Anteprima Manor Lords, l’odore di casa

Io amo le zone rurali, vivo in una zona rurale. Adoro passeggiare nella campagna vicino a casa, osservare i campi di grano, di girasoli e la terra brulla d’inverno. Giocando a Manor Lords, ho avuto l’opportunità di viaggiare indietro nel tempo e immergermi in un’epoca in cui i questi luoghi erano la spina dorsale della società. Osservare la tranquillità delle campagne, il loro fondersi a borghi medievali mi ha dato serenità. Uno spaccato fittizio di una vita lontana di cui i resti popolano i paesaggi del nostro mondo.

In questa realtà frenetica in cui nessuno ha tempo per osservare, questo piccolo viaggio assume un significato che va oltre il semplice city builder, come un’evasione ulteriore a quella offerta del medium stesso. Magari esagero, magari sto solo proiettando, ma l’idea, mai vista prima nel genere, di inserire la possibilità di gironzolare in terza persona è proprio espressione di questo concetto.

Odore di casa

Un gioco Vivo

I buoi che trasportano i tronchi, il mercato affollato di bancherelle, gli agricoltori che arano e seminano, tutto contribuisce a dare un senso di immersività impareggiabile. Questi aspetti sublimano entrando in terza persona, funzionalità che seppur ancora embrionale trasmette sensazioni. L’odore per le strade lo sente anche chi gioca, osservare come la luce colpisce i campi di grano, come i contadini utilizzano i buoi per arare i campi, osservare queste cose così da vicino è davvero un’esperienza che in un City Builder mancava. Nel genere solitamente si osservano dall’alto interazioni velocizzate che risultano quasi comiche, come delle fredde divinità, in questo titolo invece è come se potessi andare a compiacerti del lavoro svolto in prima persona, tutto risulta più vivo.

Costruire le cose è quanto di più soddisfacente si possa immaginare, parlo principalmente dei burgage e delle coltivazioni. Il tutto è estremamente dettagliato, dai particolari sui modelli degli edifici al modo in cui sono gestite le animazioni. tutto è curato nei minimi dettagli. Ovviamente trattandosi di un accesso anticipato sono presenti spigolosità. Il primo approccio infatti ora come ora può risultare ostico per i meno avvezzi al genere, infatti i tutorial sono quasi assenti. Sicuramente non si è davanti ad un titolo respingente come più essere Frostpunk. Gioco che io adoro ma il cui primo impatto è decisamente aggressivo e pesante. Manor Lords è assolutamente adatto a persone che approcciano il genere e anzi trovo che, quando completo, sarà un ottimo punto di partenza.

Strategia e bellezza

Combattere è divertente, ma devo dire che è l’aspetto che mi ha trascinato meno, per come si presenta adesso. L’idea di un City Builder mescolato ad un RTS è molto interessante. Per quanto riguarda le componenti del primo genere ci troviamo davanti ad un eccellenza. Per i combattimenti invece trovo che la strategia sia un po’ edulcorata, il che non è assolutamente un male. Evidente è che il titolo si concentra sulla parte di sviluppo della propria città, però devo dire che nonostante non mi sia sentito partecipe delle battaglie, trovandole leggermente meno strategiche di quanto avrei voluto, le ho trovate ben coreografate ed immersive. Anche qui si nota la cura per i dettagli con bandiere, armature e armi realizzate con conoscenza e varietà. La strategia, per ora è marginale, tendenzialmente vince quello con l’esercito più grosso e meglio equipaggiato. Confido che questo aspetto evolverà durante lo sviluppo.

Comunica senza parlare

Gestire gli spazi è puro godimento, per fare un parallelismo, un altro gioco che mi ha dato queste sensazioni è City Skylines. Un plauso alla logistica, posizionare i magazzini vicino al mercato in modo da renderlo più efficiente, essere costretti dalle meccaniche ad impostare il villaggio in un certo modo. La chiesa e il mercato al centro, caratteristiche tipiche del periodo storico trattato, si è obbligati a costruire in questo modo. Impostare le coltivazioni a rotazione per poter ripristinare la fertilità, meccanica abbastanza comune, qui viene arricchita dalla possibilità di rendere i campi anche dei pascoli. La parola chiave è soddisfacente, tutto in questo gioco lo è anche quelli che si potrebbero definire paletti qui diventano funzionali all’ambientazione.

Costruire il proprio maniero, gestire famiglie di artigiani, sentire l’odore del mercato, del pane, degli animali mi ha fatto davvero vivere quel mondo dimenticato e trovo davvero speciali queste emozioni trasmesse da un titolo che di fatto non ha neanche una trama.

Commento
Questo gioco è una droga. Mi ha macinato dieci ore in due giorni, è impossibile staccarsi. La progressione è troppo soddisfacente, l'estetica troppo affascinante e coinvolgente. Le battaglie ad un certo punto diventano vere e proprie guerre da perderci ore solo in quelle. Non posso far altro che tornare a giocarci e invitare anche tutti a farlo.
Pro e Contro
Costruire è soddisfacente
Economia interessante
Immersivo
Combattimenti belli da vedere

x Combattimenti poco strategici

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