DLC #2: Pokémon Sputo&Spada

Era il 1989 quando la grande N decise di sbarcare nel mercato delle console portatile con Game Boy, la console portatile più influente di sempre che sancì una volta per tutte la supremazia (e ormai il monopolio) di Nintendo nel mercato portatile.

Dato che quest’anno si festeggia il 30esimo anniversario di questa storica console, voglio ripercorrere insieme a voi la sua storia cercando di capire cosa l’ha resa famosa e come ha fatto a soppiantare tutti i suoi competitor.

Bene quindi bando alle ciance e direi di cominciare, allacciate le cinture e prepariamoci a percorrere una strada che ci porterà indietro nel tempo

Gli anni 80

Oh! Gli anni 80! Là dove la nostra storia comincia.

Un decennio pieno di cultura pop che ha lasciato il segno e che ancora oggi fa parlare di sé portandosi dietro il successo di quegli anni (pensate a Stranger Things e al successo che sta ottenendo).

Prima di quel periodo il settore dei videogiochi era ancora concentrato quasi esclusivamente sugli Arcade. Le sale giochi dilagavano e, mentre le console casalinghe avevano già cominciato, con scarso successo, ad apparire nel mercato, il concetto di console portatili non era ancora parte dell’immaginario del videogiocatore.

Lo Sapevi che… è stato ritrovato un Game Boy ancora funzionante dopo essere stato bombardato durante la Guerra del Golfo

In compenso, la moda della tecnologia portatile cominciava a farsi sentire e prodotti come il Walkman (nato nel 1979) andavano a ruba.

È proprio in questi anni che un’azienda fondata nel 1889, specializzata nella creazione di giochi di carte, decise di buttarsi a capofitto nell’intrattenimento elettronico. Il nome di quell’azienda è Nintendo.

Se con il NES l’azienda si era imposta prepotentemente nel mercato casalingo, iniziando una guerra con SEGA che sappiamo tutti come è andata a finire, è solo qualche anno dopo, alla fine del decennio, che iniziò quella che fu la prima (di tante) rivoluzioni che Nintendo portò nel mondo del gaming.

Gunpei Yokoi, creatore di prodotti di intrattenimento come Ultra Hand, Ultra Machine e Love Tester, iniziò, sotto le dipendenze di Nintendo, lo sviluppo delle console portatili.

Il primo prodotto che Yokoi portò nel mercato portatile furono i Game and Watch, piccole console che contenevano un singolo gioco e che permettevano ai videogiocatori di giocare ovunque volessero, oltre che fungere, come suggerisce il nome, da orologi e sveglie.

Game And Watch
Game And Watch

Ma Yokoi non si fermò qui e iniziò a lavorare sul progetto dal nome in codice Dot Matrix Game. Così, nel 1989, arrivò, prodotta sempre da Nintendo, una nuova console, la più grande creazione di Yokoi che sconvolgerà il mondo videoludico per sempre: Game Boy.

La lotta alla supremazia

Game Boy si presentava come un piccolo, almeno per l’epoca, aggeggio elettronico grigio con forma simile ad un mattone. La sua forma semplice e la sua interfaccia minimale che conteneva, nello stretto indispensabile, tutto ciò di cui c’era bisogno per giocare, lo resero il primo esempio di minimalismo come feature e non come bug.

Visto il successo fin dal lancio della console portatile Nintendo, i competitor non si fecero attendere. Atari con il suo Lynx, Sega con Game Gear, ma anche molti altri prodotti “secondari” arrivarono nel mercato rincorrendo l’onda del successo di Game Boy.

Lo Sapevi che… Tetris deve la sua fortuna anche a Game Boy (e viceversa) dato che il gioco era venduto con la console stessa!

La competizione era ad altissimi livelli e, se Game Boy faceva del minimalismo il suo punto di forza, gli altri puntavano ad offrire feature più avanzate: schermi di qualità superiore, immagini a colori o retroilluminazione per la visione in assenza di luce erano solo alcune delle funzionalità che mancavano nel prodotto Nintendo e che gli altri cercavano di introdurre per accaparrarsi fette di mercato.

Tutto inutile.

Se da un lato le componenti e le funzionalità migliori potevano far gola ai videogiocatori più incalliti, dall’altro ci si doveva scontrare con una problematica che, per le console portatili, non va assolutamente sottovalutata: la durata della batteria.

Eh sì, perché tutti questi colori e queste luci lasciavano alle console “avanzate” un’autonomia di poche ore, 4 o 5, che messe a confronto con le quasi 20 di Game Boy, rendevano l’esperienza di gioco terribile (pensate alla quantità di batterie che si dovevano utilizzare! 4 volte quelle necessarie per Game Boy!)

Lo Sapevi che… Game Boy Camera vinse il Guinnes World Record per la più piccola camera digitale al mondo.

Poi non dimentichiamoci il prezzo, spesso di molto superiore rispetto alla console della grande N.

E infine, ovviamente, l’aspetto più importante: il parco titoli. Game Boy poteva contare di una grande varietà di giochi. A partire dai grossi nomi come Mario, Zelda, Kirby, Metroid e Tetris, e continuando anche con software di terze parti.

