Ep. 30: Respiri Keanu per non far rumore

Redlock rischia di fare il passo più lungo della gamba

UN SOULSLIKE AVVENIERISTICO...

Il promettente team di sviluppo francese di Redlock Studio sta lavorando a Shattered – Tale of the Forgotten King, un action rpg passato abbastanza in sordina e ispirato profondamente a Dark Souls. Questo ambizioso progetto catapulta il protagonista in un onirico mondo tra il fantasy e il futuristico, nel cui Limbo si sveglia senza alcuna memoria del suo passato o della sua identità. Ad accompagnarlo e guidarlo vi è un piccolo scheletrino che viaggia appeso alla sua schiena. Seguendo le sue parole, il protagonista si mette in viaggio alla ricerca del re Hypnos e di risposte. Per il resto la trama rimane volutamente misteriosa, la narrazione è silenziosa e delicata, tanto da sembrare approssimativa a volte.

...VISIVAMENTE OTTIMO...

Ciò che incontrerà nei suoi viaggi è un mondo bizzarro che, sebbene per certi aspetti possa ricordare un tipico setting fantasy, fa emergere un’architettura avvenieristica. Le strutture e le creature sono rappresentate attraverso la tecnica del cell shading e acquisiscono così un fascino molto particolare. Gli elementi presi in considerazione all’interno di Shattered – Tale of the Forgotten King toccano aspetti molto disparati, da esseri spirituali a macchine, da armi bianche fantasy a futuristici fucili, da montagne composte da blocchi a strutture animate da misteriosi neon. I colori tendono ad assumere sempre tonalità fredde e per questo predominano l’azzurro e il grigio. Questa tecnica riesce a creare un’ambientazione incredibilmente affascinante, molto originale per questa epoca e riconducibile solo alle sensazioni che, anni e anni fa, trasmetteva Legacy of Kain. In qualche modo quest’ultimo ha anche ispirato il design del proragonista, un misterioso essere dagli occhi luminosi. L’ottimo comparto grafico è supportato da uno sonoro di pari valore. Le musiche, sebbene siano solo una cornice dell’opera, riescono ad intensificare notevolmente il senso di immersione. Le sensazioni trasmesse mi hanno sinceramente coinvolto; stare fermo ad ammirare il mondo attorno a me ha risvegliato brividi a cavallo tra la nostalgia e la pura arte. Certo, a volte si possono percepire alcuni modelli un po’ troppo ripetuti, ma questo non pesa sull’esperienza generale.

...MA DAL GAMEPLAY LEGNOSO...

I problemi di Shattered – Tale of the Forgotten King iniziano però a emergere se si prendono in considerazione le meccaniche di gioco. Le animazioni dei personaggi risultano legnose e artificiose; questo elemento non stona sempre visto che alcune sono creature meccaniche, ma lo stesso non si può dire per gli umanoidi. Questo si ripercuote purtroppo anche sulle dinamiche base di combattimento: lo swordplay si presenta ispirato come idee, ma inceppato nella realizzazione. Si ha spesso la sensazione che il protagonista si “incastri”, rimanendo scioccamente esposto ai colpi dei nemici, soprattutto poichè i fendenti del protagonista recheranno danno sempre e solo ad uno di essi, anche nelle mischie con molti avversari. Dal canto loro, questi ultimi a volte hanno dei seri problemi nelle movenze: capita davvero troppo di frequente che l’animazione risulti semplicemente sbagliata, che colpiscano quando di fatto sembrano fermi o che, al contrario, sferrino colpi che non provocano alcuna conseguenza; come se non bastasse il loro tracking è a dir poco esagerato, rendendo quasi impossibile schivare i colpi andando alle loro spalle. Gli attacchi (come gli altri comandi) rimandano a quelli di Dark Souls e, salvo una breve introduzione, non sono approfonditi; per un esperto del genere questo non è un problema, ma per un novizio dei soulslike potrebbe generare confusione. Il tutorial è rappresentato da alcuni sciami di lucine che spiegano i comandi di base, ma lo fanno in maniera davvero sintetica e non sempre funzionano.

