Speciale
di Guido Avitabile
il 21 maggio 2018, 14:10
in Speciali

L’appuntamento annuale con Star Wars arriva due stagioni in anticipo, e ci  invita a scoprire il passato dell’adorabile canaglia per eccellenza: Han Solo.

Solo – A Star Wars Movie è il secondo Spin off del nuovo universo espanso di Star Wars. Affidato inizialmente a Lord e Miller (Lego Movie) a seguito di incomprensioni sul tono che avrebbe dovuto avere la storia di Han Solo, ha visto subentrare Ron Howard a riprese in corso. Un film travagliato, con un primo trailer presentato pochi mesi fa e che dava la sensazione di non essere mai pronto per l’uscita  primaverile. Howard ha invece stupito tutti portando il suo Solo a Cannes, con un cast guidato dall’erede di Harrison Ford per il ruolo,  Alden Ehrenreich.

Solo è un film senza infamia e senza lode. Tanti i bei momenti dedicati alla canaglia, ma manca quella spinta in più.

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Solo sarà disponibile nelle sale italiane dal prossimo 23 Maggio e, anche questa volta, vi porto la mia opinione di pancia sulle origini della canaglia spaziale, tra pro e contro.
Un giovane Han, ancora privo del suo iconico cognome, cerca in tutti i modi di scappare dalla sua vita su Corellia, al fianco della sua fiamma Qi’ra (Emilia Clarke), per realizzare il suo sogno, diventare il miglior pilota della galassia.

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Uno sfortunato scherzo del destino li separerà,  portando Han ad arruolarsi nell’Impero e a conoscere Beckett (Woody Harrelson) suo futuro mentore, e soprattutto Chewbacca, il suo migliore amico da lì in avanti.
Solo mostra diversi aspetti della vita di Han prima della ribellione e dell’incontro con Luke su Tatooine. Dai primi colpi di pistola, all’incontro con Lando (Donald Glover), fino alla rotta di Kessell.

Ron Howard regala ai fan della canaglia tanti aneddoti sulla sua vita mai visti al cinema.

Queste scene sono in gradi di mettervi in volto un sorriso beffardo simile a quello dello stesso Solo.

Non solo, c’è un determinato momento che potrebbe decisamente sconvolgere chi non è mai uscito dalle produzioni cinematografiche della saga di Lucas. Questa nuova espansione dell’universo getta uno sguardo alle serie animate (e a qualche fumetto) in maniera simile a quanto fatto con Saw Gerrera in Rogue One.
Se però il personaggio del film di Gareth Edwards non era mai apparso prima al cinema, qui ci troviamo di fronte a qualcosa di decisamente più fondamentale.

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Purtroppo questa è l’unica scelta coraggiosa di Solo, che per il resto, sembra viaggiare su una corsia sicura e senza ostacoli. Tutto rientra nei canoni standard di un film d’azione, a partire dal cattivo interpretato da Paul Bettany,  fino ad eventuali colpi di scena fin troppo telefonati.

Un film che scorre liscio, senza intoppi,  e al contempo non in grado di stupire se non per quel momento  isolato. Solo non è un brutto film, e la paura di un attore non all’altezza di Harrison Ford è stata in parte accantonata.

 

Alden Ehrenreich è smargiasso quanto basta e, seppur non eguagliando il carisma di Ford, propone un Han Solo credibile e alle prime armi. gli altri membri del cast giocano il proprio ruolo di accompagnatori, fino all’arrivo di Donald Glover, che con il suo Lando Carlissian surclassa ogni altro personaggio in scena.

Non a caso pare che Lando sarà tra i personaggi papabili del prossimo Spin-off.

Ron Howard gioca quindi sul sicuro con un film che, almeno tecnicamente, non ha nulla da invidiare ai predecessori. Scelte di regia dinamiche e quasi mai noiose, tra cui spicca la già citata Rotta di Kessel, probabilmente uno dei momenti migliori del film. 

Mentre scorrono i titoli di coda accompagnati dalle musiche di John Powell, la sensazione principale è che si poteva avere di più. Il tutto sembra un enorme episodio pilota per ulteriori avventure di Han e Ciube, in questa incarnazione giovane in un universo ancora soggiogato dall’Impero.  
Forse non è l’inizio più memorabile di sempre, ma Solo non è il disastro che molti avevano ipotizzato.
Se mai Howard e gli sceneggiatori tornassero per un futuro sequel, sarà necessario spingere sull’acceleratore e librarsi più in alto, proprio come ci si aspetterebbe dal pilota migliore della galassia.



due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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