Recensione
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Il 2014 per NIS America è iniziato alla grande. Sempre attenta alle richieste del pubblico occidentale per quel parco titoli prettamente giapponese che in altre condizioni faticherebbe ad arrivare a noi, nel giro di 4 mesi ci siamo ritrovati tra le mani perle del calibro di The Witch and the Hundred Knight, Ys: Memories of Celceta o DanganRonpa Trigger Happy Havoc. Sembra però che non si vogliano fermare qua, e tra un nuovo capitolo di Etrian Odissey ed uno spin-off della serie Hyperdimension Neptunia sembra ci sia spazio per Demon Gaze, dungeon RPG nato dalla collaborazione delle nipponiche Kadokawa Games e Experience Inc, in uscita in questi giorni in esclusiva per PS Vita.

Ogni promessa è un debito

Demon Gaze inizia con il risveglio di Oz, il protagonista, all’interno di un sotterraneo in completa confusione e all’oscuro di quello che gli sta succedendo. C’è una voce a seguirlo, un demone in realtà, pronto a fargli la pelle all’istante. Fortunatamente il nostro caro eroe scoprirà di essere un Demon Gazer, una persona dotata dell’Evil Eye, un occhio in grado di catturare e fare suo il potere dei demoni, facendo volgere l’esito della battaglia a suo vantaggio. Aiutato da Lorna, una Demon Gazer costretta al ritiro forzato dalle scene e Fran, un’audace imprenditrice che ha deciso di aprire una locanda in mezzo al nulla, Oz si troverà giocoforza a collaborare con loro e gli altri personaggi che abitano la Dragon Princess Inn cercando di impedire un’imminente invasione di demoni.
Damon Gaze non si può di certo definire originale sotto in profilo narrativo, anzi sembra buttare nel calderone qualsiasi clichè e stereotipo del genere, dalla perdita di memoria del protagonista che nasconde oscuri risvolti, alla minaccia incombente che vede il classico risveglio del signore del male pronto a portare distruzione. Detto questo però, nonostante una certa piattezza per quanto riguarda l’incipit, la storia tutto sommato si fa apprezzare, soprattutto nella seconda metà del gioco, quando si entra nel vivo degli eventi ed ogni tassello andrà a ricostruire il passato di Oz e degli altri NPC. A rendere la storia stuzzicante ci pensano le numerose situazioni sempre a cavallo fra il fanservice più spudorato e l’ecchi, imbastite dagli abitanti della Dragon Princess Inn, che oltre a fornirci alcuni servizi di importanza vitale si confrontano e relazionano con noi sviluppando rapporti che ci faranno diventare più intimi con ognuno di loro.

Il cast di comprimari raccoglie quanti mai stereotipi possibili, dal personaggio “pervertito” al serio e tenebroso fino ad arrivare alla moe di turno, alla quale è impossibile non affezionarsi per i suoi modi impacciati e la sua tenerezza, ma anche qua come per il discorso trama, sebbene molte delle situazioni esulino da quello che è lo svolgimento degli eventi, ogni personaggio trova una sua perfetta collocazione nel mondo di Demon Gaze. Ogni interazione all’interno della locanda, il centro nevralgico del gioco, si sviluppa ricalcando le meccaniche classiche di una visual novel, con i vari personaggi rappresentati tramite le loro silhouette, tonnellate di linee di testo e, ogni tanto, qualche risposta multipla che influenzerà la conversazione. Gli spostamenti fra le varie aree della locanda avvengono tramite menù, che ospita una mappa per ognuna delle tre macro aree della Dragon Princess Inn, la hall, gli alloggi e la zona dei negozi. Le zone comuni della locanda ospitano i più svariati servizi, dalla bacheca dove vengono raccolte le quest secondarie, alla SPA dove rilassarsi e concedersi un makeover estetico fino al sotterraneo dove trova spazio la sempre poco vestita Prometh che ci offrirà i suoi servigi per riportare in vita i compagni caduti in battaglia o ci permetterà di potenziare il nostro equipaggiamento. Salendo ai piani superiori, troveremo le camere del nostro party, una per ogni membro della squadra, che potranno essere abbellite con mobili e accessori che conferiranno miglioramenti alle statistiche dei giocatori. All’ultimo piano trova spazio l’alloggio di Fran, la proprietaria, l’armeria e il negozio dove rifornirsi del necessario prima di scendere in battaglia. Visiteremo spesso Fran per avere ragguagli sulla nostra missione, rendere utilizzabili i demoni catturati e per saldare i numerosi debiti contratti nel corso del tempo. La venale proprietaria si occuperà anche di gestire l’affitto delle camere che andremo ad usare e che dovremo pagare ogni qual volta torneremo al campo base, oltre a fornirci supporto per i nuovi membri della squadra che potranno essere assoldati tramite i suoi servigi sempre previo pagamento.

