Gameromancer 27: il videogioco come viaggio atrale/sega mentale

Recensione Tales of the Abyss

La serie di “Tales of” è per popolarità e volume di vendite la quarta serie di J-RPG in Giappone, dopo i grossi nomi come Pokémon, Dragon Quest e Final Fantasy. Da noi è molto meno conosciuta, complici il ridotto interesse degli occidentali per il genere e, soprattutto, una distribuzione europea discontinua, a singhiozzo, spesso con enormi ritardi rispetto non solo alle uscite giapponesi ma anche a quelle americane. Nonostante il rinnovato interesse per la serie grazie all’uscita occidentale di Tales of Symphonia per Nintendo Gamecube nel 2004, inspiegabilmente Namco Bandai decise di pubblicare il successivo capitolo, Tales of the Abyss per PS2, esclusivamente in Giappone (2005) ed America (2006), lasciando l’Europa orfana di uno dei J-RPG più acclamati della scorsa generazione. A distanza di 5 anni qualcosa è cambiato: su 3DS è appena arrivato un fedele port di quel gioco che per noi è rimasto “lost in translation” per un lustro e, una volta tanto, noi europei riusciamo a metterci sopra le mani con svariati mesi di anticipo rispetto ai colleghi d’oltreoceano. Riuscirà Namco Bandai con questo a farsi perdonare o i suoi sforzi saranno giunti fuori tempo massimo? Scopriamolo insieme.

Passato e futuro

Tales of the Abyss prende luogo sul pianeta Auldrant, un luogo composto da particelle elementari chiamate Fononi. Durante gran parte della storia di Auldrant sono stati conosciuti solo 6 tipi di fononi: d’Ombra, di Terra, di Vento, d’Acqua, di Fuoco e di Luce. Un giorno venne scoperto un settimo fonone, quello del Suono, un fonone incredibilmente potente poiché permette al suo utilizzatore di prevedere il futuro. Un “settimo fonista” particolarmente abile, Yulia Jue, utilizzò questo potere per redigere lo “score” (spartito), una imponente profezia sui millenni a venire, e lo lasciò inciso su delle pietre chiamate “fonstones”. Nel corso dei secoli, le nazioni di Kimlasca-Lanvaldear e Malkuth si sono contese il controllo di queste pietre nella speranza di usarle per anticipare le mosse dell’avversario. Nel frattempo, una organizzazione religiosa e militare, l’Ordine di Lorelei,è nata per preservare lo score e mantenere la pace: essi venerano Yulia Jue ed agiscono come cuscinetto nei conflitti tra le due nazioni. In questo mondo dalle così complicate premesse ci ritroveremo ad impersonare Luke fon Fabre, il figlio diciassettenne del duca Fabre del regno di Kimlasca.
Sette anni prima degli eventi narrati nel gioco, Luke venne rapito dall’impero di Malkuth. Nessuno sa cosa avvenne durante il suo periodo di prigionia, ma in seguito alla sua liberazione il ragazzo perdette completamente la memoria. Spinti dal timore che qualcosa possa accadere di nuovo al giovane, i duchi di Fabre stabilirono che Luke dovesse restare confinato nella villa familiare fino al raggiungimento della maggior età. Proprio nella villa, dove Luke trascorre le proprie giornate in maniera agiata ma terribilmente noiosa, prenderà il via la vicenda. L’irruzione di una strana ragazza causerà un fenomeno particolare ed i 2 si ritroveranno teletrasportati a migliaia di miglia di distanza, nel pieno dell’impero di Malkuth. Inizierà quindi un lungo viaggio di ritorno a casa in cui i due apprenderanno dell’incombente minaccia di una guerra tra le due nazioni e tenteranno, con l’aiuto di altri personaggi provenienti da entrambe le fazioni, di fermare l’imminente catastrofe.
Ovviamente, come in ogni JRPG che si rispetti, ciò è solo l’incipit, presto scopriremo che le cose non stanno come ci è stato fatto credere e dovremo svelare la verità sul mondo di Auldrant e su Luke stesso.

Qualche stereotipo di troppo

La trama del gioco, come potete notare da quanto appena riportato, è ricca ed elaborata e ci viene narrata con frequenti filmati e dialoghi. Non sono rari i colpi di scena, anche se la maggior parte di questi è facilmente prevedibile.
Abyss si rifà al mondo degli Anime e Manga non solo, come vedremo più avanti, nell’estetica ma anche sotto i punti di vista della storia e dei personaggi. Sebbene la qualità generale resti buona e la trama offra degli spunti inaspettatamente maturi su argomenti di natura religiosa e politica, il tutto può a tratti sembrare eccessivamente stereotipato e “già visto”, un difetto non esclusivo ad Abyss ma, a parere di chi scrive questa recensione, comune a tutti i Tales of.
Anche la quantità dei dialoghi è sinceramente esagerata: non soltanto si tratta di un titolo particolarmente centrato sulla storia, ma sono anche presenti una serie di dialoghi opzionali, detti skits, in cui i membri del team parlano tra loro, a volte realizzando piccoli momenti comici, altre volte fornendo approfondimenti sulla trama o sulle relazioni tra personaggi. Se da un lato il tutto aumenta l’attaccamento verso i personaggi, oltre a smorzare i momenti più drammatici, dall’altro l’eccesso è evidente e tutto il gioco (ma soprattutto le prime ore) viene soffocato da questa enorme mole di testo.
I personaggi, dal punto di vista caratteriale, risultano piacevoli ma eccessivamente bidimensionali: ognuno di loro incarna uno stereotipo ben definito e, se questo ce li rende immediatamente familiari, ci impedisce di farceli piacere fino in fondo.

