Don't Be So Serious - Speciale Death Stranding (Spoiler!)

Dopo Your Name c’era inevitabilmente tanta attesa per Weathering with You. Ma Shinkai ha steccato…

Makoto Shinkai, forte del successo ciclopico ottenuto con il precedente Your Name, torna al cinema con Weathering With You. La formula per la distribuzione scelta da Nexo/Dynit è la stessa a cui siamo abituati da anni: solo tre giorni in sala (anche se recentemente è stato annunciato che, vista la grande richiesta, verranno aggiunte due date supplementari a novembre), che seppur pochi gli hanno permesso di raggiungere il secondo posto al botteghino italiano.

La trama in due parole...

Weathering with you racconta la storia di Hodaka, un ragazzo di soli sedici anni scappato alla monotonia della sua città natale per cercare lavoro e fortuna a Tokyo. L’estate giapponese è insolita, e il cielo presenta una lunga serie di strani fenomeni atmosferici che tormentano la popolazione. Il problema più evidente è la pioggia incessante che si è abbattuta sull’arcipelago da settimane.
Hodaka trova lavoro come scrittore per la rivista del signor Suga, e mentre indaga sulle misteriose piogge estive scopre dell’esistenza delle portatrici di sereno, giovani donne con la capacità di manipolare il tempo atmosferico grazie al potere delle loro preghiere. Intenzionato a scoprire di più sull’argomento, Hodaka si imbatte in Hina, un’orfana che vive in città col fratello minore e che sembra essere proprio una portatrice di sereno.

Shinkai, sin dagli esordi nel ’98, ha sempre fatto una gran fatica a trovare il riconoscimento del grande pubblico, ed è sempre stato un regista poco conosciuto al di fuori del suo paese (soprattutto se messo a paragone con illustri colleghi come Miyazaki e Hosoda). Tutto cambia con Your Name, che in poco tempo diventa il quarto film più venduto nella storia del Giappone e Il film Anime più venduto di sempre. Al netto del fatto che Your Name fosse un film con più difetti che pregi, era un’opera tutto sommato coerente con le idee messe in campo da Shinkai nella propria carriera. Gli si poteva dire di tutto, ma non che non avesse una visione chiara del proprio lavoro e del proprio messaggio da portare al mondo.

Il Makoto Shinkai di Weathering with you, invece, sembra aver dimenticato quella coerenza e ha prodotto un film deludente, a tratti banale e, soprattutto, per niente coraggioso.

Il Makoto Shinkai di Weathering with you ha dimenticato quella coerenza e ha prodotto un film deludente

Il tema portante non è più l’incomunicabilità tra uomo e donna, né tanto meno la distanza che logora i rapporti umani. Il fulcro del film sono i sentimenti. Non che ci sia nulla di male, per carità; il problema sta nella superficialità con cui tali sentimenti vengono raccontati e messi in scena, colpa anche di una scrittura a tratti davvero scadente.

Shinkai ha sempre utilizzato in maniera molto efficace l’eloquenza dei gesti e delle espressioni per poter comunicare ciò che i propri personaggi non potevano comunicare, vuoi perché incapaci o perché impossibilitati a farlo. Questo è uno degli elementi più importanti e riconoscibili delle sue opere, sin dai tempi di Lei e il suo gatto, in cui l’immobilità o semplicemente la postura della “lei” del titolo comunicavano tantissimo della sua interiorità e del suo stato d’animo senza bisogno che tali aspetti venissero esplicitati a voce, e in Weathering with you questo dettaglio è quasi del tutto assente.

Sembra quasi che Shinkai, alle prese con un film in cui tempo e spazio non interferiscono con la comunicazione dei protagonisti, si sia trovato in difficoltà, e abbia optato per una messa in scena più scarica e meno eloquente. Un altro elemento cardine del cinema di Shinkai è, da sempre, il cielo: nella quasi totalità dei film del regista è sempre stata data un’importanza enorme alla rappresentazione della volta celeste. Basta pensare, per esempio, allo stesso Your Name o a 5 cm al Secondo e Voices from a Distant Star, in cui l’estetica del cielo è curata in maniera maniacale proprio perché è metafora della solitudine dei suoi personaggi, del loro isolamento e delle barriere insormontabili che li divide. In Weathering with you, nonostante il tempo atmosferico sia a tutti gli effetti il protagonista della storia, i cieli sembrano meno curati (intendiamoci, tecnicamente parlando la loro realizzazione è ineccepibile come sempre), meno centrali.

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È un peccato, soprattutto perché nell’epoca attuale in cui la difesa del clima ha finalmente raggiunto l’importanza che merita ci si sarebbe giustamente aspettati un’attenzione decisamente differente per certe tematiche, che però sembrano tenute fuori dal quadro quasi a forza.

Non che stia a me imporre ad un regista quali temi trattare, per carità del cielo (no pun intended), però è palese come una riflessione ambientalista sia lì dietro l’angolo e che non si sia fatto assolutamente nulla per metterla in risalto.

Insomma, l’ultima fatica di Shinkai risulta essere un film decisamente sottotono, spesso quasi infantile e che fa fatica a trovare un posto di rilievo nella filmografia di un regista che, piaccia o non piaccia, ha sempre avuto qualcosa da dire e l’ha fatto sempre con personalità.

Lo dico? Lo dico.

L’impressione che ho avuto in sala è che Shinkai abbia deciso di assecondare il successo commerciale di Your Name, andando a sacrificare forma e contenuto a favore di un’immediatezza e un certo grado di banalità più vicino al grande pubblico piuttosto che alla nicchia che l’ha sempre sostenuto.