In una recente intervista per radio, Kojima ha parlato di Death Stranding e della sua personale visione sui videogames.

 

Il 2 marzo, Kojima ha partecipato come ospite a Trume Time and Tide, uno show in onda sulla stazione radio commerciale J-Wave, insieme con Saya Ichikawa. Durante l’intervista, Kojima ha parlado di Death Streanding, notato il fatto che lo sviluppo stia prendendo leggermente più tempo del previsto, di cosa lo sviluppo di giochi significhi e del futuro di questo medium.

 

Riguardo il nuovo titolo della Kojima Production, il director ha precisato che si tratta di un open world con parti ancora da sistemare, e quindi non sono ancora nella fase di sviluppo dove avvengono, di solito, dei piccoli aggiustamenti prima del rilascio finale. Al momento, sta provando il gioco giornalmente, aggiustando piccole parti sia sceneggiative sia di controllo.

 

Per quanto riguarda la data di rilascio, Kojima ha dichiarato che ritarderà, ma non di molto. Ha poi aggiunto:

 

Abbiamo diversi compromessi. Quando non si lavora in modo professionale, si ha tutto il tempo di perfezionare la propria arte. D’altro canto, avere delle date di scadenza rende il lavoro più efficace, ponendosi obbiettivi e donandogli priorità. Io sono il tipo che non si ferma mai fino alla fine, quindi farò tutto il possibile fino a che non l’avermo raggiunta. Una cosa però è sicura, non rilasceremo il gioco fino a che non sarà all’altezza dei miei standard.

 

 

Kojima ha in seguito risposto ad alcune domande riguardo i videogiochi in generale. Ha detto che ogni cosa nel gioco è cruciale: grafica, sound design, sceneggiatura e gameplay. Quando si propone un’idea come director, la si ha solamente in testa e la cosa più importante è riuscire a comunicarla nel migliore dei modi al proprio team di lavoro. Si crea letteralmente qualcosa che nessuno ha mai visto, quindi ogni piccolo cambiamento potrebbe trasformare l’idea iniziale in tutt’altro. Kojima sottolinea anche quanto sia importante durante lo sviluppo il non farsi influenzare dai giudizi dei giocatori.

 

Infine, Kojima ha parlato delle nuove tecnologie e di come le vie verso l’intrattenimento siano cambiate negli ultimi anni, in particolar modo grazie allo streaming. Lui crede che mentre film e videogames ad oggi siano completamente differenti, un giorno queste due forme di intrattenimento diverrano una sola e farà in modo di accelerare la metamorfosi. Kojima crede, inoltre, che all’incirca tra dieci anni le AI ricopriranno un ruolo di maggior spicco nelle nostre vite, incluso lo sviluppo di videogiochi, premettendo a tutti di sviluppare il proprio gioco. In parole povere, le AI aiuteranno la creazione basandosi su i “database”, mentre gli umani che non hanno bisogno di questa tecnologia per creare, riempiranno i database di nuove idee e progetti. Una specie di caccia infinita tra gatto e topo, dove gli umani proveranno nuove esperienze e creazioni, mentre le AI seguiranno le loro idee e si nutriranno a loro volta.

 

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