In generale, Shattered – Tale of the Forgotten King alterna fasi action e di combattimento a fasi di risoluzione di enigmi (interessanti e dinamici, riescono a coinvolgere l’ambiente circostante), boss fight (a volte opzionali, ma le cui qualità e difficoltà superano abbondantemente quelle degli scontri minori) e fasi di esplorazione (semplice ma valorizzata dalla bellezza del mondo). Quest’ultima purtroppo è penalizzata da alcuni elementi sicuramente rivedibili. Il peggiore è probabilmente il salto: questa azione risulta fastidiosa durante l’atterraggio, poichè il personaggio “slitta” e rende frustranti certe sezioni di platforming, soprattutto quelle con piattaforme mobili. A questo si aggiunge anche il fatto che l’ombra dinamica del protagonista non permette di dare indicazioni sulla sua posizione d’atterraggio. Per quanto irrealistica, un’ombra statica ai suoi piedi sarebbe stata di gran lunga preferibile, soprattutto nelle fasi di platforming in 2.5D. In queste circostanza la telecamera si blocca e la visuale è laterale, rendendo alcuni salti dei veri e propri azzardi. In altri casi invece il salto “rompe” il level design, permettendo di superare alcune barriere con il minimo sforzo e rendendo così possibile il raggiungimento preventivo di alcune aree di gioco. Il suo utilizzo voleva essere mirato ad un’esplorazione libera e coinvolgente, e solitamente ci riesce; ma di fatto risulta davvero troppo abusabile. Gli sviluppatori hanno cercato di metterci una pezza posizionando vari muri invisibili, ma a volte sono stati realizzati in maniera imprecisa, generando solamente frustrazione.

Inoltre Shattered – Tale of the Forgotten King, al contrario di Dark Souls, è solamente single player e non offre una modalità online di alcun tipo ma, nonostante questo, durante la pausa il mondo di gioco non si blocca e i nemici, eventualmente, si accaniscono sul protagonista. Lo sviluppo di quest’ultimo avviene tramite le Essenze raccolte dai nemici sconfitti, utilizzabili presso una particolare runa nell’hub centrale. Il sistema di level up è abbastanza semplice, ma appagante. La personalizzazione permette approcci differenti, dal classico scontro in mischia all’utilizzo di incantesimi dalla distanza. Il numero che rappresenta quante se ne hanno viene però visualizzato in un’inspiegabile posizione al centro dello schermo, non poco fastidiosa. Nel caso si venga sconfitti da un nemico, le Essenze inutilizzate saranno custodite da quest’ultimo e si dovrà cercare di sconfiggerlo per riottenerle. Questa meccanica sembra efficace, ma si rivela in parte inadeguata poichè le Essenze sono anche la risorsa da consumare per curarsi; ne consegue che, provando ripetutamente una boss fight (e morendo in questo frangente), dal secondo tentativo non si avrà più la possibilità di curarsi. E, come ogni buon soulslike, all’interno delle mappe di gioco si incontrano dei checkpoint in cui si riparte dopo una morte. Il problema sorge quando, a volte, il respawn avviene inspiegabilmente da uno di essi che non corrisponde all’ultimo visitato. In questo caso, nonostante le mappe siano ben interconnesse, la frustrazione di dover ripetere un inutile viaggio sarà palpabile.

...E STRAPIENO DI BUG

E questo purtroppo non è certamente l’unico bug di Shattered – Tale of the Forgotten King. Allo stato attuale di sviluppo, i difetti di programmazione sono ancora tanti e per nulla marginali. Prima di tutto, anche se si seleziona la lingua inglese molte parti rimarranno in francese, lingua originale del titolo (nonchè unica alternativa). E anche dove la traduzione è presente, spesso mostra gravi difetti o mancanze di traduzione. Alcune schermate di caricamento presentano strane sigle: difficile dire se facciano parte della criptica lore o se siano solo degli errori. I menù stessi sono incerti: in pochissimo tempo hanno cambiato le varie voci (prima presentavano una nomenclatura più criptica), ma continuano a presentare un fastidioso problema di sovrapposizione se se ne apre più di uno. Nella scheda del personaggio è presente una sezione dedicata al codex, ma se anche si trovano gli elementi nel mondo di gioco, essa mostrerà solamente schermate vuote. Alcune finestre di dialogo (o suggerimenti del tutorial) non si aprono o quando lo fanno non ne vogliono più sapere di chiudersi. In certi casi, in seguito ad una morte, vengono ripristinate le Essenze possedute prima della stessa, ridando inspiegabilmente quelle spese per i passaggi di livello immediatamente precedenti, ma lasciando il livello invariato. Le collisioni sono da rivedere: alcune volte sono assenti, portando a morti immeritate, altre invece provocano una perdita di controllo della telecamera e, allo stesso modo, una probabile e prematura dipartita. I portali che dovrebbero collegare le aree di gioco non sempre funzionano e, invece di teletrasportare il protagonista a destinazione, a volte lo scagliano in un cupo vuoto cosmico, come se alcune zone dovessero ancora essere implementate; altre volte bloccano il gioco in un’eterna schermata di caricamento. Durante i combattimenti si può centrare la visuale sui nemici abbattuti ancora per un sostanzioso periodo di tempo dopo la morte, così da rendere difficoltosa la gestione degli avversari rimasti in vita.

