Speciale
di Pietro Marchetto
il 15 Dicembre 2018, 12:07
in Speciali

“Gioia et dolore, pena et – piacere … il cuore di ogni individuo comprende tutte queste cose et molte altre. Un cuore puote avere troppo d’una et non abbastanza di altre. Quando il cuore è sbilanciato, l’individuo va incontro a gravi conseguenze.”

Mattina di Natale, 2014. Come ogni anno, con la mia famiglia mi riunisco nel salotto di casa per lo scambio dei regali. È sempre un momento felice, quando doniamo qualcosa a qualcuno a cui vogliamo bene e riceviamo altrettanto da lui.
In mezzo ai tanti regali, uno attira particolarmente la mia attenzione, apro il pacchetto e all’interno c’è lui. Devo ammettere che sono rimasto piacevolmente sorpreso, certo faceva parte della mia “Lettera a Babbo Natale” ma tra tutte le varie possibilità era quella che meno mi sarei aspettato. Il giorno stesso aprii la scatola e inserii un piccolo disco blu all’interno della mia Playstation per entrare in un mondo che, anche se ancora non lo sapevo, mi avrebbe fatto emozionare e innamorare come nei giochi di una volta e dal quale un frammento del mio cuore non se ne andrà mai…

 

Ni No Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea, videogioco sviluppato da Level-5 in collaborazione con lo Studio Ghibli, uscito nel 2010 per Nintendo 3DS e successivamente nel 2011 per Playstation 3 (anche se in Europa è arrivato solo nel 2013). Oggi è proprio di questo capolavoro che vi voglio parlare. Un gioco che, a mani basse, è il mio preferito per Playstation 3, sopra a qualsiasi altro titolo abbia giocato in quella console. Per me, che sono cresciuto a Pokémon e Final Fantasy, un gioco che unisce i punti forti di entrambe le saghe (con la “a”, mi raccomando!) non può che essere un capolavoro tra i videogiochi.

Ora, non sono qua per fare una recensione di Ni No Kuni, né tanto meno per parlarne dal punto di vista tecnico. Non parlerò del Gameplay che unisce i combattimenti di Final Fantasy con le meccaniche di collezionismo di Pokémon. Non parlerò della trama che la fa in testa alla maggior parte dei videogiochi esistenti. Né parlerò dello spettacolo visivo messo in scena dallo studio Ghibli.

Quello che farò in questo articolo è parlare di ciò che rende Ni No Kuni un gioco più unico che raro, una perla lucida in mezzo a tanto sporco ciarpame: le tematiche e i messaggi che trasmette.

 

Eh sì, perché Ni No Kuni, pur presentandosi come un gioco per bambini, riesce a portare il giocatore a ragionare e analizzare alcune tematiche che, non solo rendono l’avventura più piacevole e realistica, ma che allo stesso tempo Educano chi la sta vivendo.

 

Donare e Ricevere

Fin dai primi minuti di gioco capiamo di non essere davanti a qualcosa di scontato o di banale. Subito il tema della morte si fa avanti di prepotenza e colpisce dritto al cuore il protagonista e chi, davanti allo schermo, sta muovendo i primi passi in questa storia. Ed è proprio da un cuore ferito che il tutto comincia, ed attorno ad esso si costruirà l’intero gioco.

 

MINI SPOILER Il giovane Oliver perde la madre e le sue lacrime risvegliano Lucciconio, il re delle fate, il quale lo convince a partire per un altro mondo così da salvare sua madre e il mondo intero. L’altro regno, Ni No Kuni appunto, è in pericolo, il genio nero Shadar sta rubando (letteralmente) frammenti di cuore dalle persone, per renderle incomplete.

Tutto il gioco si basa su questo semplice concetto spiegato all’interno dell’Abbecedabra, il libro dei maghi di Ni No Kuni:

Le Virtù - Ni No Kuni

Sono otto le virtù che possono essere conservate nel portacuore: coraggio, gentilezza, ambizione, fiducia, disciplina, entusiasmo, amore et sicurezza. Seppur appaiano egregie qualità di per sé, un eccesso di una qualsiasi di esse puote causare problemi nelle persone. Troppa sicurezza, ad esempio, conduce all’arroganza.
Anche la carenza di una virtù è un problema, poiché rende la persona incapace di agire: l’individuo che si trova in questo stato è definito “cuorinfranto”. È dovere di ogni mago estrarre virtù da chi ne possiede in abbondanza per donarne a chi ne è privo, al fine di riportare l’equilibrio nei loro cuori.
Ricordate, pero, che nessuno dispone di una fonte inesauribile di virtù a cui attingere. Inoltre, solo un pizzico di ciascuna virtù puote essere riposta nel portacuore. Una volta che una virtù è stata condivisa cum un cuorinfranto, diventa necessario trovare un nuovo donatore da cui prelevarne dell’altra.

