Se è vero che i titoli Indie sembrano essere in forte competizione sull’alto livello di difficoltà da proporre al giocatore, è altrettanto vero che gli sviluppatori indipendenti sembrano non volersi impegnare per evitare una tendenza simile. L’ultimo lavoro di
Rotten Mage, studio di sviluppo con sede “
in un’isola soleggiata in mezzo al mare“, rispecchia perfettamente quell’apparente bisogno di fornire una sfida continua al giocatore, tentando al tempo stesso di garantire un certo grado di divertimento fino alla fine della partita.
Spacejacked, nello specifico, è nient’altro che un
tower-defense pseudo-gestionale con forti tinte
action, caratterizzato da un onnipresente senso dell’umorismo e dall’umile pretesa di non volersi prendere troppo sul serio.
Il titolo è disponibile su
Steam per
PC,
Mac e
Linux al prezzo di €9,99.
Versione testata: PC
“Mayday, mayday!”
Spacejacked è un tower-defense a tinte action
Come il nome stesso potrebbe far intuire,
Spacejacked è un titolo ad ambientazione fantascientifica che si svolge interamente tra le varie stanze di un paio di navi spaziali, nel tentativo di difendere i vari nuclei da ondate di alieni spietati e pericolosi. Nel corso di un’esplorazione, l’Ingegnere Spaziale
Dave Paprovsky e la sua squadra vengono attaccati da un’orda di alieni che riesce a rapire tre di loro, lasciando da soli il povero Dave (
che, come egli ripeterà più volte nelle schermate di caricamento, “Non si è arruolato per questo”) e il comandante della nave. Da quel momento in poi, la nave sarà attaccata quotidianamente da diverse ondate di alieni che tenteranno di distruggerla, mentre Dave e il suo team si avvicineranno sempre più al centro dell’orda aliena nel tentativo di salvare gli altri membri della squadra.
Il tutto viene narrato in una squisita grafica bidimensionale a 8-bit, così leggera e colorata da dare l’impressione di trovarsi all’interno di un
flash-game di alta qualità. Accompagnato da una colonna sonora ben più che orecchiabile per tutta la durata dell’esperienza,
Spacejacked non ha bisogno di sforzarsi troppo nel
level-design per colpire l’occhio del giocatore: grazie a colori vivi e un’interfaccia di gioco fortemente intuitiva, ogni area risulta piacevole alla vista e sempre particolarmente fluida da attraversare.
E la fluidità, in
Spacejacked, è un elemento a dir poco fondamentale: il giocatore sarà spesso costretto a teletrasportarsi da una stanza all’altra, vendendo e costruendo torrette a velocità improponibili nel solo tentativo di fermare un altro attacco alieno a uno dei
core della nave. Per questo motivo, la leggerezza del motore grafico gioca parecchio a favore dell’esperienza di gioco complessiva, che riesce a scorrere in maniera fluida su schermo praticamente in qualunque situazione.
“Mettilo sul mio conto!”
Dave dovrà costruire e smantellare continuamente le sue torrette per sopravvivere alle ondate
Trattandosi di un
tower-defense,
gran parte dell’esperienza di gioco ruota intorno alla costruzione (e allo smantellamento) di torrette per difendere i vari scompartimenti della nave. L’ingegner Dave sarà in grado di manipolare la gravità a suo piacimento in due sensi (
un po’ come avveniva già in VVVVVV), camminando sul soffitto o sul pavimento a seconda delle esigenze, e piazzando torrette ovunque la nave glielo consenta. Potendo scegliere tra tre diversi tipi di torrette da installare (
Laser, Stasi e a ripetizione),
il giocatore potrà elaborare strategie di volta in volta diverse per affrontare le orde di nemici; nella maggior parte dei casi, tuttavia, il
blaster in dotazione allo stesso Dave dovrà essere utilizzato come supporto alle torrette vere e proprie, allo scopo di arrestare l’avanzata degli alieni in maniera ancor più efficace. Sarà dunque piuttosto complesso difendere contemporaneamente più di una stanza, e basterà attardarsi più del dovuto all’interno di uno scompartimento per rischiare una rovinosa sconfitta nel giro di pochissimi secondi; e,
dopo alcuni livelli di riscaldamento, il giocatore si ritroverà di fronte a vere e proprie situazioni improponibili, con più stanze sotto attacco nello stesso momento e una quantità limitata di Metallo (
la “moneta” per costruire le torrette) da dover gestire in maniera equa.
