Recensione
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Tutto l’insensibile humor (involontario?) di GLaDOS, 60 camere di test e cubi da compagnia. Bridge Constructor Portal è un’esperienza che scorre alla grande anche senza utilizzare il Gel Propulsore (ma per fortuna decide di utilizzarlo lo stesso).

La tetrafobia – definizione più o meno ripresa da Wikipedia – è una forma di paura nei confronti del numero 4 particolarmente diffusa in Oriente. Questi giapponesi sono sempre avanti, verrebbe da dire: Gabe Newell si è fermato esattamente un’unità prima, visto che le Proprietà Intellettuali di Valve rifuggono sistematicamente dal numero 3. Half Life 3 è tutt’ora una chimera, Team Fortress ha visto un solo sequel nonostante il successo dei suoi cappelli. Portal? Anche questa serie è ufficialmente ferma dove l’abbiamo lasciata nel 2011… O quantomeno fino ad oggi. Bridge Constructor Portal non sarà un vero e proprio terzo capitolo della serie, ma attenzione a chiamarlo spin-off: l’atmosfera della serie si respira tutto e la filosofia del mondo di Chell e GLaDOS si cuce alla perfezione sul DNA di ClockStone Software. Il risultato è che 60 camere di test dopo l’autore di questa – ennesima – bizzarra recensione ha fatto fatica a staccarsi dallo schermo del suo iPad per passare allo schermo e alla tastiera del suo laptop e scrivere queste righe. E tutt’ora si sta interrogando sul perché lo sta facendo, visto che la vostra felicità di fan del Genetic Lifeform and Disk Operating System è distante 4.99€ su App Store (o 9.99€ su Steam – nel corso del 2018 anche su console). Facciamoci un favore, pigiate il tasto Mi Piace, andate sul marketplace che preferite e lasciatemi stare, non ve ne pentirete.

Versione testata: iOS (iPad 2017)

Still Alive
Il nome dice tutto, e se non vi siete ancora fiondati sullo store avete dei problemi

Ancora qui? E va bene, vediamo di parlare un po’ di Bridge Constructor Portal. Il nome è abbastanza esplicativo, quindi a meno che non abbiate evitato la mai troppo osannata Orange Box come la peste (che aspettate a rimediare?) dovrebbe bastare a spiegare più o meno esattamente cosa state andando ad acquistare – anche se ancora non lo sapete. Si tratta di un crossover tra la serie di ClockStone Software e quella che è una delle IP più spiazzanti della passata generazione, che riesce nell’impresa tutt’altro che semplice di pattinare agilmente sul ghiaccio sottile del “ma darci un capitolo 3?” e dello scetticismo confezionando un punto di incontro ideale tra i due franchise. Perché il gameplay di base è quello di Bridge Constructor e beh… Bisogna costruire dei ponti (duh) che stiano su possibilmente abbastanza tempo da far passare i conducenti di Aperture Science dall’ingresso all’uscita della camera di test. Ma allo stesso tempo, e se avete letto “Aperture Science” e “camera di test” dovreste averlo capito, si respira Portal ad ogni livello dell’esperienza. L’umorismo della serie è tutto lì, insensibile e incurante dell’incolumità degli sventurati impiegati che capitano sullo schermo come ce lo ricordavamo, e soprattutto è lì GLaDOS, sempre pronta a dispensare consigli di dubbia utilità e di un’ironia disarmante e a dire la cosa sbagliata al momento sbagliato. Ma con i tempi comici giusti.

Insomma, Bridge Constructor Portal è Portal, anche se non stiamo impersonando Chell e i portali hanno un colore diverso (vilipendio! – no, in realtà c’è una motivazione pratica e viene data anche in-game).

Ci sono tutti gli elementi che i due capitoli della serie principale ci hanno insegnato ad amare, dall’iconico cubo da compagnia fino ai gel di Portal 2, e man mano che le camere introducono questi nuovi elementi, posizionando strategicamente laser e torrette robot in modo da farci scervellare alla ricerca della soluzione del puzzle (ah, non avevamo detto che è un puzzle game? E ce ne era bisogno?) non ci si può non sentire a casa. Il mondo di gioco sarà diventato bidimensionale, ma le logiche di funzionamento sono sempre le stesse. I portali continuano a conservare la quantità di moto di qualunque cosa venga spinta al loro interno, le torrette continuano a sparare a vista e i Gel funzionano esattamente come nel secondo capitolo. Quello che cambia è solo l’approccio al puzzle, che – questo sì, ve lo abbiamo già detto – è ripreso da Bridge Constructor e giustifica la scritta “Bridge Constructor” sotto l’icona dell’app.

