Anteprima Star Fox Zero

Ad una settimana dal suo lancio nei negozi eccoci qua a parlare dell’atteso Star Fox Zero, nuovo capitolo/reboot della saga spaziale Nintendo in arrivo su Wii U il prossimo 22 Aprile. Parliamoci chiaro. Se c’era una IP Nintendo in disperato bisogno di un rilancio (escludendo Metroid; Other M ha fatto i suoi danni al franchise, ma quella è un’altra storia) questa era Star Fox. Dopo gli episodi SNES e N64, veri ed adrenalinici capolavori arcade, la serie aveva preso una piega un po’ strana. Prima lo Star Fox Adventures di Rare, in realtà un clone di Zelda lineare e banalotto, con i personaggi di Star Fox schiaffati sopra all’ultimo minuto. Poi è stato il turno di Namco, che con Star Fox Assault ci regalò un gioco che era per il 30% la naturale evoluzione di Star Fox 64 e per il restante 70% un arena shooter confuso e caotico che non aveva chiesto nessuno. Infine il disgraziato Star Fox Commando su Nintendo DS, che snaturava completamente l’attitudine arcade dei livelli a bordo dell’Arwing adagiandosi su di una ripetitività estenuante e portando la serie ad un vicolo cieco narrativo, con decine di finali alternativi, un cast di personaggi ingestibile ed un writing livello fanfiction. Dopo una pausa di riflessione di alcuni anni, interrotta solo dalla rimasterizzazione di Star Fox 64 su 3DS, Shigeru Miyamoto, vero e proprio patron della serie, ha deciso di riprendere in mano la situazione, fare tabula rasa della deriva imboccata con i vari sequel e ripartire dalle basi di un buono Star Fox, magari cogliendo anche l’occasione per inserire alcune dinamiche di gameplay basate sull’interazione con il secondo schermo ed i controlli di movimento.

Fox, siamo a casa…

Il risultato finale di questa alchimia, per realizzar la quale Nintendo si è avvalsa della collaborazione con uno studio rinomato come Platinum Games, è Star Fox Zero. Bastano i primi minuti di gioco per rendersi conto di avere tra le mani lo Star Fox più autentico in quasi venti anni. Sotto gli occhi scorrono veloci le immagini del pianeta Corneria devastato dalle armate robotiche del folle scienziato Andross, mentre la squadriglia Star Fox sfreccia attraverso un livello che è in parte riproposizione, in parte aggiornamento, in parte anche sovversione di quello che era il livello iniziale di Star Fox 64. Per quasi due decenni la saga ha cercato soluzioni alternative alla sua natura arcade, magari temendo che la fine dell’epoca delle sale giochi si ripercuotesse negativamente sul suo appeal, e nel farlo si è progressivamente snaturata. Siamo nel 2016 ormai, ciò che è vecchio è di nuovo attuale e Star Fox Zero finalmente non ha paura di essere fieramente arcade. Eccoci quindi a bordo delle navicelle Arwing, lo scorrimento del livello bloccato su binari nella direzione della profondità, ondate di nemici, dialoghi anni ’90. Tutto come allora? Non esattamente. Star Fox Zero ha mosso i suoi primi passi come prototipo di gioco realizzato da Miyamoto per dimostrare le potenzialità del Wii U GamePad. Tracce di questo design sono sopravvissute nel titolo finale. Ce ne si accorge subito: i gesti automatici maturati in anni di replay di Star Fox 64 ci portano a toccare i tasti dorsali per eseguire l’avvitamento; con somma sorpresa il dorsale di sinistra sarà invece il lock on della telecamera su di un nemico, mentre quello di destra sarà il tasto per fare fuoco. Lo stick destro controllerà il movimento del mezzo, mentre lo stick di sinistra il freno, l’acceleratore, le virate e gli avvitamenti a destra e sinistra. I tasti frontali saranno utilizzati per manovre come la capriola e l’inversione ad U, oltre che per trasformare il veicolo nella sua forma alternativa e centrare il mirino. Quest’ultima operazione sarà necessaria perché per la prima volta il fuoco delle navicelle sarà orientabile anche in direzioni diverse rispetto a quella del nostro scorrimento. Per fare ciò si utilizzeranno i giroscopi del GamePad di Wii U, un po’ come avveniva con i controlli di movimento su Splatoon, con tanto di visuale interna all’abitacolo sullo schermo del paddone.