Di conseguenza, dopo il primo quarto d’ora nella campagna in singolo, Dave inizierà già a spostarsi rapidamente tra una stanza e l’altra, costruendo e smantellando torrette e crivellando nemici col proprio blaster, o impiegando preziosi pezzi di metallo per riparare i nuclei danneggiati della nave.
Il processo di costruzione e smantellamento delle varie torrette, immediato in entrambi i casi,
permetterà al giocatore di costruire eserciti difensivi tanto letali quanto versatili, da poter rimodellare a seconda delle esigenze per affrontare una minaccia più o meno pericolosa; col tempo, i nemici si faranno sempre più resistenti, rapidi e agguerriti, e non sarà raro dover ricominciare ripetutamente un livello solo per poter elaborare una strategia di volta in volta più efficace; ed è proprio a quel punto che
Spacejacked inizia a diventare leggermente frustrante.
Dopo aver salvato il primo membro della squadra, il giocatore potrà partecipare quotidianamente a un piccolo minigioco (
Metallus) che gli permetterà di raccogliere una media di 30-40 pezzi di metallo in previsione della giornata successiva; spesso, tuttavia, i pezzi saranno comunque insufficienti per poter elaborare una strategia sempre valida, e sarà compito del giocatore organizzare le torrette e le stanze in modo che gli alieni possano essere fermati ogni singolo giorno. Fortunatamente,
il senso di respiro e soddisfazione dopo l’ennesima ondata è già una ricompensa più che sufficiente, che spingerà il giocatore al classico “
Ancora un giorno e smetto” che lo accompagnerà per tutta l’esperienza di gioco.
Grande Giove!
Spacejacked non si prende troppo sul serio, ma propone un gameplay ben riuscito
Tolti un paio di omaggi qua e là (
come il “Great Scott!” esclamato da – appunto – Scott e le comunicazioni radio in stile Codec),
Spacejacked è un titolo che, come già accennato in apertura, preferisce non prendersi troppo sul serio, puntando piuttosto su un gameplay rapidissimo e frenetico per garantire ore e ore di divertimento al giocatore, complici anche la modalità “Endless” e le varie sfide sbloccate nel corso della campagna principale. Con una “battaglia finale” così soffocante da ridursi a una vera e propria “
last stand” ben riuscita tra il giocatore e il nemico, una gran varietà di nemici e un level-design sempre efficace e predisposto a qualunque manovra difensiva,
Spacejacked è una piccola perla del panorama Indie, che riesce a equilibrare con efficacia quella rabbia e quella soddisfazione che tanto spesso proverete nel corso del gioco.
Pur non essendo un capolavoro indimenticabile,
il titolo dei Rotten Mage saprà impegnare parecchie ore del vostro tempo libero, lasciandovi con il desiderio di tornare indietro per poter “combattere un altro po’ di alieni” nella campagna principale o nelle varie sfide che sbloccherete nel corso del gioco. Una volta presa dimestichezza coi controlli e le meccaniche, insomma, sarà difficile che la freneticità e la rapidità di
Spacejacked possano annoiarvi; basterà avviare un’altra partita per riempire di colori, alieni e torrette quelle ore della giornata che, altrimenti, sarebbero rimaste vuote.
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Verdetto
8 / 10
Nello spazio, nessuno può sentirti costruire torrette
Commento
Pro e Contro
✓ Grafica leggera e coloratissima
✓ Colonna sonora memorabile
✓ Gameplay frenetico
✓ Meccaniche di gioco efficaci...
x ... Talvolta frustranti
x Trama piuttosto scontata
x Nulla di particolarmente originale
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