Speciale
di Alberto Camani
il 6 luglio 2018, 17:14
in Speciali

Uscito il primo Giugno del 2016 e tratto dalla fortunata serie di videogiochi targata Blizzard, l’ultima fatica di Duncan Jones porta sul grande schermo un universo vasto e dalle numerose sottotrame.  Sarà riuscito a soddisfare i fan di vecchia data di Warcraft?

Nato come semplice strategico, Warcraft ha subito numerosi cambiamenti col passare del tempo

Avevo circa 9 anni quando il mio vicino di casa mi fece provare un gioco che, a suo dire, era uno dei più divertenti che avesse mai visto. Fu quello il mio primo approccio con il mondo di Warcraft, tramite il secondo episodio della saga, Tides of Darkness, e con la successiva espansione, Beyond the Dark Portal. L’universo creato da Blizzard ha uno sviluppo molto interessante alle spalle: nato come un semplice strategico dove umani (Alleanza) combattono contro orchi (Orda), ha visto il proprio background narrativo e i suoi personaggi svilupparsi quasi da soli man mano con l’uscita di nuovi titoli.  Già con Warcraft II si iniziava a far intendere che il bene e il male potessero albergare in entrambe le fazioni, mostrando al giocatore che i conflitti potevano nascere dalle persone al proprio fianco. Warcraft III ha dato il via ad uno sviluppo molto più vasto della lore, introducendo i primi elementi riguardanti la creazione del mondo e anticipando la presenza di entità antiche talmente potenti che i problemi tra Orda e Alleanza, in confronto, potevano essere considerati solamente scaramucce da bar, donando così toni maggiormente epici alla storia. Il tutto servì alla software house per arrivare a World of Warcraft, che con la storia principale e tutte le sue infinite side-quest ha creato un vero e proprio universo narrativo molto difficile da conoscere per intero. Vista la varietà di storie dalla quale attingere, alla notizia dell’uscita del film dedicato a questa celebre saga i dubbi erano molti, soprattutto riguardo alla mole di personaggi da inserire e alla complessità della storia. L’unica speranza risiedeva nel fatto che Duncan Jones si era da sempre dichiarato come un grande fan della saga, garantendo così al pubblico una selezione accurata della trama e totale rispetto nei confronti del background narrativo. E, per chi vi scrive, così è stato.

 


Mappa di Azeroth aggiornata a World of Warcraft: Legion. Il film si svolge interamente nelle terre centrali dei Regni Orientali.

 

Tra gioco e film ci sono tante sostanziali differenze, che però non ci sono sembrate così pesanti.  C’è da fare una doverosa precisazione: si tratta di linguaggi differenti e bisogna tenerlo bene a mente. Un film tratto da un libro non sarà mai paragonabile all’opera originale e deve adattarsi agli standard che il cinema impone. Questo per dire che le differenze inserite da Jones sono state tante e necessarie, ma il regista ha saputo saggiamente adeguarle al media, dando via ad una storia diversa, ma coerente con quello che è l’universo di Warcraft.

Altra precisione da fare: d’ora in poi, questo articolo è ad alto contenuto spoiler per chi non ha ancora avuto occasione di recuperare il gioco o di vedere il film.

Come nel primo gioco, il film inizia con gli orchi intenti a radunarsi per invadere un nuovo mondo attraverso un portale, poiché il loro pianeta natio, Draenor, sta morendo. A guidare l’Orda è lo stregone Gul’dan (interpretato dall’attore Daniel Wu), che si pone come soluzione al problema senza rivelare di esserne la causa. Nel videogame Gul’dan è ancora più subdolo: egli infatti utilizza diversi personaggi come pedine ignare. Prima Blackhand (Manonera in italiano), presente nel film, ma qui totalmente soggiogato dallo stregone e, infine, Ner’zhul, personaggio totalmente assente nel film, ma di fondamentale importanza soprattutto per gli sviluppi di Warcraft II e III. A seguire Gul’dan nell’invasione ci sono i due amici Durotan (Toby Kebbell) e Orgrim Doomhammer (Robert Kazinsky), dubbiosi sui mezzi utilizzati dallo stregone, ma spinti ad accoglierli per poter sopravvivere, mettendo in evidenza sin da subito gli attriti all’interno della fazione.

 

Durotan e Draka, come appaiono nel film e nell’espansione Warlords of Draenor.