Non è detto che “innovativo” sia anche valido

Se questa innovazione non si fa notare più di tanto nel corso dei livelli più tradizionali (salvo l’occasionale irritazione di dover ricalibrare il mirino) diventa invece preponderante ogniqualvolta si entra in modalità a tutto campo o si affronta un boss. In queste situazioni ci si troverà spesso con una telecamera “cinematografica“a riprendere l’azione generale, e si dovrà fare affidamento alla visuale del paddone per indirizzare i nostri colpi e movimenti. Per quanto interessante sulla carta, questa soluzione pare poco intuitiva e piuttosto macchinosa: il continuo multitasking tra le due visuali confonde le idee al giocatore, lo priva della precisione cruciale in alcune circostanze e non aggiunge nessuna nota di merito al gameplay del titolo. È possibile che con più ore di gioco sulle spalle ed un po’ di abitudine alla fine questo mirino manuale divenga più naturale, un po’ come avvenne con i controlli di movimento su Splatoon, ma è bene ricordare che se in quel titolo se ne poteva anche fare a meno, qua i giroscopi del paddone non sono mai completamente disattivabili: alcune sequenze di Star Fox Zero sono costruite specificatamente attorno a questo sistema di controllo, con tutto quel che ne comporta.

Star Fox, trasformazione!

L’altra grande novità di Star Fox Zero è costituita dai mezzi trasformabili. Tutti i veicoli del gioco hanno infatti una forma alternativa, specializzata nell’affrontare alcune situazioni. L’Arwing si trasformerà in un rapido Walker, adatto per missioni terrestri; il Landmaster potrà divenire un hovercraft, mentre la new entry Gyrowing potrà disporre di un robottino telecomandabile. Questi veicoli e le loro trasformazioni permettono una grande varietà di situazioni tra un livello e l’altro ed all’interno dei livelli stessi. Trasformandosi al momento giusto, ad esempio, sarà possibile accedere a dei percorsi alternativi. Altri livelli invece avranno una struttura ed un ritmo del tutto particolare, come una missione a tinte stealth sul pianeta Zoness, in cui dovremo disattivare coni luminosi utilizzando Gyrowing e robottino. Ogni livello contiene al suo interno diverse medaglie da collezionare completando determinate imprese. Collezionare tutte le medaglie e sbloccare tutti i percorsi alternativi, come nella tradizione di Star Fox 64, contribuirà a mantenere alta la longevità del gioco, che comunque presenta inizialmente un numero di missioni comparabile con quello del classico N64. Non si può non menzionare, infine, la compatibilità Amiibo del titolo. Toccando l’Amiibo di Fox McCloud sul paddone sarà possibile sbloccare una variante retrò dell’Arwing, con il look delle navicelle dello Star Fox per SNES. Con quello di Falco Lombardi, invece, otterremo una navicella con colorazione alternativa, capace di attacchi più potenti, ma dalla salute ridotta. Per quanto riguarda il comparto tecnico, infine, l’impressione generale è soddisfacente, anche se non esaltante. Il team di sviluppo ha dato la precedenza alla fluidità piuttosto che ad orpelli grafici vari. Il risultato finale è convincente, ma dal ridotto impatto. Buone invece le musiche, con tante rivisitazioni di temi classici, ed un doppiaggio italiano di altissimo livello.

Commento
Un titolo come Star Fox Zero ci voleva proprio per la saga spaziale Nintendo. Fare piazza pulita di tutte le inadeguatezze che lentamente si erano fatte largo nella serie non era più rinviabile. Star Fox Zero prende a paragone e modello il capitolo più riuscito della saga, Star Fox 64. Lo imita, lo omaggia, gioca con i suoi contenuti, a volte riproponendoli, a volte stravolgendoli. Mette il giocatore di fronte ad un avventura varia e sempre imprevedibile. Ci sono degli elementi di contrasto in questo design: l'introduzione del secondo schermo e dei controlli di movimento appare forzata e mal amalgamata all'interno del gioco. Augurandoci che si tratti solo di una questione di abitudine vi rimandiamo alla ormai prossima recensione del gioco per il verdetto definitivo.
Pro e Contro
Tabula rasa di tutte le assurdità che si erano accumulate con gli ultimi capitoli
Riprende tantissimo da Star Fox 64
Veloce, adrenalinico, maledettamente arcade
Il primo vero Star Fox in quasi venti anni

x Motion controls e secondo schermo forzati
x Graficamente si poteva osare qualcosa in più

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