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Recensione Shovel Knight

Ci sono voluti più di 4 mesi di attesa rispetto alla release americana ma finalmente Shovel Knight, l’action platform bidimensionale ispirato alle vecchie glorie del passato arriva in Europa su Nintendo Wii U e Nintendo 3DS. Scopriamo insieme il nuovo titolo di Yatch Club Games.

Versione testata: Wii U

L’amore al tempo dei pixel
Ispirato, ma non per questo “vecchio” nello stile, Shovel Knight è un platform moderno

La tendenza ad ispirarsi ai grandi classici dell’era 8 e 16 bit è diventata ormai una consuetudine, specialmente nel panorama indie. Vuoi la semplicità di replicare situazioni e gameplay ormai collaudati ed abusati, vuoi il fattore nostalgia, facile appiglio per quei giocatori sempre a ricordare con piacere i tempi che furono. Fra tutti i titoli dal gusto fortemente retrò che abbiamo avuto modo di provare negli ultimi anni, Shovel Knight ci ha catturato da subito, fin dalla sua prima apparizione su Kickstarter, dove in poco tempo ha raccolto e superato il goal prefissato, riscuotendo notevole successo. Meritato, ci verrebbe da aggiungere, vista l’ottima qualità di questo platform 2D che omaggia il genere, tirando in ballo mostri sacri come DuckTales, Mega Man o Super Mario Bros. 3.
Ispirato, si, ma non per questo “vecchio” nello stile. Shovel Knight è un platform moderno che “ruba” con sapienza elementi di gameplay dai giochi succitati svecchiandone le meccaniche. Un titolo piacevole da giocare, con dinamiche platforming che sfiorano la perfezione e un livello di sfida decisamente sopra la media. Difficile, ma mai impossibile, in grado di invogliare il giocatore a proseguire, errore dopo errore, senza però sforare mai nella frustrazione.
Anche nella storia il gioco si rifà ai grandi del passato. Shovel Knight, il nostro protagonista armato di pala, e la sua inseparabile compagna Shield Knight durante l’esplorazione della Torre del Destino sprigionarono una tremenda maledizione rinchiusa all’interno di un amuleto. Questo portò alla scomparsa di Shield Knight, causando al povero Shovel Knight un dolore senza fine che lo portò ad una vita fatta di solitudine. Senza nessuno a proteggere il regno, questo fu invaso dalla malvagia Incantatrice e dalla sua banda di scagnozzi. Sull’orlo della distruzione il nostro eroe munito di badile decide di tornare in azione per salvare il regno e scoprire di più sulla sparizione della sua amata. Al di là dei temi decisamente cupi ma abbastanza sfruttati della trama, troviamo una storia piacevole da vivere, condita da umorismo e ironia, personaggi sui generis e tanta genuinità.

 

DuckTales! Woo-oo!
il controllo di Shovel Knight sfiora la perfezione, permettendoci di calibrare i salti con precisione millimetrica

Strutturalmente il gioco è suddiviso in livelli, selezionabili da una mappa che ricorda da vicino quella di Super Mario Bros. 3. Ogni livello sarà suddiviso in schemi da completare, ognuno dei quali proporrà un passaggio da completare per passare al successivo. Sfide più o meno impegnative che vanno dall’ammazzare tutti i nemici presenti al prodigarsi un una serie di salti. La complessità dei livelli è varia, e all’interno dello stesso mondo ci troveremo a che fare con molteplici situazioni sempre diverse.
Come accennato il controllo di Shovel Knight sfiora la perfezione, permettendoci di calibrare i salti con precisione millimetrica. Il nostro eroe potrà fare affidamento sulla sua fida pala, per dissotterrare tesori, attaccare nemici o utilizzarla per eseguire il “pogo jump”, che in maniera del tutto analoga a quanto avveniva in DuckTales, permette di saltare sopra i nemici o alcuni elementi del fondale sfruttandoli come trampolini.
Oltre alla pala polifunzionale è possibile raccogliere ed equipaggiare alcune reliquie che infondono al protagonista alcune abilità speciali, andando a consumare un certo quantitativo di punti magia. Grazie alle reliquie si otterranno alcuni vantaggi tattici come slanci aerei, bacchette sputa palle di fuoco o oggetti che ci renderanno invincibili per qualche secondo.Sarà presente anche anche un villaggio, al cui interno trovano spazio alcune figure fondamentali, come il fabbro e l’armaiolo dove è possibile acquistare nuove e sfarzose armature e nuovi attacchi per la pala. Ma anche il gastronomo e la fattucchiera si riveleranno personaggi chiave per incrementare rispettivamente la salute massima e i punti magia, raccogliendo appositi collezionabili sparsi per i livelli. Livelli che nascondono al loro interno i più svariati tesori che potranno essere spesi per migliorare il nostro cavaliere. L’ossatura da metroidvania poi, spinge a ripercorrere le varie aree per scoprire tutti i segreti nascosti minuziosamente, una volta potenziato al massimo il nostro personaggio, che diventerà così capace di superare passaggi prima preclusi.

