Recensione
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L’Aim Controller di PlayStation VR sembrava destinato ad una vita breve, con solo Farpoint a supportare la periferica. Dick Wilde prova a rimpinguare la line-up di titoli compatibili.

Siete nel bel mezzo di una laguna, coccodrilli e squali martello che vi incalzano viaggiando appena sopra il pelo dell’acqua e gabbiani e libellule a supportarli come contraerea. In mano a farvi compagnia orda dopo orda, solo un’improbabile fucile che lancia arpioni e lame rotanti. Tutto questo succede però nel bizzarro, colorato e surreale mondo di Dick Wilde, disinfestatore “per tutta la sua stramaledetta vita”. Voi? Beh, voi – specie se avete avuto la sciagurata idea di munirvi non solo di PlayStation VR, ma anche del suo Aim Controller – probabilmente siete in piedi davanti al vostro divano, fucile di plastica in braccio e pronti a riempire di piombo qualunque cosa si muova dall’altra parte del visore. E mentre pensate che forse sarebbe il caso di spendere con più oculatezza le vostre sudate carte, non potete allo stesso tempo negare che in effetti vi state divertendo.

Versione testata: PlayStation 4

 

Ennesimo giro virtuale, ennesimo disclaimer su quanto queste esperienze possano essere soggettive sia da un punto di vista fisico (motion sickness e disturbi del genere) che dal punto di vista dell’interesse che si nutre nella Realtà Virtuale. Nel caso specifico di Dick Wilde, non abbiamo patito particolarmente l’esperienza – come d’altronde non c’è successo in precedenza con titoli simili: la valutazione che trovate in fondo a questa pagina parte quindi da questo presupposto.

 

A Dick in the Wild
Dick Wilde è un arcade senza fronzoli e un po’ folle

Dick Wilde è un’esperienza spartana, pura e semplice e senza nessun tipo di fronzolo. Si sceglie la zona, si sceglie all’interno di questa la mappa (e conseguentemente il livello di difficoltà della sfida) e una volta selezionata anche l’arma si è pronti a prendere a calci qualche alligatore (o sono dei coccodrilli?). Tutto qua, nessun filo conduttore a legare tra loro le partite e nessuna motivazione di fondo in quello che si sta facendo: un classico arcade (con un’altrettanto classica classifica globale), che si limita a spiegare le poche meccaniche che non si riescono ad intuire una volta indossato visore ed impugnato l’Aim Controller (o uno o due PlayStation Move, come preferite) tramite una semplice lavagna che indica quale tasto “regola” la meccanica e cosa fa – in modo comunque piuttosto generico, visto che in nove casi su dieci la scritta a schermo recita “cambia modalità di fuoco”. A questo punto inevitabilmente tutte le responsabilità sulla riuscita del pacchetto dipendono essenzialmente dalla componente ludica: e Dick Wilde ce la fa, pur con qualche sbavatura.

See you later, alligator
La sfida non manca – anzi, forse a tratti si esagera

Fucile (o Move) alla mano, l’esperienza è in pratica – a prescindere dalla mappa scelta – quella di un survival ad ondate (o ad orde), dove il giocatore è chiamato semplicemente a sopravvivere il più a lungo possibile. Impresa non facile, visto che anche ai livelli di difficoltà più abbordabili Dick Wilde è impegnativo e anche particolarmente punitivo. Ma andiamo con ordine e scopriamo perché. I nemici possono attaccare da terra (o meglio, dall’acqua) o dal cielo, a seconda della loro tipologia. Squali e coccodrilli rientrano nella prima compagine, e diventano pericolosi in pratica solo se riescono ad avvicinarsi troppo al molo da cui Dick (e il giocatore che lo impersona) apre il fuoco sulla fauna locale. Non sono però le uniche creature che popolano il fondale marino/lacustre dell’area: di tanto in tanto fanno la loro comparsa dei Piranha che si muovono in branco, delle anguille elettriche pronte a scattare (e a inibire per qualche secondo il giocatore in caso di contatto) e altre creature in grado di attaccare a distanza o generare delle coperture fumogene per i loro alleati. Ma bisogna rivolgere un occhio anche al cielo, come detto, visto che i gabbiani sono sempre pronti a svolgere il ruolo di bombardieri scaricando la loro merce sulla testa del povero Dick e anche le libellule si uniscono alle truppe capaci di colpire a distanza (e di oscurare per un certo tempo la visuale di gioco). Ma allora perché distinguerle dalle “forze acquatiche” capaci di fare la stessa cosa sbucando all’improvviso? Semplice, perché una volta completata un’orda il gioco permette a Dick di scegliere se ripristinare parte della salute o posizionare di fianco a lui una torretta, un lanciamine o dei razzi. Chiaramente le mine avranno effetto solo contro le bestie che vi nuotano vicino, mentre i razzi possono colpire solo i nemici in aria – da qui, la necessità di inserire dei nemici simili ma che “vivono” in un ambiente diverso.