I’m making a note here: huge success!
Il gameplay è poco meno di una droga. Ma di quelle che non vi fanno dormire la notte, facendovi contare i carrelli invece delle pecore

Gli strumenti base a disposizione sono due. O meglio, in realtà tre, visto che i sostegni rigidi possono essere trasformati con un tap in carreggiate, in modo da costruire una superficie che il carrello (e il suo guidatore, ma è un effetto collaterale) può percorrere. Questi due elementi condividono le caratteristiche e le dimensioni, potendo allungarsi di una quantità predefinita e, in buona sostanza, comportandosi come oggetti rigidi con tutte le conseguenze del caso. Cosa che ovviamente non vale per il quinto terzo elemento, le corde elastiche che possono essere utilizzate in caso di necessità per dare più stabilità alle costruzioni, vantando una capacità di allungamento più vasta e un comportamento più… elastico (si, non dovremmo ripetere più volte la stessa parola ma alla fine il concetto è quello). Tradotto: la risposta in caso di sollecitazioni – cioè, al passaggio dei carrelli – è più mobile e potrebbe causare delle oscillazioni della struttura. Ri-tradotto: occhio, potrebbe venire giù tutto, soprattutto quando dopo aver fatto passare il primo carrello si preme sul tasto “Convoglio” e si dà inizio alla transumanza di tutti i trasportatori in attesa nel tunnel, con la conseguenza di dover gestire più elementi sullo schermo. Può infatti capitare e ci è capitato che una soluzione buona per far passare un solo carrello non andasse bene nel caso del Convoglio, bloccandosi a metà, distruggendosi o causando incidenti inattesi che impediscono il completamento della camera di test in questa modalità (per accedere alla successiva, comunque, è sufficiente far passare di là solo il primo carrello).

 

bridge constructor portal esempio

Adattamento per mobile a dir poco ottimo

La sfida insomma è davvero ben ponderata e l’esperienza di gioco è più che soddisfacente, e la versione per il mercato mobile che abbiamo voluto provare è decisamente all’altezza delle nostre altissime aspettative: il prezzo è la metà di quanto previsto su Steam, i contenuti sono gli stessi e la conversione dei controlli, quantomeno su iPad (ma visto che si può usare il pinch to zoom a piacere, verrebbe da dire anche su iPhone) è intuitiva e fatta rispettando quella che è l’Esperienza Utente cui ormai siamo abituati davanti ad un touch screen. Ora, potremmo entrare nei dettagli e spiegarvi per filo e per segno tutti i controlli a disposizione e come funzionano su iOS e Android, ma come detto abbiamo di meglio da fare e – ormai a questo punto dovreste avere una discreta scimmia sulle spalle anche voi – anche voi potete impiegare in modo più produttivo il vostro tempo. Quindi buscatevi uno screenshot preso direttamente dal menu di gioco che vale più di tutto quello che potremmo vomitarvi a schermo e tirate le vostre somme: è più che sufficiente per capire se volete la maggior precisione del mouse o preferite portarvi appresso il pacchetto ludico. E abbiamo già chiarito quanto costa in termini di euro la differenza, per cui abbiamo la coscienza pulita.

bridge constructor portal controlli

In conclusione...
9
“IL crossover”
Bridge Constructor Portal è Portal. Chiaramente è anche Bridge Constructor, ma è sopratutto Portal, per cui se siete appassionati della pazza e disarmante serie di Valve non potete farvelo scappare (se non siete appassionati della serie invece o non l'avete ancora giocata - invidia! - oppure siete semplicemente da rinchiudere). Viene colto alla perfezione lo spirito di tutte e due le serie, il gameplay funziona alla grande e c'è GLaDOS, non c'è veramente un solo motivo per cui non remunerare quei cari e bravi ragazzi di ClockStone Software. Ed averci distratto dall'esperienza di gioco per scrivere questa recensione è probabilmente la cosa più cattiva che avete fatto quest'anno, non mancheremo di riferirlo a Babbo Natale...
GLaDOS, serve altro?
Assuefacente
Controlli ben adattati su mobile
x Non è un prodotto per tutti (ma valeva anche per Portal)

due parole sull'autore
Laureato con disonore in Informatica e presunto webmaster del sito, tra una cosa e l'altra ha a che fare con la tecnologia praticamente da quando ne ha memoria. Potete leggere i suoi sproloqui in più o meno in qualunque articolo porti la sua firma o ascoltarli dalla sua viva voce premendo play su un episodio a caso di Gameromancer, il podast di I Love Videogames.
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