Lunediscord #1: Je suis Valve

Quando dovresti lasciare tutto nelle mani di tuo figlio, ma quello diventa un Power Ranger e allora decidi di tornare a far danni.

Dopo due mesi e mezzo di pausa, torniamo a parlare di Dragon Ball Z con il penultimo cofanetto dedicato all’anime basato sul manga di Akira Toriyama. Pubblicato da Yamato Video e Koch Media, il cofanetto DVD è già disponibile per l’acquisto su Amazon e nei negozi dedicati. È tempo di sconfiggere Cell e dedicarci a Majin Bu, non ignorando gli ingombranti filler nell’aldilà e nella vita scolastica di Gohan.

Questo quarto cofanetto contiene gli episodi dal 181 al 240, e oltre a concludere la saga di Cell, presenta il secondo time skip della serie (il primo lo abbiamo visto in Dragon Ball: La Serie Classica Vol. 2) e introduce una dozzina di nuovi personaggi principali, più o meno riusciti. Ad anni di distanza dalla prima visione, valutiamo insieme questa nuova manciata d’episodi di Dragon Ball Z.

The show must go on

A sostituire Goku contro Cell è suo figlio Gohan,che stando al nostro incauto protagonista, è in grado di scatenare una forza superiore a tutti i presenti se si lasciasse sopraffare dalla  rabbia. Cell è curioso, e pecca della stessa presunzione di Vegeta, cercando di scatenare in ogni modo il piccolo Saiyan. Quando questo succede, con il sacrificio ultimo di C-16(16) Gohan raggiunge il secondo livello del Super Saiyan, umiliando in breve tempo l’essere perfetto. E poi gli da il cambio nel titolo di re della presunzione, una volta  fattogli vomitare 18, e fattolo regredire allo stato precedente,  gli permette di scatenare il proprio processo di autodistruzione. Ci penserà Goku a salvare tutti un’altra volta, teletrasportandosi con Cell sul pianeta di Re Kaioh e sacrificando la propria vita (e quella dell’amico divino).  Ma figuriamoci se un nemico dei nostri eroi decide di sparire così facilmente: Cell si ricompone perché il suo nucleo principale si è miracolosamente salvato, e ritorna alla sua Forma Perfetta pur senza 18 (vabbeh). L’androide uccide Trunks, poi si scatena contro di Gohan con una Kamehameha potentissima, il giovane cerca di contrastarla, ma solo l’aiuto del padre dal regno dei morti, e di Vegeta accecato dalla rabbia per la perdita del figlio, gli danno la forza di contrastare ed eliminare una volta per tutte  il perfido Cell nell’altra scena iconica che è entrata nella storia dell’animazione giapponese. 

Una volta evocato Shenron, Goku fa sapere al figlio e ai suoi amici che non vuole resuscitare perché apparentemente è lui “ad attirare i malvagi sulla terra“, passando definitivamente (o almeno momentaneamente) il testimone a Gohan. Ma le avventure di Goku continuano perfino nell’aldilà, dove affronta un torneo delle galassie in cui i migliori lottatori deceduti si sfidano al cospetto del Grande Maestro Re Kaioh, archiviata questa breve saga originale, si salta a qualche anno dopo con una nuova opening, con un Gohan adolescente e impegnato a dividere la sua vita scolastica a quella di difensore di Satan City. Tra citazioni ai Super Sentai (Great Saiyamen) e l’introduzione di nuovi personaggi come Videl e il piccolo Goten, veniamo presto introdotti alla nuova saga, l’ultima della serie Z, quella dedicata a Majin Bu.

Kaiohshin fai schifo!

Nel giro di una manciata di episodi che fanno da premessa al nuovo Torneo di Arti Marziali, facciamo la conoscenza non solo del nuovo status quo di alcuni personaggi (Vegeta padre severo nei confronti di Trunks, Crili sposato con 18 e con una figlia) ma anche di nuovi comprimari come Kaiohshin Superiore, presentato come fortissimo ed imbattibile tanto da costringere Junior (Piccolo) a ritirarsi dal torneo, per poi rivelarsi, una volta introdotti i nemici della saga, un incompetente idiota e fifone impensabile. Degna di nota per sottolineare la stupidità di questa pseudo-divinità (che fino a questo momento dovrebbe essere la più potente e saggia) è il non avvertire Goku e compari dei poteri di Darbura, sovrano degli inferi (ma non era Re Yammer? Ma ci torneremo dopo…) facendo pietrificare Piccolo e Crili, e scusandosi con un “Avrei dovuto dirvelo!”. Ingiustificabile.

Fortunatamente l’arrivo di Babidi e dei suoi sgherri è il momento ideale per far brillare, ancora una volta, Vegeta. Il principe dei Saiyan prima ricade nel vecchio vizio del cattivo, ottenendo un boost per poter affrontare il rivale di sempre, poi si ravvede e si sacrifica per sconfiggere Bu, in una delle scene più toccanti della serie. Purtroppo lo sforzo del Saiyan è vano, e Majin Bu torna ancora in vita,  preparandoci ad un prossimo scontro con Goku nel prossimo volume e soprattutto al momento di gloria di Satan.

Un problema di ritmo

Rivedendo questo insieme di puntata a quindici anni di distanza, il problema che viene a galla maggiormente è sicuramente il ritmo: certi eventi sono narrati in maniera lenta, ripetitiva e strabordante. Altri sono in conflitto con quanto detto in precedenza, a causa di un adattamento non fedele ai dialoghi originali. Altri ancora  vengono rovinati da scambi di parole inventati ( ne abbiamo già parlato in occasione di uno degli scorsi appuntamenti) la dove nella versione originale vi è solo la musica a far da sfondo agli eventi.

Tolto il ritmo, ormai siamo arrivati al quarto volume e non ci resta che concludere le vicende di Goku e soci nell’attesa di concentrarci su GT e Super (in arrivo a Novembre), ed è sempre un piacere sentire  le voci della nostra infanzia, comprese quelle che ci hanno purtroppo lasciato. Ciò nonostante,  il cofanetto è consigliato come ogni appuntamento principalmente ai nostalgici, a coloro che non danno troppo peso al’adattamento o al formato.

 

  • Regista: Daisuke Nishio
  • Formato: DVD, PAL
  • Audio: Giapponese, Italiano
  • Lingua: Giapponese, Italiano
  • Sottotitoli: Italiano
  • Regione: Regione 2 (Ulteriori informazioni su Formati DVD.)
  • Numero di dischi: 10
  • Studio: Koch Media
  • Data versione DVD: 14 set. 2017