Ormai prossimo alla release, DNF Duel si appresta a entrare nel sempre folto panorama del genere dei picchiaduro 2D*. Il percorso del genere è di per sé bizzarro, da un lato rimane ancorato a una nicchia di giocatori che, seppur attivissima, unita e sempre “in forma”, non smuove certo cifre da capogiro e dall’altro vede un ritmo sempre costante di uscite di nuovi titoli, IP e iterazioni.

Insomma, considerati i giocatori di picchiaduro, sembrano esserci fin troppi giochi. E quando si pensa alla stessa Ark System Works e alla fine repentina di giochi come Granblue Fantasy Versus (GBVS), difficilmente si può contestare questa idea. Eppure, il processo di sviluppo di queste produzioni su licenza sembra seguire un pattern preciso, che potrebbe diventare la migliore via da percorrere per il genere tutto.

A scuola di picchiaduro

È sempre la solita questione. Potremmo stare tutto il giorno a parlarne e probabilmente non ne caveremmo uno shoryuken dal buco, oppure si direbbero le stesse parole di sempre. Ma è anche una discussione da cui non ci si può smarcare. In un’epoca in cui perfino il soulslike diventa non solo POP ma di massa, con decine di milioni di copie vendute, qualche domanda è necessario farsela. Allontanandosi dagli onanistici elitarismi dei giocatori-cariatide che si definiscono puristi del genere, è chiaro che qualcosa debba cambiare nella creazione di un Beat’em up.

Anzi, qualcosa sta già cambiando, è già cambiato. Il picchiaduro è una delle tipologie di giochi più ostiche da apprendere, con tutte le sue stratificazioni e sfaccettature. Che poi sono le cose che lo rendono interessante e senza il quale perderebbe la sua identità.

Lo scoglio più grande che viene percepito però è molto raramente legato alla natura convoluta delle meccaniche e da ciò che nascondono e spesso il pubblico punta il dito contro un unico fattore: il sistema di input. Ark System Works sta provando – e ha già provato – a cercare una soluzione in questo senso. Con una risposta eccellente in termini di funzionalità ludica ma tiepida in quanto a risposta del pubblico. Il motivo è semplice, ma spenderò comunque un altro paragrafo di intermezzo prima di arrivare al punto della questione. Perché è bello buttare qualche centinaio di caratteri a caso, giusto per fare massa.

DNF Duel uscirà nell'estate del 2022 | Vigamus Magazine

Da Yokohama a Los Angeles

A prescindere dal successo avuto dal “sistema ASW”, la casa nipponica non sembra l’unica a cercare una soluzione per allargare il bacino di utenza dei picchiaduro. Il sistema di GBVS che prevede input facilitati dalla singola pressione di un tasto direzionale più il tasto assegnato torna in DNF Duel, seppur basandosi su fondamenta leggermente diverse. Nel primo intacca la special usata in maniera semplificata con un cooldown maggiorato alla stessa, mentre nel secondo intacca la barra di utilizzo “generale” che permette di usare queste mosse.

DNF Duel sembra essere però un gradino sopra in termini di complessità e di varietà all’approccio di combattimento e permette di esibirsi in combo più complesse, senza sfociare però nella complessità degli anime fighters. Ora, per come funziona l’iter produttivo dei videogiochi è difficile comprendere se sia grazie a queste influenze che altri picchiaduro abbiano deciso di applicare approcci simili ai propri giochi. Eppure ci sono almeno due titoli che tenteranno, almeno in parte, questa strada.

Il recente annuncio di Street Fighter 6 ha mostrato infatti come Capcom abbia deciso di innestare un sistema “moderno” di input, che funziona in maniera non dissimile da quanto si è discusso. Non è ancora chiaro se questo sistema sarà integralmente separato dal sistema di input “classici” o se si potrà usare in concomitanza (sempre affiancato da un sistema di bonus/malus) per apprendere in maniera più modulare. L’altro titolo è il senza nome “Project L”, picchiaduro di Riot Games che sfrutterà i personaggi di League of Legends e farà uso anch’esso in maniera massiccia degli input semplificati.

Project L, Riot Games unveils new details on the fighting game set in the  League of Legends universe »Let's Talk About Video Games

“Avanti il prossimo”

Ecco, intanto rispondo al quesito aperto due paragrafi addietro: Granblue Fantasy Versus non ha conquistato perché è una IP troppo debole. Certo, in patria è un brand molto forte e dall’alto seguito, ma fuori dal Giappone pur avendo frange di pubblico considerevoli non è così apprezzato. D’altro canto, è lampante ormai quanto League of Legends, grazie anche al suo universo espanso (e cross-mediale) sia mostruosamente popolare. Proprio questo lo renderebbe se possibile il più papabile per dare inizio alla vera “rivoluzione del picchiaduro”.

Eppure, DNF Duel rappresenta un passo fondamentale in questo percorso, soprattutto nel futuro di Ark System Works e – forse – di tutto il genere. Nelle sue due closed beta si è mostrato infatti un titolo capace di convincere trasversalmente l’utenza picchiaduro e si mostra quasi come una versione “rifinita e corretta” di quello che è stato GBVS.

Ovviamente è impossibile stabilire ora il successo del titolo e anche se lo si facesse, si potrebbe parlare esclusivamente di successo commerciale. Fattore che difficilmente si può dimenticare con un’alzata di spalle ma che al tempo stesso non toglie l’importanza del prodotto in sé. E non lo fa mai, è chiaro, ma nel caso dei picchiaduro è ancora meno impattante. Perché ogni singolo titolo, in questo genere, è parte di un discorso più grande e non viene mai dimenticato o lasciato indietro per un traballante percorso commerciale. Ogni gioco diventa un passo in avanti per i picchiaduro. E Ark System Works sta cercando quel piccolo passo per l’industria che sia però un grande passo per il genere.

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