Speciale
di Guido Avitabile
il 1 marzo 2018, 11:35
in Speciali

In The Letter Anania cerca di essere un po’ Aronofsky, un po’ Lynch e un po’ Hitchcock, non riuscendo ad essere nessuno dei tre.

Continua anche questo mese lo sbarco italiano ad opera di Koch Media di film usciti più di cinque anni fa negli Stati Uniti, con The Letter di Jay Anania.

Anche questa volta ci troviamo di fronte ad una produzione con un ottimo cast, con nomi come Winona Ryder e James Franco. Un film controverso nella sua seppur breve durata (93 minuti)  disponibile in Blu-ray e DVD.

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Caos interiore

Martine (Winona Ryder) è una regista teatrale, impegnata con la messinscena di un nuovo spettacolo basato su un triangolo amoroso. I due attori principali sono il suo compagno Raymond (Josh Hamilton) e il carismatico Tyrone (James Franco), per il quale Martine sembra provare una sorta d’attrazione.

Questa non è che la superficie di The Letter, che in breve tempo, si tramuta in un racconto psicologico.

La figura di Martine inizia a vacillare, tra sogni fin troppo reali e pressioni fisiche e mentali durante le prove dello spettacolo. Allo stesso tempo, Tyrone  propone cambi al copione, provocando Raymond e le altre due attrici. Più il film avanza più i sogni di Martine si faranno veritieri, dipanando i dubbi dello spettatore, giungendo infine a quella lettera che da il nome al film. 

E poi?

Poi arriva lo “spiegone”, il momento in cui la sceneggiatura dovrebbe stupire motivando il perché dei problemi della regista. Uno “spiegone” in parte convincente, ma decisamente troppo particolare per essere del tutto credibile. 

Anania cerca di regalare un colpo di scena alla Black Swan di Aranofsky, da cui “ruba” anche la stessa Ryder, ma paga il peso della confusione sommaria portata a schermo fino a quel momento.

Ogni scena di The Letter è apparentemente legata senza motivo, e il ritmo continua a rallentare impercettibilmente nonostante l’effettiva brevità del film. Il tutto è divisibile in compartimenti stagni, lasciandoci fuori dalla stanza  come poco interessati spettatori delle vicende.

A niente serve depersonalizzare i personaggi di sfondo, imitando il lavoro Lynch. Ad eccezione di Martine infatti, nessun personaggio ha lo spazio necessario per emergere.
A partire da Tyrone, che pur essendo ben interpretato da Franco, è ambiguo senza un apparente motivo, se non quello percepito dallo spettatore. Raymond invece è semplicemente sprecato, non portando a compimento la propria story line in favore di Martine.

A quando una seconda visione?

The Letter non è brutto, anche grazie a Winona Ryder, sempre adorabile. Semplicemente non convince nel suo voler rappresentare un dramma interiore tramite sogni e movimenti di camera fin troppo sporchi.
Probabilmente, con una seconda visione, consci del finale, il film di Anania potrebbe migliorare. Il problema è che The Letter non da alcuna motivazione per essere riguardato.

Sfortunata anche l’edizione Home Video, che offre il film solo in doppio audio ed è priva di qualsiasi contenuto speciale, trailer incluso.
In definitiva, vi consigliamo di guardare The Letter solo in mancanza di alternative,  o se siete  dei fan del cast.
Purtroppo il ritmo lento e la scrittura poco fluida danneggiano quanto Anania immaginiamo volesse fare, riducendo The Letter ad un filmetto qualunque da seconda serata, e presto dimenticabile.

Manca dell’identità dei personaggi, manca della tensione che un racconto psicologico dovrebbe trasmettere. 

Tutti aspetti che potrebbe guadagnare rivedendolo, ma che non ci invitano al farlo.

  • Attori: Winona RyderJames Franco
  • Formato: Blu-ray, PAL, Schermo panoramico
  • Audio: Inglese, Italiano
  • Lingua: Inglese, Italiano
  • Sottotitoli: Italiano
  • Regione: Regione B (Maggiori informazioni su Formati Blu-ray.)
  • Numero di dischi: 1
  • Studio: Koch Media
  • Data versione DVD: 8 feb. 2018


due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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