IL PARADOSSO DELLA DEGENERAZIONE

Ma una vicenda in particolare ha inciso sul mio viaggio in questo affascinante mondo. Un insieme di fatti che mi ha fatto desistere forzatamente dal continuare (almeno per il momento) Shattered – Tale of the Forgotten King. Non trovando una maniera per superare una zona, decido di tornare in quella precedente per controllare di non aver dimenticato nulla. Facendolo, mi accorgo che là tutti i nemici mi osservavano impassibili, in un catatonico stato di inamovibile accidia. Senza aver trovato nulla (e un po’ inquietato per via della situazione surreale), decido di tornare nell’ultima area di gioco. E qua inizia il delirio. Non appena entro, noto che la capacità di salto del protagonista è decuplicata e quelli che prima erano ostacoli di game design, ora non rappresentavano altro se non ridicoli tentativi di bloccare la sua mostruosa elevazione. Decido si proseguire pensando, probabilmente stordito dal gran numero di bug incontrati, che forse si trattasse di un’abilità sbloccata senza essermene reso conto. Salto muri, salto scale, salto edifici, salto vie… Salto probabilmente interi livelli e mi ritrovo ad entrare casualmente nell’arena di un boss evidentemente troppo avanzato per essere alla mia portata. Dopo una rapida morte, rinasco all’ultimo checkpoint, ma ormai la situazione era ad un punto di non ritorno. Il protagonista giaceva quasi orizzontale, immobile, forse paralizzato dalla torreggiante figura del suddetto boss, ora impassibile alle sue spalle, come nelle più classiche scenette da cartone animato. Decido dunque di riavviare Shattered – Tale of the Forgotten King e capisco in che guaio mi sono cacciato: il temibile avversario è sparito, il protagonista ha ripreso la capacità di deambulare in posizione eretta e non possiede nemmeno più il famigerato salto aumentato. In questo modo mi trovo bloccato in una zona decisamente ostile, perso e in balia di forze a me superiori. Con non poca fatica riesco a fare ritorno ad un’area leggermente meno letale e qua trovo un teletrasporto per un boss alla mia portata… Che la situazione sia tornata alla normalità? Provo a fronteggiarlo, lo studio e… Ho la meglio! Ma l’entusiasmo ritrovato dura poco: mi dirigo verso il portale d’uscita ma, dopo svariati tentativi, mi rendo conto che questo ora causa un crash del gioco. Ricarico ancora un’ultima volta la partita e guardo il mio eroe vagare desolato in una piccola arena immersa nell’oscurità più profonda. Titoli di coda.

TIRANDO LE SOMME...

Alla luce di tutto ciò verrebbe da pensare che Shattered – Tale of the Forgotten King sia un totale fallimento, un buco nell’acqua e nel bilancio di un’inesperta società che ha voluto osare troppo. Ma non è così. Il team di Redlock Studio ha fatto un po’ di confusione sullo stato di sviluppo del progetto, cercando poi di mettere una toppa ed etichettandolo come un early access. Probabilmente però avrebbe avuto più dignita proporre soltanto una demo gratuita e offrendo al massimo la possibilità di pre-ordinare il gioco completo. Quando sarà davvero completo. Sorvolando su tutto questo, oltre la fitta foresta di bug si intravede un progetto davvero ben avviato e molto ispirato. Verosimilmente uno dei soulslike di maggiore qualità e prospettiva. Al momento necessita ancora di davvero tanto, tanto lavoro… Ma gli sviluppatori stanno dimostrando di dedicarcisi a tempo pieno e stanno portando frequenti miglioramenti. Shattered – Tale of the Forgotten King va sicuramente tenuto d’occhio con molta attenzione.

Commento
Redlock Studio sta lavorando a Shattered - Tale of the Forgotten King, un ambizioso progetto fortemente ispirato alla serie di Dark Souls. In questo action rpg il giocatore veste i panni di un essere che perde la memoria e si risveglia nel Limbo, la prima area di un meraviglioso mondo a cavallo tra il fantasy e il futuristico. Questa avvenieristica ambientazione trasuda desolazione ma non smette mai di stuzzicare la curiosità. Le meravigliose musiche valorizzano ancora di più un comparto grafico già molto ispirato. I personaggi cartooneschi ricordano degli esseri spirituali, ma a volte strizzano anche l'occhio al mondo delle macchine. In questo sembra non nascondere nemmeno una buona ispirazione a Legacy of Kain. Il gameplay al momento è ancora un po' troppo macchinoso, manca di fluidità e alcune meccaniche andrebbero riviste. Il difetto maggiore è però la sovrabbondanza di bug, troppi anche per un early access. Alcuni di essi sono minori e strappano anche un sorriso, altri invece sono tanto gravi da poter obbligare a dover ricominciare il titolo. Forse sarebbe stato più corretto fare uscire solo una demo e sfruttare il tempo guadagnato per correggere i numerosi problemi. In ogni caso questo progetto ha un grandissimo potenziale e può ambire ad essere uno dei migliori soulslike mai prodotti.
Pro e Contro
Ambientazione avvenieristica e originale
Grafica e sonoro ottimi
Grande libertà di esplorazione

x Troppi gamebreaking bug
x Combattimento legnoso
x Troppe parti mancanti