Ep. 31: Scoprimi 'sta cippa

Scavare nel mondo degli indie paga

Spesso l’estate è il periodo dell’anno che racchiude le più grandi occasioni per emergere per i titoli indie, vista la carenza di tripla A. Un genere di nicchia come quello dei roguelike non vedeva videogiochi di una certa importanza da un po’, facendo risalire i maggiori successi ad alcuni anni fa, grazie a The Binding of Isaac e alle sue espansioni. Ed è in questo panorama che si inserisce UnderMine, titolo sviluppato da Thorium e pubblicato da Fandom in accesso anticipato su PC (tramite Steam) e su Xbox One. Io ho avuto il piacere di provare la versione per PC e, trattandosi di una versione dichiaratamente ancora non completa, non posso che esserne pienamente soddisfatto.

UN'IMPALCATURA BASE MOLTO SEMPLICE

La trama è molto semplice ma efficace, in quanto non rappresenta il fulcro del gioco. I nostri protagonisti saranno minatori che si avventureranno nei meandri di una grotta piena di venature d’oro, in cerca di gloria e ricchezze. Appena entrati, però, incontreranno uno strano anziano che fa subito pensare ad un classico mago fantasy; il Gandalf della situazione, insomma. Egli ci metterà in guardia dicendoci che qualcosa di strano avviene nei piani inferiori: si aggirano strane presenze e tutta la struttura è costantemente colpita da innaturali terremoti. La misteriosa figura ci chiederà di scoprire il possibile mentre ci metteremo in marcia, ma le sue parole fanno subito intuire che non siamo i primi e non saremo gli ultimi a tentare. A ogni nostra morte, infatti, prenderemo il controllo di un nuovo minatore che si avventura in questo oscuro antro. Inoltre lo stesso hub iniziale non rimarrà statico, ma si popolerà di nuovi npc in base a chi troveremo nei livelli inferiori e a come interagiremo con loro. Essi sarebbero potuti essere delle semplici macchiete, ma dimostrano invece un’ottima caratterizzazione e dei dialoghi che, seppur basilari, sanno intrattenere.

Come ogni roguelike che si rispetti, il fulcro è il gameplay

LE MECCANICHE TIPICHE DEL RUOGUELIKE...

Facendo un passo indietro, analizziamo il fulcro di questo gioco: il gameplay. Si può notare un forte richiamo agli elementi portanti dei roguelike, senza però ricadere nella ridondanza e nella banalità. Un’intuitiva visuale isometrica ci permette di esplorare la miniera, suddivisa in tre sezioni composta ognuna da quattro piani. Purtroppo questo non garantisce una grande longevità al momento, ma per lo meno una buona idea di endgame riesce a porvi rimedio. Esplorando dovremo principalmente raccogliere l’oro dalle rocce, dalle pareti e dai forzieri. Altre risorse importanti saranno reperibili nelle stanze del tesoro, nei negozi e nelle stanze segrete (e coloro che hanno familiarità con The Binding of Isaac noteranno che questo elemento è precisamente identico). Le stanze segrete sono apribili anche qua attraverso l’utilizzo di bombe; queste purtroppo collidono in maniera poco piacevole con le hitbox degli altri oggetti e spesso non cadono esattamente dove vorremmo, impedendo di usarle con precisione. Inoltre non sono troppo chiare le condizioni secondo le quali sono disposte le stanze segrete, facendoci in questo modo sprecare preziose risorse per cercare di scovarle. Una novità è invece rappresentata dalle stanze degli altari, presso i quali sarà possibile ottenere benedizioni e maledizioni che influiranno pesantemente sullo sviluppo del personaggio.

...NELLE MAPPE TIPICHE DEL ROGUELIKE...

Per il resto non c’è molto da aggiungere: si cerca l’accesso al livello successivo esplorando stanze piene di nemici e trappole. Questi elementi di disturbo a dire il vero non sono tantissimi, ma ognuno presenta meccaniche originali e divertenti. L’unico elemento che li penalizza (indirettamente) è il salto: prima di tutto è molto ampio e lento, risultando così difficile da controllare. Inoltre saltando tra una stanza e l’altra si ottiene un’accelerazione semplicemente sbagliata che può causare facilmente danni indesiderati e frustranti. Ultimo ma non indifferente dettaglio, a volte il salto smette di funzionare e riprende solo con un riavvio del gioco o con il passaggio al livello successivo. Alla fine di ognuna delle tre macro-sezioni è invece presente un boss. Questo però non è certo l’aspetto migliore di UnderMine: essi sono solamente tre, invariabili e mal bilanciati. In altre parole il boss finale non si rivela certamente essere il più difficile. Ad ogni modo la qualità di questi combattimenti è molto alta, in quanto ognuno è caratterizzato da un pattern ben preciso che, con la giusta esperienza, può essere masterato senza diventare troppo punitivo. Quando ho iniziato a provare questo titolo la minimappa a volte infastidiva gli scontri coprendo una parte di schermo, ma gli sviluppatori hanno dimostrato di aggiornare regolarmente il progetto, ascoltando gli utenti. Ora infatti la minimappa scompare mentre si combatte e l’esperienza di gioco è notevolmente migliorata. L’unica stranezza a riguardo è il fatto che su di essa siano presenti sezioni non ancora esplorate, una scelta non troppo sensata a mio parere.

