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di Barbara Canton
il 11 giugno 2018, 19:14
in Comunicati Stampa, News

Bethesda annuncia, tramite comunicato stampa, la sua collaborazione con Habitat for Humanity che intende fare in modo che tutti abbiano una casa abitabile, nello spirito di Fallout 76.

 

 

Fallout 76
Ricostruisci con Bethesda Softworks e Habitat for Humanity

Seguendo lo spirito di Fallout 76 per la ricostruzione globale, siamo lieti di lavorare insieme a Habitat for Humanity, un’associazione no-profit globale che si impegna per promuovere la visione che tutti abbiano una casa decente nei 50 stati degli USA e in oltre 70 nazioni.

A partire dal 4 luglio, potrai visitare il negozio di iTunes e acquistare la cover ispirata agli Ink Spots della celebre canzone di John Denver “Take me home country roads”, colonna sonora dell’annuncio ufficiale di Fallout 76. Bethesda donerà il 100% del ricavato ottenuto dalle vendite del single (con una donazione minima di 100.000 $) a Habitat for Humanity per aiutare l’organizzazione nel suo obiettivo di trasformare la vita delle persone e le comunità grazie ad alloggi a basso costo.
I partecipanti all’E3 2018 che vogliono cominciare a donare prima del 4 luglio potranno visitare lo stand di Bethesda (numero 947) nella South Hall, tra martedì 12 giugno e giovedì 14 giugno, durante l’evento. Donando 0,76 $ nella macchina dei souvenir Mement-o-Matic si riceverà in cambio un penny commemorativo di Fallout 76. Tutti i ricavi della Mement-o-Matic andranno in favore di Habitat for Humanity.

 

Collegati a http://Bethesda.net per altre novità sulle attività in corso tra Bethesda e Habitat for Humanity nella corsa verso la pubblicazione di Fallout 76 il 14 novembre.

 

Per saperne di più su Habitat for Humanity e la sua missione di aiutare le persone del mondo a costruire o migliorare il luogo che chiamano casa, visita www.habitat.org.

 



due parole sull'autore
Divoratrice di libri, manga ed anime; gamer-girl a tempo perso. Il suo eclatante ingresso nel mondo della tecnologia avviene all'età di tre anni, formattando, non si sa come, il computer dello zio. La sua esperienza di videogiocatrice comincia osservando il padre cimentarsi con Prince of Persia e Quake, salvo poi ricevere un computer tutto suo per iniziare a giocare autonomamente. Preferisce il genere RPG senza ombra di dubbio e serberà per sempre nel cuore il ricordo dell'estate in cui fuse la prima Play Station I giocando Suikoden II tre volte di fila per assaporare la trama fino in fondo.
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