Anteprima
di
il 29 marzo 2017, 16:41

Il mondo degli sparatutto in prima persona non è mai stato così florido. La lotta che abbiamo assistito a partire dal Maggio 2016 tra Overwatch e Battleborn ha dato il via agli hero shooter, FPS con meccaniche simili a quelle presenti nei MOBA che hanno spopolato negli ultimi anni. Lo scontro è stato abbastanza impari fin dall’inizio: il titolo di Blizzard Entertainment ha annientato il lavoro di Gearbox Software gettandolo nel dimenticatoio in tempo zero. Combattenti come Tracer, Reaper e D.Va sono entrati nell’èlite dei personaggi preferiti dai videogiocatori di tutto il mondo grazie alla loro perfetta caratterizzazione. Andare contro Overwatch al momento sembra essere un’operazione kamikaze ma Hi-Rez Studios ha deciso di provarci con Paladins: Champions of the Realm. Il titolo è in closed beta nelle versioni Xbox One e PS4 dal 14 Marzo e punta sulla formula free-to-play per mettere sotto scacco re Blizzard.

Versione testata: PS4

 

 

Imitazione o plagio?

 

Todd Harris, cofondatore di Hi-Rez Studios, ha recentemente dichiarato durante un’intervista che le accuse di plagio rivolte al gioco sono totalmente infondate in quanto esso nasce come evoluzione fantasy di Global Agenda, titolo sviluppato dall’azienda nel 2010. Eppure fin dal primo accesso alla beta la somiglianza con Overwatch appare innegabile: il tutorial iniziale è pressoché identico a quello di Blizzard e il personaggio utilizzato (Viktor) è un militare con abilità analoghe a quelle di Soldato-76 (anche se con aspetto simile ai mercenari di Team Fortress). Il gioco contiene al momento ventidue paladini divisi in quattro categorie (Front Line, Damage, Support e Flank). È innegabile che i personaggi siano caratterizzati molto bene, ma è altrettanto innegabile che alcuni siano palesemente “ispirati” agli eroi di Overwatch: Fernando è simile nelle abilità e nell’aspetto a Reinhardt, Barik a Torbjörn, Androxus a Reaper e così via. Il prendere spunto da un titolo pluripremiato e che è stato in grado di creare una fanbase enorme a livello mondiale è sintomo di intelligenza da parte di uno sviluppatore, ma l’eccessiva somiglianza al metro di paragone porta ad un senso di già visto.

 

recensione
Overwatch
Il Maggio appena conclusosi è stato sicuramente un mese d’oro per lo sparatutto in prima persona. Dopo un aperitivo firmato Geabox mescolando, con Battleborn, due parti di Borderlands ed una di MOBA e l’ottima portata principale cucinata da id Softwa...

 

Le modalità presenti in questa versione del gioco sono quattro e anche in questo caso Hi-Rez Studios non ha brillato in originalità. Le partite Siege richiedono al giocatore di conquistare un’area e successivamente scortare un carico fino a destinazione. Payload è analoga alla precedente ma oltre a trasportare un carro sino alla meta si dovrà anche bloccare il team nemico. Interessante la modalità Survival, un deathmatch in cui vince la squadra che riesce a sopravvivere  senza il respawn dei personaggi. Infine, per i giocatori inesperti che non vogliono ancora buttarsi nella mischia contro altri utenti reali, PVE Challenge propone sfide contro paladini gestiti dall’AI del gioco. Come avrete notato sono tutte modalità già presenti in Overwatch. Nonostante sia difficile inventare qualcosa di nuovo all’interno di un hero shooter, aggiungere qualcosa di più attinente al tema cavalleresco dei paladini non sarebbe un peccato. Il gioco è ancora in beta e speriamo che lo spirito medievale evocato dal titolo venga maggiormente sviluppato. Al momento l’unico elemento presente che richiama ai paladini è la corsa a cavallo che trasporta i combattenti dalla safe zone al campo di battaglia, un po’ poco per riuscire a dare coerenza al mondo di gioco.

 

 

Quindi Paladins è un plagio? No. Le meccaniche di gioco rendono questa esperienza interessante grazie all’utilizzo di carte che possono essere ottenute all’interno dei forzieri sbloccati in battaglia o acquistandole con la valuta di gioco. All’inizio di ogni partita, il paladino selezionato può scegliere un set di carte personalizzabile con cui affrontare lo scontro. Ogni carta ha un proprio effetto e sarà quindi fondamentale decidere quali utilizzare per migliorare le statistiche e le skill del personaggio. Le carte sono suddivise in base alla loro rarità (comune, non comune, epica e leggendaria) e sarà veramente difficile riuscire a sbloccarle tutte. Inoltre durante le partite si guadagneranno dei crediti che potranno essere utilizzati all’interno della safe zone per comprare alcuni potenziamenti in grado di migliorare momentaneamente le statistiche del nostro paladino. Queste caratteristiche offrono una componente strategica molto interessante che allunga la rigiocabilità del titolo e che porta il gioco ad essere qualcosa di più rispetto ad un semplice sparatutto. Il gameplay è piacevole, veloce e divertente anche se al momento ci sono dei problemi nella calibrazione dei personaggi che rendono frustranti le partite. Da rivedere in vista dell’uscita della versione definitiva anche le animazioni dei paladini (che presentano a volte evidenti glitch) e il comparto sonoro.

In conclusione...
Paladins: Champions of the Realm è evidentemente ispirato al ben più famoso Overwatch, ma rimane comunque un'esperienza piacevole. La formula free-to-play è una manovra molto intelligente da parte di Hi-Rez Studios per potersi inserire all'interno di un mercato che al momento ha un solo padrone. Bisognerà vedere se la versione definitiva riuscirà a ritagliarsi un posto rilevante all'interno degli eSport o rimarrà schiacciato sotto il peso dell'enorme successo del titolo di Blizzard. Sarebbe apprezzabile uno sforzo di inventiva da parte degli sviluppatori per poter offrire un'esperienza che possa catapultare veramente il giocatore nel mondo medievale dei prodi paladini presenti nel titolo. Il gameplay divertente e l'introduzione delle carte fanno per il momento promuovere il titolo nonostante la scarsa l'originalità.
Gameplay frenetico e divertente
Centinaia di carte potenziamento da utilizzare
Personaggi ben caratterizzati...
x ...anche se troppo simili a quelli di Overwatch!
x Modalità di gioco già viste
x Problemi alle animazioni dei personaggi
x Sonoro da rivedere

due parole sull'autore
Giocatore fin da quando aveva quattro anni, apprezza ogni tipo di gioco ma se si spara è meglio. Il retrogaming è il suo pane quotidiano anche perché spendendo tutti i soldi in questa passione non ha più manco un centesimo per il cibo. Toccategli tutto ma non Magikarp.
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