 

Sargeras è uno dei principali antagonisti della saga, reso folle da entità oscure e convintosi che per salvare l’universo sia necessario epurarlo col fuoco

Dall’altra parte del portale tra i due mondi troviamo i regni umani, all’interno dei quali spicca il personaggio di Anduin Lothar (Trevis Fimmel, nel film). La più grande differenza tra questo personaggio e la sua controparte videoludica è stata la scelta di dargli dei legami familiari nella versione cinematografica, totalmente assenti nel gioco in quanto egli unico discendente della dinastia Arathi, fondatori dell’impero umano. Per questo motivo, chi vi scrive aveva già ipotizzato la morte del figlio non appena questi è comparso in scena, cosa che mi ha tolto l’effetto sorpresa durante la sequenza della sua dipartita. Lothar, infatti, non ha mai avuto una discendenza nella lore originale. Anche il legame con la regina (Ruth Negga), che nel film è sua sorella, è totalmente assente nel gioco, ma da la possibilità alla dinastia di proseguire tramite il figlio di re Llane, Varian, molto conosciuto tra i giocatori di World of Warcraft. Altre differenze per quanto riguarda la fazione dell’Alleanza sono il rapporto tra Lothar, Llane (Dominic Cooper) e il guardiano del ragno, Medivh (Ben Foster), legati da una grande e duratura amicizia (rapporto sviluppato meglio nella serie a fumetti e nell’ultima espansione di World of Warcraft), e i personaggi di Garona (Paula Patton) e l’ex apprendista del regno Khadgar (Ben Schnetzer). Prima di iniziare a parlare dei vari personaggi, ritengo opportuno parlare di Sargeras, personaggio non presente nel film ma che manipola i fili di tutta la storia dietro le quinte. Sargeras è uno dei principali antagonisti della saga, un Titano (esseri cosmici ritenuti delle divinità nell’universo di Warcraft) caduto, reso folle da entità oscure e convintosi che per salvare l’universo sia necessario epurarlo col fuoco.

Dopo essersi messo alla guida di un’infinita orda di demoni (la Legione Infuocata), Sergeras ha iniziato a vagare per l’universo conquistando pianeti.

I demoni, tuttavia, vivono in una dimensione esterna a quella reale chiamata “Distorsione Fatua” e non possono raggiungere la dimensione materiale senza un tramite (portali o riti di evocazione). Per questo motivo Sargeras è solito crearsi alleati/servitori sui pianeti interessati, promettendo e donando loro potere (sotto forma della magia verde nota come Vilmagia) e convincendoli ad aprire varchi affinché la Legione possa giungere e iniziare la sua opera di conquista e devastazione. Gul’dan era appunto uno di questi subalterni e il suo compito era quello di creare un’armata di servitori fedeli alla Legione e condurli su Azeroth, pianeta del quale Sargeras è ossessionato. Durante uno dei suoi tentativi di conquista di Azeroth, Sargeras arrivò sul pianeta attraverso un avatar che venne però sconfitto (non distrutto) dalla madre di Medivh, la maga più potente di quel periodo, la quale sigillò i resti senza vita del corpo ospite in un antico tempio elfico sommerso, noto successivamente come Tomba di Sargeras. Quello che la maga non poteva sapere era che il titano contaminò con un frammento della propria anima il feto della donna, all’epoca incinta di Medivh.

Medivh trovò la libertà solo dopo la propria morte, comparendo in Warcraft III e in World of Warcraft

