Cosa succede quando un’azienda come CD Projekt Red si interessa più della tutela degli streamer che di quella dei suoi utenti? Succede che Cyberpunk 2077 ha un sacco di impostazioni streamer friendly, ma allo stesso tempo non tiene conto di chi soffre di epilessia.

La Braindance di Cyberpunk 2077 è pericolosa per chi soffre di epilessia

La community globale degli streamer ha reagito molto positivamente alle attenzioni che CD Projekt Red ha riservato alla loro professione. Cyberpunk 2077, infatti, permette di rimuovere dal gioco tutte le tracce della colonna sonora protette da copyright e tutte le scene di nudo o sessualmente esplicite in modo da non causare problemi a chi lo porterà in streaming. Ciò che però è emerso nelle ultime ore è che la cura che è stata riservata per gli streamer non è stata la stessa riservata alla salute degli utenti. Stando a quanto scritto da Liana Ruppert in un report per Gameinformer, infatti, Cyberpunk 2077 ha completamente sottovalutato la pericolosità di certe scelte di design, che potrebbero avere effetti tragicamente seri nei confronti di chi soffre d’epilessia.

Sul banco degli imputati c’è la meccanica della Braindance, elemento centrale in Cyberpunk 2077. Il visore attraverso il quale nel gioco ci si interfaccia con i ricordi altrui riproduce una serie di luci bianche e rosse che lampeggiano ad alta velocità, creando un pericolo serissimo per chi è soggetto a crisi epilettiche. L’Epilessia Fotosensibile, infatti, viene “attivata” da dei trigger capaci di indurre delle crisi. Questi trigger altro non sono che pattern visivi regolari o, soprattutto, luci lampeggianti, in particolare quelle nello spettro del bianco e del rosso. Indovinate un po’ di che colore sono le luci stroboscopiche della Braindance? Esatto: bianche e rosse. E al momento non sono disattivabili in alcun modo.

Cara CD Projekt Red, ma come ti è venuto in mente?

Cyberpunk 2077 è a tutti gli effetti il titolo del momento, ed è in sviluppo da 8 anni. Mi chiedo come sia possibile che nessuno si sia posto il problema fino ad oggi. Davvero in otto anni nessuno ha sollevato una qualche perplessità in merito, soprattutto a fronte del fatto che è assodato che la stragrande maggioranza dei casi di Epilessia Fotosensibile sono collegati a televisione e videogiochi? Più che altro, il visore che in Cyberpunk 2077 permette di attivare la Braindance funziona esattamente come un dispositivo SLI, che in medicina viene utilizzato per stimolare delle crisi epilettiche nei pazienti per studiarle e formulare una diagnosi. Possibile che nessuno si sia fatto uno scrupolo? L’emulazione è così ben fatta che funziona, e in rete stanno circolando le testimonianze di alcuni giornalisti che hanno dovuto smettere di giocare, rinunciando a recensirlo, perché messi in serio pericolo.

Il fatto grave però non è tanto questo, quanto che un videogioco di questa portata non preveda la possibilità di rimuovere tali effetti di luce, né tantomeno metta i suoi utenti al corrente del rischio. Al momento infatti non esiste nemmeno un disclaimer all’avvio del titolo che avvisi della presenza di potenziali trigger per le crisi epilettiche. C’è da dire che è quasi una fortuna che Liana Ruppert si sia sentita male e abbia solevato la questione ora che il gioco è in mano solo ai giornalisti perché, se nessuno se ne fosse accorto prima, al lancio si sarebbe potuto rischiare un disastro. Al momento quindi siete avvisati: se soffrite di Epilessia Fotosensibile vi conviene aspettare che questo aspetto venga patchato.

Le dichiarazioni di CDPR su Cyberpunk 2077 e i problemi legati all’epilessia

EULA Acronimo di End-User License Agreement, il contratto di licenza proposto dal produttore di un software all’utente finale. Di base sono quei muri di testo scritti in burocratese che accettiamo senza leggere prima di avviare un gioco per la prima volta.

CD Projekt Red si è subito espressa sulla situazione, promettendo di attivarsi il prima possibile per aggiungere in breve tempo un disclaimer all’avvio del gioco che avvisi gli utenti dei rischi per la salute. In un secondo momento arriverà anche una patch che permetterà di disattivare manualmente tutti i trigger visivi potenzialmente pericolosi per i soggetti a rischio. Tutto questo però è stato detto non prima di aver sottolineato che gli avvisi sulla salute sono inclusi nell’EULA, che però è presente sul sito web dell’azienda e non immediatamente raggiungibile da chiunque.

Un po’ come per dire “abbiamo sbagliato, ma se vi succede qualcosa non è responsabilità nostra perché non avete letto quel documento nel footer del nostro sito”.

Trovo assurdo che in un periodo storico in cui l’accessibilità sta raggiungendo finalmente un grado d’importanza centrale nello sviluppo del gaming CDPR possa aver commesso un errore del genere. Per la prima volta ai TGA sarà presente un premio apposito, non è una cosa da poco. Quello di CD Projekt Red è un errore probabilmente in buona fede, ma veramente grave in un contesto come quello attuale. La speranza è che l’azienda tenga fede alle sue parole e si impegni per trovare una soluzione efficace in tempi brevissimi. Non per altro, ma ne va della salute dei suoi utenti e di chi, spendendo 70€ per portarsi a casa Cyberpunk 2077, l’ultima cosa che vuole è che la sua salute venga messa a rischio.

Tutti i rischi legati all’Epilessia Fotosensibile

In risposta ai Tweet di Gameinformer sono arrivate delle critiche legate al fatto che, statisticamente parlando, le persone soggette ad Epilessia Fotosensibile sono solo lo 0.07% della popolazione mondiale, e che quindi non si possa chiedere a Cyberpunk 2077 di includere delle impostazioni per specifiche per un gruppo di persone così esiguo. C’è anche chi se la prende con Liana Ruppert, accusandola di essersela cercata in quanto cosciente di essere soggetta a certi stimoli.

È un atteggiamento sbagliato che non tiene conto del fatto che tra gli utenti di Cyberpunk 2077 potrebbero esserci dei soggetti ignari di soffrire di Epilessia Fotosensibile che potrebbero sentirsi male giocando, e senza avvisi sulla salute è altamente probabile che non sappiano nemmeno come comportarsi in una sitazione simile. E occhio, il discorso vale per chi sta giocando ma anche per chi si ritrova nella stessa stanza esposto agli stessi stimoli per chi seguirà lo streaming del titolo su Twitch o YouTube. Di Epilessia si può anche morire, è un rischio serio per la salute di tutti, quindi sarebbe il caso che si facesse il bene di tutti e si collaborasse per dare esposizione al problema prima di incorrere in problematiche serie.

Se siete soggetti epilettici fate quindi attenzione a Cyberpunk 2077 e alla sua Braindance. Giocate in ambienti ben illuminati e su schermi non troppo grandi, e nel caso vi sentiate stanchi posate il controller, riprenderete l’avventura più avanti.

Night City non è una città per vecchi.
E, a quanto pare, nemmeno per epilettici. Almeno per ora.

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