Angeli e Demoni

Demon Gaze si presenta come un classico dungeon crawler a turni, con un approccio al genere abbastanza semplice e di facile apprendimento anche per chi non mastica questo sottogenere di RPG. Nel gioco potremo controllare fino ad un massimo di cinque personaggi, che si uniranno a noi nell’esplorazione dei numerosi dungeon che dovremo visitare in ogni sua parte prima di arrivare all’inevitabile scontro finale. Per ogni combattente potremo selezionare una delle cinque razze disponibili, ognuna con i suoi punti di forza e le sue debolezze, per poi passare alla scelta della classe, momento fondamentale in quanto delineerà lo stile di lotta del personaggio. Si potrà decidere ci creare una squadra più improntata sulla forza bruta puntando su elementi d’attacco come il Lottatore, il Paladino o il Samurai, equilibrare il tutto grazie a personaggi di supporto come il Ranger o il più versatile Assassino, fino a ricorrere a gli immancabili Healer e lo Stregone che con le loro magie saranno perfetti per agire a distanza. Il party può essere schierato su due linee di lotta, una frontale soggetta agli attacchi nemici ma più efficace in fase d’attacco, l’altra posteriore più riparata ed adatta alle strategie a lungo raggio d’azione. Ciascuno dei lottatori potrà accedere a diverse azioni, come effettuare semplici attacchi, ricorrere all’uso di skill e magie o giocare in difesa limitando i danni o usando oggetti per il recupero, il tutto effettuabile tramite un menù gestionale a cascata, con la possibilità di operare azioni automatiche ripetendo quelle del turno precedente ogni qual volta ce ne sia il bisogno.
Ogni dungeon sarà completamente esplorabile in prima persona, mentre lo schermo di gioco ospiterà la mappa del sotterraneo, che si comporrà passo dopo passo e fino ad articolarsi su più livelli nelle fasi avanzate. Ognuno proporrà situazioni uniche come ostacoli, trabocchetti o impediranno, come nel caso delle zone subacquee, l’uso di magie mentre di tanto in tanto saremo chiamati a risolvere qualche semplice enigma che obbligherà il giocatore a ragionare prima di arrivare allo scontro con il boss di turno che sarà affrontabile solamente dopo aver attivato tutti i Circle della zona. Questa sorta di altari permetteranno di evocare alcuni nemici tramite degli artefatti raccolti sconfiggendo le varie mostruosità incontrate nel corso dell’avventura e diventeranno motivo principale delle nostre attenzioni in quanto ogni gemma corrisponderà ad un equipaggiamento diverso e sarà la fonte primaria del nostro armamentario. L’essenza del crafting diventa ossessiva e necessaria per proseguire nell’avventura, costringendo a ripercorrere più volte le strade già battute per riaffrontare i Circle con la speranza di ottenere nuovi equip migliori.  Anche i combattimenti si svolgeranno in prima persona e sullo schermo verranno schierate le orde di nemici, che appariranno in numero sempre più crescente mentre il nostro party sarà visualizzato lateralmente tramite icone che ne indicano lo stato e i relativi valori legati ai punti vita e quelli magia.

