Recensione
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Nonostante il 2016 si preannunci un anno ricco di esclusive e di titoli dal forte impatto mediatico, questo 2015 continua a vivere di rendita grazie ad una serie di remastered dei grandi capolavori del, non troppo lontano, passato. Ancora una volta, dopo Final Fantasy X/X-2 HD Remaster e dopo l’annuncio della Uncharted: The Nathan Drake Collection, tocca a PlayStation 4 subire questo trattamento con God of War III: Remastered. All’uscita della versione originale il lavoro di Santa Monica Studio ci era piaciuto grazie al forte carisma di Kratos e ad una componente artistica di altissimo livello (qui potete leggere la nostra recensione). Avrà senso metterci ancora una volta nei cinerei panni del Fantasma di Sparta oppure si tratta di una mera manovra commerciale e tranquillamente evitabile? Scopritelo nella nostra recensione! Ricordiamo, come sempre, che God of War III: Remastered è disponibile in esclusiva PlayStation 4 a partire da domani, mercoledì 15 luglio, al prezzo lancio di 39.90€.

Versione testata: PlayStation 4

Sei tu un Dio?
Ancora una volta troveremo Kratos intento a combattere il Pantheon delle divinità greche con tutte le proprie forze

Il comparto narrativo di God of War III: Remastered non ha subito, ovviamente, alcuna variazione rispetto alla sua controparte originale. Ancora una volta troveremo Kratos intento a combattere il Pantheon delle divinità greche con tutte le proprie forze, armato delle sue fedeli Lame del Chaos (che dopo pochi minuti di gioco diverranno le Lame dell’Esilio) e della propria cieca rabbia. Nonostante l’assenza di una narrazione particolarmente articolata e complessa, God of War III si dimostra capace di trasmettere energia e forza grazie al carisma del Fantasma di Sparta e ad una regia tanto perfetta quanto esagerata. Senza fare alcun tipo di spoiler, basti sapere che la prima mezz’ora di gioco ci vedrà impegnati nell’uccidere un Dio aggrappati alla schiena di un Titano, trasudando epicità ad ogni frame. La longevità del titolo targato Santa Monica Studio si può attestare attorno alle 10/15 ore, in base alla difficoltà e alla ricerca dei numerosi scrigni contenenti power up sparsi per le varie aree di gioco. Una volta ribadito quanto si tratti di un’opera avvincente che tutti dovrebbero giocare almeno una volta, ci sorge però un dubbio: ci troviamo di fronte ad un terzo atto di una trilogia che, per chi non ha ancora avuto occasione di mettere mano sui primi due capitoli, risulterà totalmente incomprensibile e privo di significato, per quale motivo, quindi, non sono stati inseriti anche i primi due episodi di questa serie? Vi ricordiamo che, nel caso voleste recuperarli, potete trovarli nella loro versione originale su PlayStation 2, oppure nelle HD Collection disponibili per PlayStation 3 e PlayStation Vita (qui la recensione di quest’ultima versione).

Godality!
combattere contro schiere di mostri provenienti dalla mitologia greca risulta estremamente divertente e appagante

La serie God of War non ha mai vantato un gameplay tecnico come quello di alcuni suoi rivali (Bayonetta 2 e DMC Devil May Cry: Definitive Edition in primis), ma la spettacolarità è sempre stata il suo punto di forza. Anche in questa versione, infatti, combattere contro schiere di mostri provenienti dalla mitologia greca risulta estremamente divertente e, grazie ad una serie di mosse finali davvero esaltanti e ad un sistema di potenziamento tanto semplice quanto efficace, capace di conquistare il giocatore dopo pochi minuti di gioco. Altra caratteristica della saga targata Santa Monica Studio è sempre stata la cura per le boss fight che, mai come in questo episodio, ci appaiono esagerate e capaci di trasmettere perfettamente la potenza delle forze in gioco (dopotutto la maggior parte dei boss presenti in God of War III non sono più “semplici” mostri, ma vere e proprie divinità). Nonostante le sezioni platform rimangano non pienamente riuscite a causa di una gestione dei salti da rivedere, il level design risulta ancora valido e capace di stupire grazie alla fluidità con la quale si passa da un’area di gioco all’altra senza mai fermarsi, in una corsa continua che ci vedrà attraversare ambienti sempre diversi e ricchi di dettagli. Evidenziamo, infine, come i puzzle ambientali presenti nel titolo non siano esenti da difetti, risultando talvolta troppo semplici e incapaci di mettere a dura prova la mente del videogiocatore.

Effetti divini?
Graficamente God of War III: Remastered riesce a stupire come in passato

Veniamo ora al punto principale quando si parla di rimasterizzazioni: la componente tecnica. Graficamente God of War III: Remastered riesce a stupire come in passato grazie a effetti particellari notevoli, modellazioni poligonali estremamente convincenti e ad una regia capace di valorizzare sullo schermo le cose giuste al momento giusto. Bisogna però evidenziare che il passaggio dalle sezioni di gioco alle cut-scene, differentemente rispetto al passato, è marcato ed evidente, in quanto queste ultime appaiono solamente upscalate e qualitativamente inferiori rispetto al resto della produzione. Produzione che può vantare di raggiungere i granitici 60 fps, capaci di rendere l’azione sempre fluida e priva di qualsiasi rallentamento. Nulla da eccepire per quanto riguarda il comparto audio che, come in passato, vanta una colonna sonora epica al punto giusto e un ottimo mix di suoni e doppiaggio italiano, garantendo un’esperienza coinvolgente e cinematografica ad ogni scena. Il titolo vanta inoltre la presenza di una Photo Mode con la quale immortalare i vostri momenti preferiti durante la campagna di gioco, per poi poterli condividere con gli amici tramite il solito tasto Share. Un plauso particolare va fatto al character design delle creature di questo terzo episodio dedicato al Fantasma di Sparta che, grazie ad un ottimo mix tra il fantasy e l’horror, risulta estremamente convincente e capace di affascinare anche il fan più sfegatato della mitologia greca.

In conclusione...
8.5
“Se Kratos fosse stato veneto avrebbe avuto tante divinità antropomorfe da uccidere!”
God of War III: Remastered vanta il fatto di essere un ottimo titolo, estremamente cinematografico, curato in ogni dettaglio e capace di intrattenere dall'inizio alla fine. Il vero problema nasce quando si va ad analizzare a chi è diretto un prodotto del genere, in quanto totalmente sconsigliato a coloro che non hanno avuto occasione di giocare ai primi due episodi della serie. Si tratta quindi di un prodotto dedicato solamente a coloro che hanno giocato i primi due capitoli su PlayStation 2 e, dopo aver saltato la scorsa generazione Sony, sono tornati ad usare il Dualshock con PlayStation 4. Per tutti i possessori di una copia del titolo originale, invece, ne sconsigliamo l'acquisto in quanto non troverete nulla di realmente nuovo rispetto alla versione distribuita cinque anni fa.
Epico come un tempo
Azione cinematografica e solida
60 fps e Photo Mode
Ottimo aggiornamento grafico nelle sezioni di gioco...
x …a differenza delle cut scenes che appaiono sottotono
x Mancano i primi due capitoli
x Nulla di realmente innovativo

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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