...CON LA PROGRESSIONE TIPICA DEI ROGUELIKE

Uno degli aspetti più importanti e divertenti di UnderMine è la progressione del personaggio. Esplorando i livelli potremo ottenere potenziamenti passivi, pozioni, benedizioni, maledizioni e oggetti consumabili che lo cambieranno radicalmente. Gli oggetti raccolti purtroppo non variano la sua estetica, ma ne cambiano profondamente l’efficacia sotto vari punti di vista, spingendo a variare anche il modo in cui approcciamo le sfide. Essi inoltre non sembrano essere troppo bilanciati, spingendoci a cercare sempre gli stessi per la loro evidente superiorità. Altri bonus invece, quelli ottenibili nell’hub centrale dopo ogni morte grazie alla percentuale di oro conservato, sono permanenti e trasversali a ogni personaggio che utilizzeremo. Tra di essi sono presenti upgrade per il nostro equipaggiamento fisso (piccone, vesti, sacco per l’oro,…) e artefatti utili all’esplorazione (occhiali per vedere la vita dei nemici, slot extra per pozioni, upgrade dei negozi,…). Questi fattori rimuovono quasi completamente la frustrazione per la prematura dipartita del nostro minatore e permettono di poter affrontare sempre più a cuor leggero i primi piani del dungeon. Nel menù abbiamo anche un riassunto delle nostre statistiche ma, inspiegabilmente, alcune non sono esplicitate. Per il resto il menù contiene anche altri dati utili e interessanti, come il bestiario e l’archivio degli oggetti incontrati. Questi ultimi all’inizio non sono tantissimi ma, tornando in questa zona, potremo crearne di nuovi grazie alle ricette ottenute durante l’esplorazione.

Una lavoro semplice e per questo solido

Il comparto tecnico non fa gridare al miracolo, ma riesce ad appagare sotto ogni aspetto. La grafica è curata e pixellosa, dunque adatta al tipo di gioco. Nella sua semplicità non presenta difetti o sbavature, facendo egregiamente il proprio compito. Esteticamente i livelli sono ben ispirati, differenziandosi abbastanza tra le tre macro-sezioni presenti al momento, ma senza strafare. La colonna sonora è anche di buona qualità, presentando musiche tematiche per ogni sezione delle miniere e per le stanze speciali come i negozi e le stanze con gli altari. Alla lunga forse risulta un po’ ripetitiva, ma nulla che possa infastidire l’esperienza di gioco. Gli effetti sonori sono semplici e azzeccati.

Il team è piccolo, ma merita supporto e fiducia

In conclusione mi sento di consigliare caldamente UnderMine a tutti gli appassionati di roguelike, visto anche il costo molto contenuto. Il progetto è in costante aggiornamento e il team di sviluppo lo segue assiduamente. Mi aspetto dunque che siano risolti in breve tempo i freeze che si verificano saltuariamente e l’incastrarsi di alcuni nemici nelle pareti. Eliminati questi problemi e aumentata la varietà generale, questo gioco può tranquillamente ambire a diventare il miglior titolo del genere del momento. Allo stato attuale ho sentito leggermente la mancanza di qualcosa che riguardi il fattore tempo: una daily challenge potrebbe essere un’ottima aggiunta. L’ambientazione e il mood generali sanno invece coinvolgere con leggerezza, riuscendo a intrattenere chi desidera svagarsi genuinamente senza impegnarsi in titoli troppo articolati. Personalmente non vedo l’ora di vedere nuovi aggiornamenti e nuovo materiale.

Commento
UnderMine è un indie in fase di sviluppo, creato da un team piccolo ma dalle idee molto chiare. Segue fedelmente le regole e le meccaniche dei classici del genere, ispirandosi in maniera diretta a The Binding of Isaac. Il comparto tecnico è semplice ed efficace: una grafica pixellosa e colorata è accompagnata da una colonna sonora a volte un po' monotona ma sempre adeguata alla situazione. Il gameplay è molto ben realizzato e molto divertente: il titolo ci permette di esplorare i meandri di una miniera in cui incontreremo preziose venature d'oro, rari artefatti e misteriosi altari in grado di benedirci o maledirci. A parte qualche difetto nella meccanica del salto, i combattimenti sono dinamici e coinvolgenti, nonostante i nemici non siano troppo vari (esattamente come i boss). Lo sviluppo del personaggio è forse l'aspetto maggiormente appagante, che combina bonus ristretti all'attuale run con bonus trasversali e sempre attivi. Al momento il progetto mostra ancora qualche piccolo difetto e qualche aspetto sbilanciato, ma il fatto che sia semplice favorisce anche la sua solidità. Sia come atmosfera che come gameplay mi sento di consigliare caldamente questo titolo agli amanti del genere.
Pro e Contro
Gameplay semplice e divertente
Progressione del personaggio appagante
Atmosfera ben riuscita

x Troppa poca varietà
x Troppi elementi sbilanciati
x Salto migliorabile