A questo punto mi dedico proprio a lui, il Guardiano Medivh, colui che aveva il compito di salvaguardare il mondo da ogni minaccia, ma che alla fine finirà per condannarlo aiutando gli orchi ad invadere Azeroth. Corrotto ancora prima della nascita per essere poi manipolato dal Titano caduto quando ce ne sarebbe stato bisogno, Medivh non ha mai capito la portata delle sue azioni perché sempre convinto di essere nel giusto (poco prima di morire nel film dice la frase “io volevo solo salvare tutti” ed erano davvero quelle le sue reali intenzioni). Si tratta di un personaggio tormentato che non ha mai avuto il pieno possesso della sua vita, odiato da molti per aver portato gli orchi su Azeroth. Paradossalmente Medivh trovò la libertà solo dopo la propria morte, facendo qualche comparsa sotto forma di spirito in Warcraft III e in World of Warcraft, dove guida vari personaggi verso la sconfitta della Legione Infuocata. Garona, nella sua versione cinematografica, ha subito un cambio poco chiaro nelle sue origini: nella serie videoludica Garona è frutto di un rapporto non consenziente organizzato da Gul’dan ai danni di una serva Draenei (gli esseri azzurrini che all’inizio del film vengono sacrificati per aprire il portale) ed eseguito da uno dei suoi guerrieri orchi. Nel film dice che la madre le ha donato una delle sue zanne, quando i Draenei ne sono sprovvisti, quindi non è effettivamente chiara la natura dei suoi genitori. Altra differenza riguarda il suo aspetto: Garona originalmente presenta occhi luminosi senza iride di colore viola chiaro e afferma che i suoi piedi sono simili a zoccoli, tipici della razza draenei. La sua possibilità di poter parlare entrambe le lingue è rimasta, così come la sua grande intelligenza e agilità. Come nel film, viene disprezzata dagli orchi, ma il suo sviluppo è molto diverso. Diventata a tutti gli effetti un’alleata fidata di Lothar, Llane e Medivh (col quale instaura una relazione amorosa, cosa che nel film avviene invece con Lothar) viene successivamente costretta ad assassinare re Llane a tradimento, mentre nel film abbiamo lo stesso Llane che le chiede di ucciderlo per farsi accettare dall’orda. Da allora Garona è una fuggiasca. Ricomparirà nell’espansione World of Warcraft: Legion, nella campagna della classe Ladro, dove dovremo ritrovarla e convincerla a collaborare per battere la Legione Infuocata. Qualcuno di voi potrà farmi notare che Garona è già comparsa precedentemente su World of Warcraft: Warlords of Draenor, ma trattandosi di una linea temporale alternativa non è da considerarsi lo stesso personaggio. Khadgar è l’apprendista dal grande potenziale, ma preso in giro da tutti. Nel gioco Medivh prese come discepolo il giovane Khadgar tempo prima dell’apertura del portale oscuro e il giovane mago scoprì la verità sul maestro durante la sua permanenza a Kazazhan (la dimora di Medivh). Sul grande schermo, però, Khadgar non ha subito un invecchiamento precoce come nel gioco: Medivh, infatti, poco prima di morire maledì il discepolo rendendolo un vecchio.

 

A sinistra Ben Schnetzer nei panni di Khadgar, a destra lo stesso Khadgar come si presenta attualmente nel gioco.

 
Duncan Jones ha saggiamente fatto suoi alcuni elementi, senza però stravolgere tutto il contesto

Nonostante ci siano alcune differenze per quanto riguarda la storia, Duncan Jones ha saggiamente fatto suoi alcuni elementi, senza però stravolgere tutto il contesto. C’è da dire che le ambientazioni, così come le armature e i vestiti, sono praticamente uguali a quelli presenti in World of Warcraft. Stormwind (Roccavento nella versione italiana) non si discosta più di tanto da quella virtuale, così come Goldshire (Borgodoro) e il Portale Oscuro. E non dimentichiamoci di quel piccolo cameo del Murloc, creatura acquatica tanto simpatica quanto temibile, famosa per il verso che emette quando vede degli intrusi, vera icona della saga. I vestiti dei vari rappresentanti dei regni umani richiamano i colori dei vessilli originali, lasciando intendere una cura per i costumi da non sottovalutare. E’ da questo che si nota che Jones è fan della saga. Nonostante ciò alcune location sono state modificate: la città volante di Dalaran, dove risiede il concilio dei maghi, in realtà non volava all’epoca ma si tratta di un “upgrade” successivo, avvenuto durante i fatti di World of Warcraft: Wrath of the Lich King. Con la torre di Karazhan, Jones si è divertito parecchio a crearne l’aspetto esterno; ci sono poche immagini della torre durante il suo periodo di splendore, infatti, il che ha dato la possibilità al regista di farne un po’ quello che preferiva. Ora Karazhan è una torre diroccata, e la terra attorno ad essa è morta (nel film il cataclisma che ne devasta l’ambiente avviene poco dopo la morte di Medivh). L’interno, purtroppo, è stato visitato poco. Dico “purtroppo” perché la torre presenta spazi decisamente più ampi di quello che potrebbe suggerire la sua struttura esterna. E’ possibile visitarla con un raid (termine che indica dungeon da 10 o più giocatori, con boss da sconfiggere seguendo strategie ben precise e ricompense molto allettanti, accessibile solo a chi ha raggiunto un determinato livello) dall’espansione World of Warcraft: The Burning Crusade, personalmente nella mia top 3 dei raid più belli a livello visivo. Una differenza che ci tengo a portare all’evidenza di tutti è il fato di Durotan, capo clan dei Lupi Bianchi. Nel background del gioco lui e il suo clan vengono trucidati a tradimento da alcuni orchi fedeli a Gul’dan, dopo la guerra. Nel film la sua morte avviene in maniera più epica e decisamente più nobile: si sacrifica combattendo contro Gul’dan, con l’intento di mostrare all’Orda il vero volto dello stregone. Nel gioco Durotan muore credendo di esser stato tradito dall’amico Orgrim, cosa che getterà Orgrim nel rimorso.

