Speciale
di Guido Avitabile
il 14 novembre 2018, 12:30
in Speciali

Una brutta fan fiction.

Questo il primo commento che mi è balzato in mente mentre in sala scorrevano i titoli di coda. Quanto di buono fatto col primo capitolo di due anni fa, gettato praticamente alle mandragole. Tutto per aver osato un colpo di scena sì inaspettato, ma completamente inadatto a quanto sappiamo del mondo di Harry Potter e soci. Insomma  dopo aver fatto concepire una figlia a Voldemort con Bellatrix Lestrange (attenzione, evidenziate solo se volete spoiler di The Cursed Child) J.K. Rowling ha pensato bene di farne un’altra, quasi più grave.

Perchè sì, il principale motivo per cui I Crimini di Grindelwald non è riuscito è proprio la sceneggiatura, e la mamma del maghetto più amato del mondo è una delle colpevoli.

Settimana scorsa, in quel di Milano, ho visto in anteprima Animali Fantastici- I Crimini di Grindelwald, per la regia, ancora una volta, di David Yates. Tre mesi dopo la cattura di Grindelwald (Johnny Depp), il perfido mago riesce a fuggire, iniziando a radunare i suoi seguaci. Newt (Eddie Redmayne) viene contattato da Silente (Jude Law) per  ritrovare Credence (Ezra Miller) prima del mago. 
Un incipit curioso e che avrebbe potuto regalare tanta azione, se non fosse per le scelte di sceneggiatura che non solo cozzano con la saga  principale, ma anche con quei pochi fili lasciati aperti dal film precedente. 

I Crimini di Grindelwald cerca di stupire mettendo nel calderone  un sacco di ingredienti, ma la pozione si brucia e manda praticamente tutto in malora.

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Nella sua  semplicità, Animali Fantastici e Dove Trovarli aveva un racconto che si sviluppava dall’inizio alla fine, sebbene quest’ultima fosse decisamente troppo sbrigativa. Non solo, Newt era ben contestualizzato grazie alle creature magiche, a cui veniva dedicato ampio spazio nelle sotto trame.
Anche i personaggi secondari avevano una loro identità, persa quasi del tutto in questo secondo capitolo.

 

Il focus si sposta dagli animali a Grindelwald, rendendo Newt un mero spettatore delle vicende. Le creature magiche ci sono, ma non tutte bucano lo schermo come nel primo episodio, anzi sembrano solo un riempitivo tra una scena e l’altra.

Le scene sembrano attaccate con lo scotch, come gli occhiali di Harry, ma senza il provvidenziale Oculus Reparo di Hermione.

I crimini di Grindelwald mette a schermo troppe sotto-trame che, alla fine delle due ore, vengono dimenticate, messe da parte o completamente stravolte lasciando un velo di perplessità sullo spettatore. I nuovi personaggi, di cui alcuni già nominati nel primo film, vengono utilizzati come Deux-Ex Machina in maniera blanda, o  non vengono adoperati per niente (come Nagini). I vecchi comprimari di Newt  si muovono quasi senz’anima, burattini della battaglia tra Grindelwald e il resto del mondo.

Anche il titolo non rispecchia quanto succede nella pellicola, non ci sono crimini, ma un’ascesa al potere del mago. Una confusione disarmante.

Fortunatamente non è tutto da buttare.

Jude Law è perfettamente calato nei panni del giovane Albus Silente, nonostante si vesta fin troppo da babbano, è sicuramente uno dei punti forti della pellicola. Non ancora protagonista  ma che lascia ben sperare per il terzo capitolo. Stupefacente la performance di Depp invece, che riesce a staccarsi dal clichè Sparrowiano di tutti i suoi ruoli dal 2010 ad oggi. La CGI delle creature rimane sempre di alto livello e le poche scene con lo Snaso (e con gli altri animali) sono le più appaganti.

I Crimini di Grindelwald sarà nelle sale da domani 15 Novembre e, sono sicuro, sarà l’ennesimo caso di divisione netta del pubblico. Chi da peso alla continuity potteriana, troverà decisamente fuori luogo e inaccettabile il colpo di scena finale, mentre chi cerca solo intrattenimento senza alcun filo logico, potrebbe uscire perfino soddisfatto dalla sala.

 

Purtroppo, gli evidenti problemi di montaggio e  gli errori di utilizzo di determinati personaggi non riescono a farmi promuovere questa nuova fatica di David Yates, lasciandomi un velo di delusione che spero verrà spazzato via dal prossimo capitolo.

 



due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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