 

Prepare to Die
La morte in Shovel Knight è un aspetto delicato

La morte in Shovel Knight è un aspetto delicato. Quando cadremo in battaglia, potremo ricominciare dall’ultimo check-point raggiunto, perdendo però una parte dei tesori raccolti, allo stesso modo in cui avviene in Dark Souls. A questo punto avremo l’occasione di recuperarlo raggiungendo il punto dove siamo venuti meno mentre se moriremo nuovamente, il bottino perso in precedenza si dissolverà. Da questo punto di vista, morire in Shovel Knight appare l’aspetto più leggero del gioco. Si muore tanto, è vero, ma essendoci la possibilità di contare su vite infinite e su numerosi check-point, in alcuni frangenti si perde un po’ quel senso di sfida presente nel gioco.
Memorabili gli scontri con i boss di fine livello. Ogni nemico godrà di un move set unico, obbligandoci ad impararne i pattern d’attacco, sfruttando i momenti più opportuni per sferrare i nostri colpi. Queste fasi saranno particolarmente impegnative e ci obbligheranno a studiare a fondo il nemico per evitare di finire in game over in maniera prematura.
Una volta raggiunti i titoli di coda, sarà possibile continuare la propria partita, cercando di completare il gioco al 100% o dedicarsi al New Game+, che innalzerà il livello di sfida e aggiungerà nuovi contenuti alla partita, con la possibilità di iniziare il gioco con tutti i potenziamenti sbloccati in precedenza. Portare a termine Shovel Knight sarà impegnativo ma non impossibile, e richiederà un tempo che intorno alle 5/6 ore in base all’abilità del giocatore. Ad incentivare la rigiocabilità troviamo alcuni obiettivi interni, alcuni decisamente tosti da portare a termine.

 

 

La versione Wii U di Shovel Knight vanta la possibilità di lasciare messaggi tramite Miiverse all’interno del gioco sullo stile di Dark Souls, con consigli e commenti sul gioco, il supporto a vari controller, l’Off-TV Play tramite Gamepad. Dalla sua invece il 3DS vanta il 3D stereoscopico, un minigioco basato sullo StreetPass chiamato StreetPass Battle Arena e la possibilità di utilizzare le monete della console da convertire in oro da spendere nel gioco. Entrambe le versioni sfruttano il secondo schermo per il menù interattivo in tempo reale.
8-bit
Tripudio di pixel art per uno stile grafico che si ispira ai grandi classici dell’era 8-bit

Tripudio di pixel art per uno stile grafico che si ispira ai grandi classici dell’era 8-bit. Questa scelta ha fatto si che i programmatori si sbizzarrissero nel creare espedienti per valorizzare al meglio questo aspetto, concentrandosi particolarmente sulle animazioni di Shovel Knight e dei nemici. Ottima la direzione artistica e, soprattutto, impeccabile il lavoro certosino svolto sul lato del level design, capace di creare splendidi livelli dal punto di vista della composizione.
Anche sul sonoro non possiamo che complimentarci e gioire di trovare Jake Kaufman, a.k.a Virt, storico compositore per lo più attivo ultimamente nel panorama indipendente, che confeziona una colonna sonora (scaricabile da BandCamp) che si sposa alla perfezione con le atmosfere del gioco, in un concentrato chiptunes davvero piacevole all’ascolto.
In Shovel Knight abbiamo l’adattamento in lingua italiana, complice del ritardo di questa edizione europea. Sicuramente un plus per alcuni, ma che non giustifica assolutamente tutto il tempo richiesto per la traduzione, visto le poche righe di testo presenti. Tra l’altro la traduzione, generalmente buona, presenta anche alcuni errori. Non gravi, ma che fanno comunque storcere il naso.

 

Verdetto
8.5 / 10
Ah ma quindi è Dark Souls a 8-bit?
Commento
Complimenti a Yatch Club Games. È quello che ci sentiamo di dire a questo "giovane" studio che ha saputo confezionare un titolo sicuramente indirizzato ad un utenza nostalgica ma al tempo stesso un'esperienza platform moderna e piacevole da giocare. Non privo di qualche sbavatura, su tutti un livello di difficoltà settato su valori sopra a media che cozza con un sistema di checkpoint e vite infinite che mal si sposa con lo stile del gioco, ma al tempo stesso lo salva dalla frustrazione che altri titoli non riescono ad evitare. Nonostante questa piccola incertezza, Shovel Knight si dimostra uno dei titoli indie più interessanti di questo 2014 e uno dei platform 2D migliori in circolazione. Da provare ad ogni costo.
Pro e Contro
Platforming vicino alla perfezione
Stile retro azzeccato
Diversi segreti e New Game+
Virt alla OST. Serve altro?

x Check-point e vite infinite abbassano il livello di sfida
x Alcuni errori nella traduzione