Redazione ILVG

Speciale L’arte di saper fare videogames

Come avete potuto leggere nello speciale di un paio di settimane fa (che potete trovare qui), la redazione di I Love Videogames è stata invitata a partecipare al Neoludica Inside Videogame, un evento dedicato alla diffusione del videogames non solo come mero intrattenimento, ma come vera e propria corrente artistica. Dopo aver passato quattro giorni in fiera, siamo finalmente pronti a trarre le conclusioni di questa seconda edizione veneziana (il tutto si svolgeva nell’isola di San Servolo, a 8 minuti da Piazza San Marco). Sarà riuscita ad emergere dal marasma delle fiere più mainstream italiane?

L’arte di saper coinvolgere persone interessanti
Questa edizione di Neoludica ha saputo, con i suoi quattro giorni di fiera, differenziarsi da tutti gli altri eventi italiani legati all’industria videoludica
Ve lo diciamo subito: la risposta alla domanda posta in introduzione è senz’ombra di dubbio “sì”! Questa edizione di Neoludica ha saputo, con i suoi quattro giorni di fiera, differenziarsi da tutti gli altri eventi italiani legati all’industria videoludica. Prima di entrare nel dettaglio per quanto riguarda i vari incontri/workshop a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere, ci tengo a sottolineare come l’elemento di spicco di tutto l’evento sia stato quello “umano”. Quello che voglio dire è che, più di qualsiasi corso, di qualsiasi intervista, di qualsiasi mostra, la cosa più interessante che è emersa da questi quattro giorni è stata la possibilità di parlare (anche davanti ad una birra, in via del tutto informale) con un sacco di persone inserite all’interno del settore e con una conoscenza a dir poco sconfinata all’interno del loro ambito. E questo è un punto di forza davvero molto forte per una fiera, che di solito “limita” gli ospiti e gli esperti del settore a presentazioni senza permettere al pubblico di interagire in totale libertà con loro. Al Neoludica questa cosa non accadeva ed era possibile, ad esempio, ascoltare conferenze con autori del calibro di Raphael Lacoste (Art Director di Assassin’s Creed) e trovarlo poi al bar per poterci parlare in assoluta libertà per il resto della giornata. Inutile negare che l’atmosfera che deriva da una tale libertà è qualcosa di assolutamente fantastico e che ci auguriamo possiate provare durante le prossime edizioni. Ma Rapahel Lacoste è solamente una delle persone che era possibile incontrare in fiera! Non possiamo non citare Pietro Parolin (regista di Leoni e relatore del workshop dedicato alla camera da presa all’interno dei videogames), Eleonora Lucheroni e Carlo Ivo (direttamente da Storm in a Teacup, vincitori nel 2016 del Drago D’oro con il loro N.E.R.O.), Francesco Sergnese e Tecla Zorzi (musicisti/cantanti/autori fantastici che con le loro canzoni prese dalle migliori colonne sonore di videogames hanno allietato le nostre serate), Gaia Isabel (giornalista de Lo Sbuffo che si è occupata di far conoscere l’evento anche a tutti coloro che di videogames non ne capiscono poi molto), Carlo Gioventù e Biancamaria Mori (che grazie all’associazione MenteZero hanno contribuito a collegare la parola “arte” con “videogioco”) e moltissime altre persone. Persone che, coprendo tutti i settori legati al mondo dei videogames, hanno saputo creare questa nuvola di creatività e passione sopra la piccola isola di San Servolo. Un plauso particolare va a Debora Ferrari e Luca Traini per essere riusciti a coinvolgere tutti questi ospiti e per essere riusciti a dare il giusto spazio ad ognuno di essi, riuscendo a bilanciare il tutto per dare ai partecipanti dell’evento una panoramica generale su questa sempre più vasta (e sempre più bella) industria.

 

L’arte di saper creare appuntamenti dinamici
Persone interessanti portano, ovviamente, ad avere degli appuntamenti interessanti
Persone interessanti portano, ovviamente, ad avere degli appuntamenti interessanti. Ecco che quindi, sorvolando su quello realizzato da me perché l’autocelebrazione è la morte dell”anima, abbiamo potuto assistere a Workshop dedicati alla regia dei videogames, al mecha design, al sound design e al concept design. Ogni singolo “corso” è riuscito nell’intento (non semplice) di coinvolgere, divertire e informare il pubblico che, inevitabilmente, ne è uscito pienamente soddisfatto. A questo vanno aggiunti tutte le conferenze con gli sviluppatori (davvero un sacco e tutti bravissimi) come i ragazzi di Storm in a Teacup, di Milestone o tutti gli studi indipendenti che stanno portando avanti la filosofia dell’arte attraverso il videogioco. Un plauso particolare a Rocco Salvetti che con il suo Sara And Death (scaricabile gratuitamente su tutti i vostri tablet/cellulari) è riuscito a fondere un puzzle game con la filosofia, creando qualcosa di estremamente interessante e che ci sentiamo di consigliare a tutti. Impeccabile, ovviamente, l’incontro con Raphael Lacoste di Ubisoft che, grazie ad una grande abilità oratoria e ad una presentazione carismatica e ricca di informazioni interessanti, ha saputo illustrarci il lavoro del concept artist a partire dalle basi sino alla realizzazione delle versioni definitive. Ottima anche la mostra che, pur non essendo particolarmente vasta e non contenendo molte opere di Raphael Lacoste, è riuscita ad attirare un buon numero di persone grazie a lavori di qualità di autori del calibro di Christian Scampini e Claudia Gironi. La chiusura del primo giorno di fiera con lo splendido concerto ad opera dei già citati Francesco e Tecla è stata la ciliegia sulla torta di un evento che, senza alcuna remora, ci sentiamo di consigliare a tutti gli amanti del mondo videoludico, in particolar modo a coloro che lo vivono in modo attivo e che si interessano a questo media al di là della semplice “partitella con gli amici”.

 

L’arte di saper scegliere un luogo affascinante
Una piccola parentesi la vogliamo dedicare all’isola di san servolo
Una piccola parentesi la vogliamo dedicare a San Servolo, isola veneziana sulla quale si è svolto il Neoludica Inside Videogame. Complice anche un tempo a dir poco perfetto (sole + caldo + vento), passeggiare tra gli alberi dell’isola, sorseggiare un drink al bar e osservare le navi sfrecciare sul mare vanno a comporre un quadro a dir poco unico e appagante. Visto un luogo tanto interessante, ci auguriamo che nelle prossime edizioni ci possano essere un maggior numero di eventi che vadano a sfruttare appieno quello che è, senza dubbio, uno degli aspetti più affascinanti del Neoludica. Ad ogni modo invitiamo anche coloro che non sono riusciti a venire in fiera a passare per quest’isola che, per calma e atmosfera, ha tutta l’aria di un luogo sospeso nel tempo.

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In defintiva si è trattato di un evento che, per essere goduto appieno, andava vissuto nella sua totalità. Un approccio passivo, magari limitato ad una passeggiata rapida attorno all’isola, non può valorizzare quello che è davvero il Neoludica Inside Videogame. Per poterlo apprezzare appieno, infatti, è necessario “scendere in campo” per primi, parlare con le persone, frequentare i workshop, interagire con gli sviluppatori, e via dicendo. Solo in questo modo sarà possibile uscire dall’evento pienamente soddisfatti e con una voglia ancora maggiore di approfondire questo splendido settore. Perché, se siete andati al Neoludica e se in questo momento state leggendo queste righe, la motivazione è sempre la stessa: noi tutti amiamo i videogames.

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