In a while, crocodile
Ottimo arsenale, che però non basta a scongiurare del tutto la ripetitività

A seconda della configurazione di controller utilizzati, Dick Wilde propone un arsenale leggermente diverso. L’Aim Controller (ed il Move singolo) permettono di utilizzare le versioni “stand alone” delle diverse (e ben caratterizzate e differenziate) armi proposte, impugnandone una per volta ma in compenso riuscendo a fare il doppio dei danni con un singolo colpo. Giocando in akimbo con due Move Dick può a sua volta utilizzare due armi dello stesso tipo, che però infliggono la metà dei danni. L’unica eccezione è il fucile a canne mozze, che anche in questa modalità non è impugnabile in coppia, ma in compenso permette di portare sul campo di battaglia uno scudo da utilizzare per bloccare quanto viene lanciato dai nemici. In più, la modalità a due Move permette di utilizzare anche un’arma che altrimenti rimane preclusa, un arco, impugnando l’arma vera e propria in una mano e incoccando le frecce con l’altra. Meccanica, in realtà, che coppia di controller alla mano risulta un po’ deludente e mal si adatta alla frenesia a schermo (o meglio, a visore) che contraddistingue l’esperienza di Dick Wilde: di contro, bisogna ammettere che l’Aim Controller giova senza nessun dubbio all’immedesimazione e rende più intuitivo e naturale l’utilizzo dei mirini disegnati sopra le armi.

Perché, di fatto, come si farebbe nella vita reale si guarda attraverso il mirino e si spara, procedura che ovviamente è più naturale impugnando qualcosa che assomigli vagamente ad un fucile. L’illusione insomma funziona, e riesce a tenere il giocatore incollato allo schermo per più di qualche partita. Ma è inevitabile che la formula alla lunga annoi, visto che di fatto si è davanti ad un endless game che anzi spesso e volentieri è anche abbastanza impegnativo – per quanto faccia uno splendido uso di PlayStation VR e permetta di evitare i colpi con dei movimenti del corpo e della testa, allineandosi a quanto visto in altri First Person Shooter “virtuali”.

Shark on darts

Dal punto di vista visivo Dick Wilde – anche forse per evitare qualunque tipo di protesta animalista – si presenta con uno stile colorato, a tratti caricaturale e comunque sicuramente non realistico. Ma nonostante tutto l’illusione di trovarsi in quel mondo, su quel molo con degli squali martello pronti a gettarsi a corpo morto contro il proprio fucile, c’è e si sente, complice anche una realizzazione convincente dal punto di vista della fisica. Anche il riconoscimento dei movimenti è puntuale, sia per quanto riguarda Aim Controller e PlayStation Move (siamo anche riusciti, nell’hub iniziale, a sparare qualche colpo girati di spalle rispetto a PS Camera) che PlayStation VR. Da questo punto di vista il consiglio è quello di giocare sicuramente in piedi, possibilmente sgomberando l’aria da tavolini, pouf e ostacoli del genere, in modo di calarsi al meglio nell’esperienza e scongiurare l’effetto noia per qualche partita in più.

In conclusione...
7
“Il mio c**zo è selvaggio”
Dick Wilde fa il suo lavoro - anche piuttosto egregiamente, se si considera che il prezzo richiesto è di 14.99€ (tutt'altro che inaccessibile, specie se avete già acquistato PlayStation VR e Bundle con Farpoint e Aim Controller). L'unico problema, a conti fatti, è il rischio di annoiarsi dopo un po', visto la struttura endless che va a permeare tutta l'offerta ludica: ma dal punto di vista delle meccaniche non si può dire nulla, la sensazione di arcade c'è e (finché la magia dura) il gameplay è assolutamente solido e divertente.
Diverte, specie con l'Aim Controller
Armi ben differenziate
x Alla lunga ripetitivo
x Impegnativo anche alle difficoltà più basse

due parole sull'autore
Laureato con disonore in Informatica e presunto webmaster del sito, tra una cosa e l'altra ha a che fare con la tecnologia praticamente da quando ne ha memoria. Potete leggere i suoi sproloqui in più o meno in qualunque articolo porti la sua firma o ascoltarli dalla sua viva voce premendo play su un episodio a caso di Gameromancer, il podast di I Love Videogames.
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