Un manga da giocare

Come preannunciato poco fa, l’estetica del gioco richiama – e non poco – il mondo del fumetto e dell’animazione giapponese: la grafica è realizzata con uno stile cartoonesco ed il design dei personaggi è curato dal manga-ka Kōsuke Fujishima, famoso per il manga Oh Mia Dea! e per aver lavorato al design del precedente Tales of Symphonia e alla serie Sakura Wars di SEGA.
Il gioco è interamente tridimensionale e conta una grande varietà di ambienti: città, deserti, passi montani, foreste, castelli, grotte, perfino un tetro mare di miasma sotterraneo. La trasposizione su 3DS si rivela decisamente fedele all’originale, non ci sono tagli di sorta e a tratti le texture appaiono più pulite di quelle della versione PS2. I tempi di caricamento geologici della versione originale sono stati ridotti a manciate di secondi ed anche nelle fasi di combattimento più concitate il gioco è sempre fluido e reattivo. Non è così, invece, durante le fasi di spostamento sulla mappa, dove TotA mostra dei vistosissimi rallentamenti (gli stessi che erano presenti nella versione PS2, ndr). Altro difetto non trascurabile, questa volta di taglio grafico, è la cattiva implementazione dell’effetto 3D stereoscopico: spesso accade che con il 3D attivato la grafica del gioco presenti fastidiosi effetti di ghosting (la cosiddetta “vista doppia”) e venga a perdersi parte della brillantezza dei colori.
Le musiche sono curate dal compositore Motoi Sakuraba, buon mestierante che in passato ha lavorato su decine di titoli tra cui molti delle serie di Tales, Star Ocean, Valkyrie Profile e Baten Kaitos. La colonna sonora è solida e rientra appieno nelle aspettative del genere, anche se forse nonsi tratta di uno tra i lavori più ispirati di Sakuraba. Una nota di merito va invece al buon doppiaggio inglese, che copre tutte le cutscenes ed i dialoghi in-game ad eccezione degli skits.

È l’ora di menare le mani!

Il sistema di combattimento del gioco è ripreso in larga parte da quello di Tales of Symphonia ed è simile a quello dei vari Tales. Vagando sulla mappa, o all’interno dei dungeon, potremo venir in contatto con dei nemici (non vi sono incontri casuali, i nemici compaiono sullo schermo e possiamo affrontarli o fuggire da loro a nostra scelta, ndr) ed il gioco passerà alla battle screen. Qui prenderemo il controllo di un membro del party (Luke di default, ma possiamo impostare chiunque) mentre gli altri 3 componenti agiranno controllati dall’IA. Durante la battaglia ci potremo muovere avanti o indietro, lungo una linea retta che unisce la nostra posizione a quella del nemico. Con un tasto effettueremo gli attacchi base e con un altro quelli speciali, mentre il terzo ed il quarto tasto serviranno rispettivamente per la parata e per aprire il menù. Infine, con i tasti dorsali potremo cambiare bersaglio o “sganciarci” dalla linea fissa col nemico per muoverci in posizioni diverse.
Il combattimento ha caratteristiche spiccatamente action e, pur tenendo conto della strategia e delle statistiche, un grande ruolo sarà giocato dalla tempestività nell’usare parate e nella nostra abilità a concatenare colpi in combo, quasi fossimo in un picchiaduro. Il comportamento in battaglia dei nostri compagni è interamente personalizzabile dal menù screen: è possibile indirizzarli verso l’attacco o la difesa, verso certe formazioni in battaglia piuttosto che altre, verso l’utilizzo di mosse speciali o mosse normali, e così via. Grazie a questo battle system i combattimenti sono frenetici ed esaltanti, sicuramente più vari rispetto alle classiche battaglie a turni.
Sfortunatamente con la trasposizione è andata perduta quella rudimentale forma di multiplayer presente nella versione PS2, in cui un secondo giocatore – inerte durante le fasi di esplorazione – poteva utilizzare un altro membro del team durante i combattimenti… Ma si tratta di un sacrificio di poco conto, data la forte impostazione single-player del gioco. Invece, la presenza del touchscreen consente di mappare su questo quattro ulteriori tasti “scorciatoia”, per avere sempre a portata di mano 4 ulteriori mosse speciali: una comodità di cui dopo poco è difficile fare a meno.

Verdetto
8 / 10
Finalmente in Europa un classico dei JRPG
Commento
Tales of the Abyss è il primo vero JRPG per 3DS ed è sicuramente un buon titolo. Tuttavia tutta una serie di elementi fanno pensare che Namco con la serie Tales si limiti a riproporre sempre la stessa formula. Senza dubbio si tratta di una formula che funziona, ma il gioco soffre per l'eccessivo affidamento a stereotipi ed elementi consolidati, e se questo era già vero 5 anni fa, oggi lo è ancora di più. Il port su 3DS è realizzato in maniera fedelissima, e se quanto detto prima non vi crea pensiero o semplicemente siete appassionati del genere non esitate a far vostro questo titolo atteso da ben 5 anni: non c'è occasione migliore. Unico monito: sfortunatamente TotA non è stato localizzato in Italiano, ma solo in lingua inglese. Quando imparerà Namco Bandai?
Pro e Contro
Il primo grande JRPG per 3DS
Per la prima volta in Europa
Tematiche interessanti
Tutto sommato un buon gioco

x Formulaico e un po' stereotipato
x Troppi dialoghi nelle fasi iniziali
x Effetto 3D mal realizzato
x Dov'è la localizzazione in Italiano?