 

Per poterlo fare, Oliver fa uso di due incantesimi:

  • Prendicuore, che permette di prendere una virtù da qualcuno che ne ha in abbondanza
  • Donacuore, che permette di donare una virtù a qualcuno che ne è carente.

Può sembrare una cosa banale, ma questo è proprio ciò che succede nella vita di tutti i giorni. Quando siamo in difficoltà serve qualcuno che ci permetta di “Prendere il suo Cuore” per supportarci e sostenerci. Allo stesso tempo, noi stessi dobbiamo “Donare il nostro Cuore” a chi ci sta intorno per aiutarli nel momento del bisogno.

 

Prendicuore e Donacuore - Ni No Kuni

Prendicuore e Donacuore – Ni No Kuni – Abbecedabra

 

Questo passaggio può sembrare “””banale””” (metto tante virgolette perché queste cose NON sono mai banali, né scontate e anche se pensiamo di saperle alla perfezione, ripassarle ogni tanto fa sempre bene) e ci sono diversi giochi che trattano tematiche allo stesso livello. Ni No Kuni, però, fa un ulteriore passaggio, che rende il tutto molto più maturo. Se questo concetto di donarsi reciprocamente può essere un messaggio recepito facilmente da un bambino, c’è un concetto più complesso che riesce a colpire anche gli adulti che si avvicinano a questo gioco. Sia chiaro, non voglio dire che un bambino non possa comprenderlo (né che un adulto lo capisca sicuramente) ma semplicemente che è più facile che un bambino lo riceva in maniera più passiva, senza rendersene effettivamente conto, mentre un adulto può viverlo più attivamente dicendo

“Caspita! Ma allora è questo che vuole veramente dirmi il gioco!”

Aristotele e l’Etica delle Virtù
Prima di procedere faccio una premessa: non mi sento esperto di filosofia e non intendo spacciarmi per tale, quello che sto per dire è a grandi linee quello che io ho capito leggendo per conto mio questo concetto, ma non entrerò nel dettaglio, perché non è necessario all’articolo e non sono la persona adatta per farlo, quindi accontentatevi.

 

Quello di cui parleremo brevemente ora è il concetto di Virtù o più precisamente l’Etica delle Virtù espressa dalla morale di Aristotele. Per Aristotele l’etica è il comportamento umano con lo scopo di raggiungere quella felicità che non si manifesta tramite l’ottenimento di altri bene ma che è di per sé un bene. In pratica, una felicità che non può essere ottenuta tramite cose materiali, come ad esempio piacere fisico, ricchezze o potere.

 

E allora come ottenere questa felicità? La soluzione è quella di agire virtuosamente, utilizzando la ragione nell’agire e nel pensare, e quindi agendo in modo eccellente.

 

virtù = capacità di compiere un atto in modo ottimale.

 

Cosa significa però agire virtuosamente?

 

“La virtù è una disposizione abitudinaria riguardante la scelta, e consiste in una medietà in relazione a noi, determinata secondo un criterio, e precisamente il criterio in base al quale la determinerebbe l’uomo saggio. Medietà tra due vizi, quello per eccesso e quello per difetto”

 

Di conseguenza (e qua qualcuno avrà già capito dove voglio andare a parare) per agire virtuosamente bisogna, proprio come l’uomo saggio, essere in grado di trovare un punto di equilibrio nelle virtù e mettere in pratica quanto imparato. Per ogni virtù bisogna trovare la giusta quantità, per esempio, una carenza di amore può portare all’odio o all’indifferenza, mentre l’eccesso di amore può portare all’ossessione.

 

Il Portacuore - Ni No Kuni

Gioia et dolore, pena et – piacere … il cuore di ogni individuo comprende tutte queste cose et molte altre. Un cuore puote avere troppo d’una et non abbastanza di altre. Quando il cuore è sbilanciato, l’individuo va incontro a gravi conseguenze.

 

E questo è esattamente il concetto attorno al quale si svolgono i fatti narrati in Ni No Kuni. Ogni cuorinfranto ha una mancanza di virtù ed è necessario trovare chi ne ha in eccesso così da riportare l’equilibrio in entrambi i cuori e aiutare le persone ad essere felici. Risolvendo le quest legate a questa meccanica, troveremo moltissimi esempi di questi vizi che potrebbero aprirci gli occhi sul modo in cui noi stessi agiamo, aiutandoci a comprendere gli errori che compiamo e a trovare delle soluzioni.

