Amo Animal Crossing New Horizons, amo vedere i capolavori che altri giocatori hanno creato, lo spirito di collaborazione fra più persone che soprattutto adesso ci fa sentire meno soli. Candidato come gioco dell’anno ai Game Awards 2020, dopo un anno dalla sua uscita, non stanca mai con i vari aggiornamenti ed eventi. Visivamente piacevolissimo da guardare eppure…manca quel qualcosa. Quella sensazione di godere appieno, anche in solitudine, della propria isola.

Mario: Animal Crossing World

Sono ben 33 gli articoli speciali in tema super Mario, fra oggetti, vestiti e mobili. Tutti sono acquistabili con le stelline, e secondo me è un peccato. Andare in un catalogo, scegliere fra un numero di oggetti che seppure ampio è comunque limitato, leva quel qualcosa. Manca il senso di soddisfazione del cercare i materiali e creare un oggetto, come si può fare per altri mobili del gioco. Sicuramente fra quelli presenti il più sfizioso, anche come animazione, è il tubo. Anche perché, se non avete ancora costruito qualche ponte, le sue funzioni potranno esservi non poco d’aiuto. Costruendone due, infatti, potrete raggiungere qualsiasi punto dell’isola, e rispetto ad un ponte normale costa molto di meno. Anche le monete sono molto belle e, passandoci sopra, spariranno con il classico suono dei giochi Super Mario.

Sarebbe stato bello aggiungere anche quelle viola per omaggiare Super Mario Odyssey , così da nasconderle in qualche angolo remoto delle propria isola e lasciar divertire i propri amici. Peccato anche per i funghi, che sono statici: premendo A emetteranno un suono ma non accadrà nulla al nostro personaggio. In conclusione, sarebbe stato bello aggiungere qualche mobile in più per la propria abitazione, però questo Animal Crossing lascia molto spazio alla fantasia dei giocatori, che sapranno sicuramente ricreare interi livelli del celebre gioco Nintendo.

Quando la nostalgia gioca brutti scherzi

Chi ha già giocato ad Animal Crossing: New Leaf sa che per Nintendo non è una novità l’inserire oggetti di altri suoi giochi nei titoli della serie. In New Leaf bisognava andare da Mirco e Marco, comprare un biscotto della fortuna e randomicamente usciva un oggetto tema Mario, Zelda, Metroid. Il nostro personaggio poteva interagirvi, ed ognuno di essi reagiva in modo diverso. Ad esempio, la Triforza si scomponeva in tre frammenti e poi si ricomponeva, il tutto accompagnato da una musichetta. Bellissimo vero? C’erano anche i vestiti, pavimenti, e muri e tutto poteva essere esposto o in casa o al piano superiore del museo. Ovviamente in Animal Crossing: New Leaf la libertà del giocatore era limitata, ma forse proprio perché non si era così presi dall’arredare e dal modificare ogni singolo spazio della propria città, si poteva godere appieno del proprio creato e dei propri abitanti. Anche giocando in single player.

In AC:New Horizons non riesco a godermi al massimo il single player

In conclusione, per celebrare Mario avrei voluto qualcosa in più del semplice comprare qualche oggetto su un catalogo, posizionarlo e fare foto. Avrei anche voluto spendere meno stelline per la corona di Peach. Spero che nei prossimi eventi Nintendo si rifaccia più allo spirito di New Leaf che a quello di Happy Home Designer, dove appunto si doveva solo arredare case.

Ma il gioco è giovane, e ci aspettano ancora tanti nuovi aggiornamenti e tante ore di divertimento.

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