Gotta Gaze’em all

Cuore del combattimento è l’impiego in battaglia dei demoni catturati che si uniranno a noi e ci forniranno supporto, scontro dopo scontro. Ogni demone, dei 10 disponibili, vanterà caratteristiche ed abilità uniche che potranno essere sfruttate a nostro vantaggio. Troveremo demoni votati all’attacco che aumenteranno la nostra forza, altri che ci forniranno supporto incassando per noi i colpi nemici difendendo i nostri preziosissimi punti vita o che ci cureranno per evitare il game over. Importanti anche le abilità passive che si attiveranno una volta impostato chi portare con noi e del quale potremo sfruttare gli effetti benefici in battaglia. Ad inizio turno, Oz può decidere se evocarne uno o utilizzare una delle sue abilità. Qualsiasi scelta andremo ad operare questa consumerà la Demon Gauge, una barra che regolerà la durata del Demon in battaglia. Bisognerà fare attenzione a non consumarla interamente, in quanto una volta svuotata il demone entrerà in una sorta di modalità berserk chiamata Caos, che lo spingerà ad attaccare chiunque trovi su schermo, noi compresi e costandoci la partita. Questo stato potrà anche essere indotto temporaneamente e in maniera controllata, sfruttando a nostro vantaggio tutta la sua rabbia, a patto però che la sua barra non scenda sotto livelli d’allerta. Maggiore sarà l’uso che ne faremo in battaglia, migliore sarà la fedeltà che si stabilirà fra noi e il demone, che non solo gli permetterà di imparare nuove abilità ma inizieranno ad agire da soli, entrando in battaglia per un turno senza che vengano evocati. Nelle prime fasi di gioco potremo portare con noi solamente un demone alla volta obbligandoci a ricorrere ai Cirlce per poterli scambiare e sfruttare le loro abilità. Salendo di livello, Oz otterrà nuovi slot nei quali inserire i demoni catturati, creando varie combinazioni e stili di lotta variegati per approcciare anche i boss più ostici.
In Demon Gaze troviamo anche un sistema simile a quanto visto nella serie Dark Souls. Infatti sarà possibile lasciare all’interno della mappa di gioco alcuni messaggi contenenti avvertimenti, consigli o suggerimenti su quello che staremo per trovarci davanti e che si sincronizzeranno ogni volta che lasceremo la locanda per avventuraci in uno dei dungeon. Nonostante il gioco sia abbastanza abbordabile specialmente per i novizi che troveranno in Demon Gaze un buon punto di partenza per un genere così anacronistico come quello dei dungeon crawler e saprà tenere impegnato il giocatore per diverse ore, con alcuni passaggi decisamente impegnativi che richiederanno doti strategiche e tanta pazienza per essere superati, con picchi di difficoltà ben sopra la media ma mai tediosi da scoraggiare. Dispiace che manchi il supporto ad alcune delle feature di PS Vita che si limitano all’uso del touch screen durante l’utilizzo della mappa, con la possibilità di consultarla e impostare una meta per lo spostamento automatico tramite l’uso delle dita.

L’estetica del male

Demon Gaze non è un titolo che impressiona visivamente ma chi conosce bene il genere dei dungeon crawler sa che questo aspetto è totalmente accessorio. Molto simili fra loro i labirintici dungeon che andremo a visitare, che si differenzieranno solamente grazie ai temi delle varie aree che tenderanno però a ripetersi per tutta la durata dell’esplorazione. Dove Demon Gaze si fa notare però è nel suo piacevole character design che dimostra di essere particolarmente curato, delineato da un tratto piacevole e ricco di carattere. Assente qualsiasi forma di filmato, ogni interazione fra i personaggi sarà scandita dalle loro silhouette animate solamente per quanto riguarda la mimica facciale che si adatterà alle situazioni e poco altro, così come le animazioni di mosse speciali e dei nemici, boss compresi sarà ridotta all’osso se non per qualche effetto durante le mosse più scenografiche.Come sempre troviamo la possibilità di scegliere fra il doppiaggio originale giapponese o quello creato ad hoc per la versione occidentale, con l’adattamento dei testi nella sola lingua inglese. Interessante la collaborazione con la Vocaloid IA per la realizzazione delle tracce di Demon Gaze, che presta la sua voce non solo per la canzone d’apertura ma per molti dei temi dedicati alle battaglie, rendendo anche gli scontri più semplici decisamente avvincenti. La soundtrack si rivela una piccola sorpresa per la qualità dei brani che donano un certo spessore, accompagnando il gioco nei suoi momenti più importanti e spaziando fra vari generi in un mix di sonorità decisamente azzeccato.  

Scheda Prodotto
Data di uscita: 29/04/2014
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In conclusione...
7.5
“Ma perché "quella" è sempre nuda?”
Demon Gaze è una piacevole sorpresa. Sebbene meno impegnativo rispetto ad altri titoli, Demon Gaze saprà comunque intrattenere per diverse ore grazie ad un combat system sviluppato sull'uso dei demoni piuttosto interessante, capace di plasmarsi sullo stile di combattimento del giocatore. Anche se la storia pecca di originalità propone diversi spunti interessanti e risvolti inaspettati, a patto di digerire i lunghi e prolissi siparietti che il gioco offre, spesso fini a se stessi in virtù di un fanservice a tratti troppo opprimente. Chi sa sempre si è tenuto alla larga dai dungeon crawler per paura di trovarli poco accessibili, potrebbe cogliere l'occasione di provare Demon Gaze, avvicinandosi così in maniera quasi indolore al genere, mentre gli sfegatati di questa categoria di RPG possono tranquillamente aggiungere mezzo punto al voto, in quanto troveranno pane per i loro denti.
Sistema di combattimento ricco di spunti interessanti
Sviluppo della trama divertente...
Adatto a chi si avvicina al genere per la prima volta
x Tecnicamente non brillante
x ...sebbene non proprio originale
x Feature di PS Vita poco sfruttate

due parole sull'autore
Giacomo è il nonno del gruppo e giocatore fin dall'alba dei tempi. Finché non crepa, potete leggere i suoi deliri senili su queste pagine, che sopravviveranno al loro autore anche se chiudessimo il sito entro l'anno.
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