I giochi erano veramente tantissimi perché sviluppare per Game Boy era: semplice, economico e a basso rischio.

Il colpo di grazia fu poi probabilmente dato con l’arrivo del brand che più di tutti ha trainato (e continua a trainare) le console portatili Nintendo. Sto parlando ovviamente dei Pokèmon, una serie che fece e tutt’ora fa un successo talmente grande da rendere qualsiasi sforzo per soppiantarla inutile (ci hanno provato i digimon, monster rancher e molti altri).

Piccola nota di merito va data anche alla moltitudine di Add-on e dispositivi di supporto presenti per la console Nintendo. Solo per citarne qualcuno, Game Boy Camera per fare foto e selfie (prima che questi diventassero mainstream), l’Handy Boy che aggiungeva la luce e migliorava l’audio della console o ancora il Pocket Sonar, un vero e proprio rilevatore acquatico sviluppato da BANDAI che si poteva utilizzare per le battute di pesca, e senza dimenticare l’inseparabile Cavo Link che permetteva di comunicare con altri Game Boy.

Insomma, Game Boy era il re incontrastato del panorama del videogioco portatile.

 

L’Evoluzione

Ma la console Nintendo non si fermò alla sua prima versione.

Lo Sapevi che… la prima versione di Game Boy fu supportata addirittura fino al 2003 (14 anni dopo l’uscita).

Vista la grande popolarità di cui godette Game Boy, Nintendo iniziò a lavorare sulle sue varianti migliorate.

Ecco che allora prima uscì Game Boy Pocket, una versione più piccola della console originale, con “colori” (grigi) migliorati, schermo più grande e che necessitava solo di 2 batterie per l’alimentazione invece delle 4 della prima versione.

Poi arrivò Game Boy Light, che in realtà aggiungeva alla versione pocket solo la tanto richiesta retroilluminazione.

La retroilluminazione però non fu riportata nella versione successiva del Game Boy che portava invece un altro tanto atteso cambiamento…

Game Boy Color (23 Ottobre 1998), aggiungeva finalmente i colori allo schermo della console ma non si limitava a questo. Le specifiche della console erano pressoché raddoppiate e i giochi Game Boy, di cui si mantenne la retrocompatibilità, vennero ricolorati (alla bene e meglio a volte).

Infine arrivò lo stadio finale, che come la prima versione, ottenne un paio di varianti.

Game Boy Advance (21 Marzo 2001) proponeva un design più moderno, i tanti attesi 32 bit, il tutto con retrocompatibilità verso i giochi delle due versioni precedenti. Questa terza versione del Game Boy riportò in auge i vecchi giochi, riproponendo titoli delle vecchie console casalinghe Nintendo in chiave portatile e rispolverando alcune serie storiche, oltre ad una moltitudine di novità e saghe create ad hoc per questa console.

Arrivò poi la variante SPSpecial Project – (14 Febbraio 2003): verticale, con una forma a conchiglia (ispirata agli smartphone dell’epoca) e retroilluminazione di serie. Questa versione fu anche usata per testare le tecnologie 3D e touch screen, che però non furono mai immesse nel mercato e dovettero aspettare l’arrivo del successore del Game Boy.

Infine, il Game Boy Micro (13 Settembre 2005), proponeva una versione più piccola e “fighetta” della console Nintendo, con migliore qualità dello schermo e retroilluminazione ma con un design scomodo per il portatile.

Il Game Boy Advance però portò con sé una delle piaghe peggiori per le console Nintendo: la pirateria. Infatti, fu proprio in concorrenza con l’uscita della terza versione del Game Boy che cominciarono ad uscire Emulatori e ROM che permettevano di giocare i giochi Advance su PC.

L’eredità

La storia di Game Boy non si concluse nel migliore dei modi.

Se da un lato Sony con la PSP era ormai pronta a soppiantare il monopolio di Game Boy Advance, fu la stessa Nintendo ad uccidere la propria creazione quando, per sconfiggere Sony, decise di puntare su una console innovativa in grado di offrire un’esperienza di gioco nuova e moderna: Nintendo DS.

Nonostante questo la sua eredità non andò perduta.

Il suo design e le sue caratteristiche innovative (primo su tutte il minimalismo) furono ripresi anche da prodotti più moderni. Non solo console come PSP, Nintendo DS e anche Nintendo Switch devono molto alla prima grande console portatile Nintendo, ma anche gli smartphone derivano da essa e, probabilmente, senza non sarebbero mai esistiti (o quantomeno, non nel modo in cui li intendiamo oggi).

Mi avvio verso la fine con un’altra piccola perla lasciata in eredità da Game Boy: Chiptunes.

Chiptunes è un genere musicale che consiste nella creazione di suoni e musiche tramite l’utilizzo dei sound chip dei vecchi videogame e delle vecchie console. Con la possibilità di riprodurre solo 4 note alla volta, è possibile creare capolavori incredibili, partendo da un Game Boy che poteva contenere solo canzoni di al massimo 8Kb.

Per concludere possiamo dire che Game Boy è stata una console degna di nota che ha portato tanta novità nel panorama videoludico e che ha segnato indelebilmente la storia di ogni videogiocatore.