La genialità di un artista fatta videogioco
Anche Zero Time Dilemma presenta numerosi riferimenti alla cultura scientifica. Questa volta, a farla da padrone è il mondo del calcolo delle probabilità. In ogni momento del gioco vi si fa continuamente riferimento, mostrando ad ogni buona occasione percentuali su percentuali in merito alla probabilità che un dato avvenimento si verifichi o meno. Persino alcuni Decision Game saranno interamente basati su questo tema, rendendo casuale l’esito delle proprie scelte come nel caso del problema di Monty Hall.

 

Il giocatore dovrà scoprire l’identità di Zero
Ma la genialità di Kotaro Uchikoshi non si esaurisce neanche in questo. L’intero gioco è disseminato di indizi, tra i quali ve ne sono alcuni invisibili persino al giocatore più attento. Ogni singolo dettaglio sarà importante e vi sarà implicitamente richiesto di porvi quanta più attenzione possibile se vorrete capire autonomamente l’identità di Zero. Infatti, tutto dipenderà dal giocatore e non ci saranno eventi scriptati che vi porteranno alla risposta, in una soluzione che per certi versi vi lascerà completamenti soli. Certo è che, con tutta l’importanza data al calcolo delle probabilità, viene certamente offerta anche la possibilità di tirare ad indovinare: prima o poi andrà bene.

Un epilogo piuttosto splatter
Tra i vari capitoli della saga di Zero Escape è stata sempre presente una variazione nello stile e nel design di ciascun capitolo. Le differenze tra i primi due capitoli erano però minime, in special modo se messe in confronto con le modifche apportate da Zero Time Dilemma.

 

Zero time dilemma è più violento che mai
Dalle scene raccontate di 999 con la sola presenza di un box per i dialoghi, si è passati a VLR che aggiunge anche le immagini dei soggetti di una conversazione, con animazioni più o meno semplici ma che perfettamente si adattavano alla natura di visual novel del titolo. In Zero Time Dilemma c’è un’ulteriore evoluzione, con la presenza di modelli poligonali che si spostano lungo le varie stanze. Il risultato non è però dei migliori, in particolar modo quando si guarda proprio al modo in cui i personaggi tridimensionali tendono a muoversi. Il terzo capitolo della saga assume inoltre toni decisamente più cupi, eliminando quasi del tutto quelle brevi sezioni che sono sempre servite a spezzare il tono serio della narrazione. Assai più frequenti sono anche le scene puramente violente, con una quantità di contenuti splatter decisamente sopra le righe.

 

La realizzazione dei poligoni e specialmente quella dei volti di ognuno, grazie alle opzioni per ridurre l’aliasing, godono di un risultato decisamente migliore che probabilmente farà chiudere un occhio a molti sul resto della realizzazione tecnica.

 

MINIMI:

  • Sistema operativo: Windows 7
  • Processore: Intel Core i3-530 CPU 2.93 GHz o superiore
  • Memoria: 4 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX650 1GB o AMD HD 7700 1GB (Supporto a DirectX 11 richiesto)
  • DirectX: Versione 11
  • Memoria: 4 GB di spazio disponibile
  • Scheda audio: DirectX 9.0c
CONSIGLIATI:

  • Sistema operativo: Windows 7
  • Processore: Intel Core i5-3570K CPU 3.40GHz o superiore
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX650 1GB o AMD HD 7700 1GB (Supporto a DirectX 11 richiesto)
  • DirectX: Versione 11
  • Memoria: 4 GB di spazio disponibile
  • Scheda audio: DirectX 9.0c
CONFIGURAZIONE DI PROVA: 

  • Sistema operativo: Windows 10 Pro 64bit
  • Processore: Intel Core i7-3770k @3.90GHz
  • Memoria: 16GB di RAM @1600MHz
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 580 3GB vRAM
  • DirectX: Versione 12
In linea di principio, i requisiti di sistema per la parte grafica sono più che alla portata di praticamente chiunque. Questo è vero soprattutto perché il gioco fa un uso assai massivo della CPU, riducendo invece il carico di lavoro della scheda video. Infatti, mantenendo tutti i filtri possibili attivati, abbiamo giocato a 1080p con un framerate costante a 60fps, con CPU e GPU che mantenevano un carico costante del 50% e con soli 700MB di vRAM utilizzati.

 

Per quanto riguarda la componente sonora, invece, il lavoro è più che eccellente, con un doppiaggio, disponibile in doppia versione tra inglese e giapponese, che perfettamente riesce a coordinarsi con i vari toni e le varie situazioni presentate in Zero Time Dilemma. Anche la colonna sonora merita menzioni positive, ricordando che è ancora possibile ottenerla gratuitamente acquistando il gioco su Steam.

1 2
Verdetto
9 / 10
Mi sembra ovvio che 999 e VLR siano necessari per capirne la trama
Commento
Finalmente tutto ha avuto una fine. Quella di Zero Escape è senza ombra di dubbio tra le migliori trilogie di sempre, con una trama che bene o male si mantiene sempre al top, nonostante qualche sua forzatura, grazie anche a personaggi sempre eccellenti con una caratterizzazione inarrivabile per molti. Kotaro Uchikoshi è senza ombra di dubbio un vero e proprio genio, un genio folle sicuramente, ma che dobbiamo soltanto ringraziare per averci dato la possibilità di vivere una storia simile. Alla luce di quanto scritto nel corso di questa recensione, non si può non consigliare a chiunque e a occhi chiusi di iniziare questo viaggio, partendo da 9 Hours, 9 Persons, 9 Doors sino a Zero Time Dilemma e passando prima per Virtue's Last Reward. E, soprattutto, non preoccupatevi se sentirete un senso di stranezza quando avrete finito, non abbiate timore di avere le vostre opinioni, perché dopotutto il genio dell'artista sta anche nel riuscire a creare un'opera che sappia far discutere per giorni e giorni i propri fan e non si può dire che Uchikoshi non ci sia riuscito.
Pro e Contro
Trama sempre geniale
Completa coerenza in ogni momento
Caratterizzazione dei personaggi
Epilogo degno per una grande trilogia
Comparto audio
I richiami scientifici

x Qualche forzatura nella trama
x Pochi approfondimenti
x Sezioni "Escape the Room" troppo semplici
x Animazioni dei personaggi non al top

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