 

Ovviamente, il gioco non dà una verità assoluta su tutto e il target rimane quello di un bambino e non di un adulto. Nonostante questo, la profondità dei messaggi che stanno dietro alle semplici debolezze dei personaggi del gioco, colpiscono direttamente al cuore.

Le Virtù del Cuore
Le Virtù Del Cuore - Ni No Kuni

Le Virtù Del Cuore – Ni No Kuni

 

Un’ultima analisi che vorrei fare è quella sulle 8 virtù che incontriamo, per dir la verità 8+1. Le virtù scelte riescono a comprendere più o meno tutti gli aspetti dell’animo umano e l’ordine con cui sono inserite nella trama non è del tutto casuale. Il gioco dà un’idea, non solo di importanza delle singole virtù, ma anche di come alcune di esse siano strettamente legate tra loro:

  1. Entusiasmo – Un prezioso distillato di energia e vitalità: prima virtù incontrata, necessaria per chi deve intraprendere un’avventura, qualunque essa sia. La spinta iniziale che porta a compiere il primo passo.
  2. Gentilezza – Il caloroso dono della cortesia e della generosità: durante il nostro viaggio incontreremo delle persone, persone di cui conosciamo poco niente. Non sappiamo la loro storia né le loro debolezze, e la gentilezza diventa “un’arma” necessaria per creare con loro un legame, anche se piccolo.
  3. Coraggio – La tenace e incrollabile forza dell’audacia: man mano che un viaggio prosegue, i pericoli e gli ostacoli si fanno avanti, la paura prende il sopravvento su di noi e non ci permette di agire. Il coraggio è la forza con cui affrontiamo i nostri problemi, senza farci sopraffare dalla paura, che non sparisce, ma viene affrontata.
  4. Disciplina – La capacità di resistere al demone della tentazione: pur essendo coraggiosi, combattere le proprie paure diventa faticoso ed è facile cadere nella tentazione di prendere quella che ci sembra la via più facile, deviando dal nostro percorso. Serve disciplina per evitare che la tentazione di mollare tutto abbia la meglio.
  5. Fiducia – La nobile certezza di credere nei propri ideali: la descrizione  italiana di questa virtù non mi fa impazzire, dà una sfumatura diversa della disciplina, rivolta al credere nei propri ideali (ideali che, mi raccomando, possono sempre cambiare e dobbiamo essere coscienti di ciò per non rimanere bloccati nelle nostre convinzioni). Quella inglese, invece, dà un’idea più vicina alla mia: “The noble certainty of unshakable faith”, “la nobile certezza di una fede irremovibile”. Una fede che può essere riposta nelle persone che incontriamo e che ci stanno accanto o, per chi crede, anche nel proprio “dio”. Non possiamo fare tutto da soli.
  6. Sicurezza – La capacità di avere fiducia in se stessi: questa è molto importante, perché capita spesso che le persone, per quanto difficile, si fidino degli altri dimenticandosi però che, prima di tutto, bisogna fidarsi di se stessi. Ognuno di noi ha delle capacità e ognuno di noi può fare la sua parte. Se è vero che non possiamo fare tutto da soli, è altrettanto vero che non possiamo fare totale affidamento sugli altri.
  7. Amore – Il nobile sentimento che fa girare il mondo: e qua penso ci sia poco da dire, la descrizione è già chiara di per sé. Non possiamo vivere senza amore, una vita senza amore non è vita.
  8. Ambizione – La volontà di lottare per un futuro migliore: devo dire che giocando, quando ho visto che l’amore non era l’ultima virtù sono rimasto spiazzato, ho pensato “ma cosa può esserci di più importante dell’amore?”. Quando poi l’ambizione si è rivelata ho compreso. Tutte le virtù viste fino a quel momento erano necessarie per mettersi in viaggio, affrontare le difficoltà e vivere serenamente con chi ci sta attorno, ma non è sufficiente, senza uno scopo, senza un obiettivo, senza la ricerca del miglioramento, stiamo solo facendo un viaggio a vuoto.
  9. Curiosità: nona virtù, non presente nel portacuore ma che viene rivelata nel post-game. È una virtù bonus che in realtà fa da supporto a tutte le altre. Siate curiosi, guardatevi attorno, ponetevi delle domande su ciò che vi circonda e su chi vi sta accanto così da poter vivere a pieno e salvare il mondo, come Oliver.


due parole sull'autore
Informatico, game designer, ragioniere, videogiocatore, stregone draconico. Dipendente dai videogiochi da quando ha memoria, ha iniziato con giochi come Commandos - Behind Enemy Lines, Age of Empires e il preferito di sempre, Dungeon Keeper 2, per poi continuare con le amate saghe di Final Fantasy, dei Pokémon e molto altro.
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