Per quelli che sono in attesa di news sul nuovo film della saga ho brutte notizie: il film potrebbe non vedere mai la luce

Il film finisce con un duello rituale orchesco (mak’gora) tra il Capoguerra Blackhand, ormai corrotto dalla Vilmagia e Anduin Lothar; scontro che vede quest’ultimo vincitore. Successivamente Lothar viene nominato comandante supremo dell’Alleanza durante il funerale del re ed amico Llane. Anche nel gioco Blackhand muore durante un mak’gora, ma per mano di Orgrim, che diventerà il nuovo Capoguerra e continuerà la guerra contro gli umani. Per quelli che, come me, sono in strepitante attesa di news sul nuovo film della saga ho brutte notizie: a seguito dei scarsi incassi in madre patria, il film potrebbe non vedere mai la luce, nonostante Duncan Jones abbia tutto pronto per iniziare le riprese. Il secondo film potrebbe svolgersi tra la fine di Warcraft: Orcs & Humans (primo gioco della serie) e la fine di Warcraft II: Tides of Darkness. Cosa rischiamo di perderci, quindi? Duncan Jones si è espresso dando su Twitter qualche indizio sulla storyline dell’Orda: “Main orc focus would have been Go’el’s imprisonment & violent bid for freedom.” Ossia “Il focus narrativo degli orchi sarebbe stato la prigionia di Go’el e la violenta richiesta di libertà.” Avremmo potuto vedere quindi il destino di Go’el, figlio di Durotan (magari lo conoscete meglio col nome di Thrall) e la famosa armatura nera di Orgrim (chi ha giocato a Warcraft 3 sa già come le due cose saranno collegate), citata dal regista sempre su Twitter. Per quanto riguarda l’alleanza, Jones non ha voluto dire più di tanto, scrivendo: “Don’t want to give too much away, as who knows… but Khadgar unleashing Pandora’s Box, Lothar arc, Varian.” Che tradotto sarebbe “Non vorrei dire troppo, chissà… Khadgar apre il vaso di Pandora, l’arco di Lothar, Varian.” Ha lasciato intendere, però, che vedremo la nascita dell’ordine dei Paladini, scusate se è poco.

In base a queste informazioni, e spulciando la lore del gioco, secondo me una possibile sinossi potrebbe essere la seguente. Inutile dire che qui gli SPOILER si fanno pesanti, siete stati avvisati.

tutti i regni umani (ad eccezione di Alterac) e gli alti elfi di Quel’Thalas formarono l’Alleanza, un’unica forza per contrastare gli orchi

