a noi retrogamers appassionati. Questa volta, riesce nel suo intento grazie ai classici SEGA, riproposti su Nintendo 3DS in veste 3D. Si ritorna quindi negli anni novanta, gli anni dei veri duri, quelli che alle parole preferivano i pugni e le dure leggi della strada! Streets of Rage, per chi magari se lo fosse perso a causa della giovane età, è una delle migliori serie di picchiaduro a scorrimento orizzontale in 2D mai creata dalla casa del riccio blu. Molti dei videogiocatori odierni, abituati a notevoli sfarzosità grafiche potrebbero trovare davvero osceno un titolo come questo, un titolo con meccaniche di base semplici, un titolo dalla longevità ad oggi ridicola, circa un paio d’ore, un titolo graficamente datato, ma signori e signore, un titolo che assieme ad altri storici esponenti del genere gettò le basi per quegli action game che adesso tanto osanniamo. Se nutrite passione o curiosità per il genere beat’em up bidimensionale i vostri cinque euro saranno ben spesi.

Giustizia violenta

In Streets of Rage, che non rappresenta l’apice della serie, ma rappresenta comunque un ottimo punto di partenza, ci ritroveremo alle prese con una perfida gang criminale che porta violenza e malvagità tra le strade di una misteriosa città. Ecco quindi che potremo prendere a calci e pugni questi delinquenti grazie a tre personaggi selezionabili: Adam, Axel, e Blaze, ognuno dei quali con caratteristiche e combo differenti. Una volta scesi nei minacciosi vicoli di una città allo sbando, dove le strade vengono illuminate da brillanti insegne al neon, potremo dar sfogo a tutta la nostra rabbia con un set di mosse tutt’altro che variegato ed a volte, ricorrendo ad armi da raccogliere da terra come tubi in ferro, mazze da baseball, coltelli e bottiglie. Anche i nemici che incontreremo non brilleranno di certo per varietà, in quanto avremo a che fare con soltanto cinque tipologie di delinquenti, che ci verranno riproposti negli otto stage che compongono il gioco, adornati ogni volta con differenti colori. A questi poi vanno aggiunti i vari boss di fine livello. Se arrivare illesi fino alla fine del gioco vi sembrerà semplice, allora avete fatto male i vostri conti perché Streets of Rage, in pieno stile arcade anni 90, è uno di quei titoli che a volte bara sul livello di difficoltà ed in un modo o in un altro, riuscirà a farvi utilizzare un qualche continue. Se vi sembra, passatemi il termine, una bastardata, avete pienamente ragione, ma queste erano le leggi degli anni novanta, quando ancora le sale giochi erano il luogo preferito dagli hardcore gamers per fare sfoggio di tutta la loro abilità…..E credetemi che per vedere la fine di alcuni videogiochi dell’epoca, di abilità ne serviva davvero tanta.  Insomma, un posto per veri duri gli anni novanta!

Vecchi pixel colorati, il bello del presente ed elettroniche note d’autore

Nonostante il peso degli anni, graficamente il titolo si difende bene grazie ad un’immagine pulita, tirata a lucido per l’occasione e caratterizzata da colori vivaci. Tonalità “punk” che ben caratterizzano l’atmosfera dura di questo titolo datato 1991 che all’epoca, in linea con molti altri esponenti del genere, altro non voleva essere che una velata critica alla brutta piega che la società, il mondo in cui viviamo, stavano prendendo.  Veniamo ora alla vera novità di questo classico. I programmatori sono riusciti a ridare nuova linfa vitale alla colorata veste grafica, grazie al nuovo effetto 3D che ho trovato davvero piacevole. Tale visualizzazione sarà possibile in due modalità, una più piacevole e l’altra in alcuni casi un po’ fastidiosa per gli occhi. Una delle due tipologie di visualizzazione 3D darà quindi una gradevole profondità agli scenari dei vari stage, mentre l’altra proietterà il gioco con un effetto rilievo dallo schermo superiore della console. Quest’ultima modalità, anche se di sicuro effetto, a volte causerà un fastidioso effetto di sovrapposizione delle immagini, infastidendo ed affaticando maggiormente la nostra vista.Ritroveremo ancora una volta tutta la bravura del compositore elettronico Yuzo Koshiro che graziò l’intera serie con ritmi dance elettronici dall’inconfondibile stile anni novanta, i quali non mancheranno di riecheggiare piacevolmente nelle vostre orecchie senza che voi ve ne accorgiate.

Modalità per tutti i pugni

Inoltre troveremo altre piacevoli sorprese come il nostalgico e riuscitissimo effetto tubo catodico e la possibilità di giocare anche con la versione giapponese del gioco. Infine, troveremo la nuova modalità Pugni Infernali che se all’apparenza potrebbe sembrare una di quelle modalità per veri hardcore gamers, in realtà è tutto l’opposto. Qui, ogni nostro singolo colpo metterà al tappeto i nostri nemici, mentre costoro, prima di metterci KO, dovranno faticare come al solito. Insomma, arrivare alla fine del gioco senza mai morire, con questa modalità è di una semplicità disarmante ed io ve la sconsiglio caldamente. 3D Streets of Rage è davvero una piacevole riedizione di un grande classico della storia dei Beat’em up bidimensionali.

Verdetto
7 / 10
Botte in strada, in 3D
Commento
Il genere dei beat'em up 2D, purtroppo, si porta sempre appresso lo storico difetto della caratteristica monotonia che quindi, ormai, li contraddistingue dall'alba dei tempi. Streets of Rage non ne era esente, ma la sua longevità di circa due ore, riusciva a limare positivamente questo difetto. All'apparenza centoventi minuti di gioco possono sembrare pochi, ma va ben precisato che all'epoca, lo scopo primario di molti videogiochi, non era quello di voler creare un mondo pieno di oggetti da scoprire e stage da esplorare, ma più semplicemente offrire una sfida impegnativa a chi si approcciava a questi titoli. Lo scopo era la caccia del record, l'arrivare alla fine morendo il meno possibile. In questo caso Streets of Rage rappresentò sicuramente un buon punto di partenza, nel genere beat'em up bidimensionale, per la SEGA. Inoltre l'effetto 3D ben implementato e le varie opzioni che gli sviluppatori hanno inserito in questa nuova edizione del gioco, non fanno altro che renderlo appetibile anche per chi magari come me, lo ha già divorato decine e decine di volte.
Pro e Contro
Riedizione ben realizzata
Il 3D dona spessore ed atmosfera al gioco

x Monotono in passato, monotono anche oggi
x Adatto solo a chi lo ha già amato o nutre passione per la storia dei beat' em up