Donato "Dons_gaming" Ronca

News+ Il trailer Netflix di GTA VI

Sono solo 6 ore?

Rispondiamo subito alla domanda così se avete altro da fare potete andare: SI sono solo 6 ore, ma NO non sono solo 6 ore – quindi come non detto restate qui. In termini di tempo sono certamente solo 360 minuti, se non puoi aspettare probabilmente hai un problema. Quella FOMO che ormai ci è familiare e che la società capitalista ha trasformato in un modello di business.

Ma non sono qui per parlarvi di psiche, faccio già fatica con la mia figuriamoci se posso pensare alla vostra. Parliamo del significato di quei 360 minuti che va ben oltre le lancette di un orologio. Perché sentire quelli che a volte fanno anche il cosplay del Che Guevara contro il sistema fermarsi al “sono solo 6 ore”, “se non puoi aspettare sei un coglione”, “è solo marketing”, mi girano vorticosamente le palle.

Da una parte li capisco pure: io non ci devo mangiare con quello che dico/scrivo, loro sì, quindi meglio dare del coglione ad un utente generico che della merda alla multinazionale che dovrebbe mandarmi il codicino, oppure farmi lavorare in qualche altro modo. Però da queste persone in questi casi gradirei silenzio, perché non ci credo che non sanno che non sono solo 6 ore, che non sanno cosa siano le derive turbocapitaliste a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni, che non sanno che può essere un’altra slavina prima dell’ennesima valanga. Quindi sono in malafede e allora ribadisco il silenzio di cui sopra, se invece sono davvero così ingenue allora hanno un’incredibile capacità di non capire un cazzo del mondo che le circonda che quasi invidio.

Serve tutt’altro che un fine economista per intravedere le problematiche di questa mossa e delle possibili conseguenze. Basta essere venuti al mondo da poco più di un decennio. Facciamo un giro un po’ largo insieme per arrivare al punto. Lasciamo il mondo dei videogiochi e atterriamo sul pianeta musica. Io ne sono appassionato ma negli ultimi anni sono andato a sempre meno concerti a causa dei prezzi in continua ascesa. Quello che mi salva è seguire anche scene di nicchia che hanno ancora prezzi abbordabili ma comunque più alti che in passato.

Questo ascensore infinito delle tariffe ha portato ad un certo punto alla nascita dei biglietti a visibilità limitata. Per farvi capire: vai ad un concerto in uno stadio, mentre prima le tribune parallele al palco non erano comprese, per motivi di visibilità appunto, hanno iniziato ad aprire quei settori a prezzi ridotti. Eh vabbeh “è solo marketing”, un po’ come il trailer di GTA no? Solo che negli anni anche i prezzi di quei posti sono progressivamente aumentati arrivando anche a costare solo 10/20€ meno del prato. Quindi via al passo successivo, tour di Bruno Mars 2026, arrivano i biglietti audio only, cioè settori dietro il fottuto palco. L’ultima volta che ho visto un concerto da retro palco era Samuele Bersani, biglietti finiti causa covid quindi ci siamo ficcati nella spiaggia dietro il palco, ovviamente gratis visto che comunque fa cagare come cosa. Oggi mi toccherebbe pagare anche per quello. Quindi non è solo marketing, è l’asticella del monetizzabile che si alza tanto da fare impallidire Tamberi.

Piccolo passo indietro alla questione digital only di Sony. C’era un tempo in cui avevamo tutto sul CD, dove i giochi che non entravano in uno venivano divisi in più dischi, Final Fantasy, Metal Gear per citarne due. Ad un certo punto, avevamo i dischi ma dentro non c’era tutto il gioco, solo l’eseguibile per scaricarlo, perché dentro non ci entra tutto e chissà come, era diventato un problema dividere in più dischi. Vabbeh ma vuoi mettere la comodità di non dover alzare il culo a cambiare disco, lo stanno facendo per noi. Ce lo siamo fatto andare bene senza battere ciglio e oggi ci ritroviamo senza nemmeno più un disco, e soprattutto a non possedere più niente di quello che abbiamo in libreria, che sia digitale o fisico.

Insomma in poche parole non abbiamo imparato nulla da quello che ci è successo negli ultimi anni. Perché chi dovrebbe occuparsi di informazione è ormai invece un cartellone pubblicitario antropomorfo. Meno l’utente è consapevole, più è facile dargli merda e dirgli che è cioccolata. Chi si fregia di fare informazione, divulgazione o addirittura giornalismo dovrebbe allenare lo spirito critico di chi legge/ascolta. Per il bene dell’industria stessa affinché nei limiti del possibile si riesca a rimanere all’interno di un confine etico che ormai è sepolto sotto le casseforti dei Paperoni di turno.

Non sono solo 6 ore, è l’ennesima asticella che si alza. Potrebbero diventare 12, poi 24, poi mesi, alla fine ci ritroveremmo a pagare per vedere della cazzo di pubblicità. Le piattaforme come Netflix sono partite senza pubblicità, poi sono arrivate le pubblicità. Ad un certo punto ci è toccato pagare per non vedere la pubblicità, e adesso ci tocca pagare per vedere della pubblicità. “Si sta ribaltando la situazione” direbbe un noto trio comico, solo che qui non c’è un cazzo da ridere. Perché un trailer non è altro che uno spot pubblicitario, per adesso temporaneo… per adesso. Questa cosa mi suscita anche un’altra domanda: quanto è fuori controllo la gestione dei costi di sviluppo dei AAA se un colosso come Rockstar deve racimolare spicci anche da un’esclusiva temporale di un trailer? Motivo in più per credere che da questo punto di vista le cose peggioreranno.

Potrebbe non succedere nulla di tutto questo, ma per analizzare il possibile futuro dobbiamo basarci sulle certezze del passato, e basandoci su quelle aspettarsi il peggio mi sembra il minimo. La scelta di non approfondire ed analizzare certi fenomeni da parte di chi dovrebbe farlo è da irresponsabili collusi. Ma soprattutto usare la FOMO per fare soldi è da Merde, anche se ce lo siamo fatto andare bene, o ci dicono che dobbiamo farcelo andare bene. Io dico che devono andare a fanculo, Rockstar o (inserire nome di multinazionale a caso) ed a seguire tutta la combriccola che ha la lingua così attaccata ai loro culi da non poter fare altro che seguirli anche lì.

#LiveTheRebellion