Sono passati alcuni anni dagli eventi del primo film. Stormwind, la grande città umana, viene assediata e saccheggiata da parte dell’Orda, guidata da Orgrim Doomhammer. Lothar e Khadgar guidano un esodo via mare dei suoi abitanti verso il regno alleato di Lordaeron, dove troveranno rifugio. A seguito di una riunione del Concilio delle Sette nazioni, tutti i regni umani (ad eccezione di Alterac) e gli alti elfi di Quel’Thalas formano l’Alleanza, un’unica forza per contrastare gli orchi, che nel frattempo trovano alleati negli Ogre, nei Troll Amani e dei Goblin. Nasce l’ordine dei paladini, tra i quali spiccano Uther (futuro mentore del principe di Lordaeron, Arthas), Tirion Fordring (anche lui avrà a che fare con Arthas) e Turalyon. Quest’ultimo viene scelto da Lothar come suo luogotenente e instaura una grande amicizia con Khadgar. Nel frattempo Orgrim si rivolta contro Gul’dan ma gli risparmia la vita, costringendolo ad obbedirgli. Gul’dan, tuttavia, poco prima dell’assalto a Lordaeron scappa con i suoi seguaci per trovare la Tomba di Sargeras, dove era riposto l’avatar senza vita del suo mentore, con l’intento di impadronirsi dei poteri lì celati. Purtroppo per lui ad accoglierlo furono orde di demoni impazziti che lo fecero a pezzi (i suoi resti possono essere trovati all’interno della Tomba nell’espansione Legion di World of Warcraft). Il tradimento dello stregone indebolisce l’orda al punto che l’Alleanza riesce a respingerla fino ai Massicci di Roccianera, dove avviene lo scontro finale tra le due fazioni. E’ lì che Orgrim Doomhammer affronta in singolar tenzone Anduin Lothar, davanti a tutti i loro soldati e guerrieri ammutoliti. I due capi si affrontano furiosamente, ma è Orgrim ad uscirne vincitore, spezzando la spada di Lothar con il suo martello e uccidendo il rivale. Con l’Orda esultante e l’Alleanza sconfitta, Turalyon riesce a ribaltare la situazione. Furioso per la morte del suo comandante e amico, raccoglie la spada spezzata e con essa carica da solo l’Orda, ispirando così il resto delle truppe umane che caricano furiose a loro volta. Gli orchi, spiazzati, non riescono a contrastare i nemici e vengono sconfitti e Orgrim catturato da Turalyon. Il resto dell’Orda viene respinta fino al Portale Oscuro. Nel frattempo Go’el, figlio di Durotan, cresce come schiavo alla fortezza umana di Durnholde, tutelata da lord Aedelas Blackmoore, l’uomo che trovò Go’el alla fine del primo film e che lo ha cresciuto con crudeltà e sadismo, dandoli il nome Thrall. Khadgar, intanto, riesce a distruggere il Portale Oscuro, sconfiggendo definitamente l’Orda. Alcuni degli orchi rimasti su Azeroth si danno alla fuga e al brigantaggio, ma i meno fortunati vengono catturati e rinchiusi in campi di prigionia come quello in cui Go’el/Thrall vive. Conoscendo qualcosa di più sulle sue origini, il piccolo orco inizierà ad organizzare la fuga sua e dei suoi simili. Il film potrebbe finire con un cliffhanger che annuncia le vicende narrate in Warcraft II: Beyond the Dark Portal.

 

Go’el/Thrall (a sinistra) e Varian Wrynn (a destra) nel film. In centro sempre loro, anni dopo, alla guida delle rispettive fazioni.

 
Come avrete capito, l’universo di Warcraft è vastissimo e difficile da riassumere in poco tempo

Come probabilmente avrete capito, l’universo di Warcraft è vastissimo e difficile da riassumere in poco tempo. Duncan Jones ha avuto il coraggio di provarci, riuscendoci in maniera per lo più positiva. L’unica è sperare che il regista riesca ad avere il via per iniziare le riprese del seguito. Per chi fosse interessato a saperne di più sono disponibili, oltre a World of Warcraft, innumerevoli libri a riguardo, soprattutto la collana World of Warcraft: la storia, edita da MagicPress e distribuita da Amazon (che potete trovare qui). Questa serie di libri racchiude tutta la lore vista a frammenti nei giochi e la presenta in ordine cronologico, dissipando eventuali dubbi e confusioni. World of Warcraft, invece, è alla sua sesta espansione, disponibile solo per PC (Windows e MacOS). La prossima espansione, Battle for Azeroth, è stata annunciata al Blizzcon del 2017 ed è prevista per il 15 Agosto 2018 (già acquistabile tramite il sito di Blizzard).

speciale
Intermundia Genesis – dal Vangelo secondo Nerd (Ludolettori)
A leggere la premessa dietro Intermundia Genesis – che vuole essere una storia ambientata in una simulazione virtuale estremamente sofisticata – è veramente pensare qualcosa tipo "ma Ready Player One lo hanno già scritto!". In realtà il romanzo firma...

Insomma, la storia continua.



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