Nel 2011, la software house indie Arkedo portò su PlayStation Network e Xbox LIVE Arcade “Arkedo Series”, trio di giochi arcade che riproponevano grandi classici dei cabinati.
Ad un anno di distanza, grazie alla collaborazione con SEGA, i ragazzi di Arkedo ci presentano un nuovo platform, Hell Yeah: L’ira Funesta del Coniglio Morto, ed un nuovo personaggio destinato a diventare leggenda: Ash il Necroniglio Principe dell’Inferno.
VERSIONE TESTATA: PlayStation 3
Come già detto, Ash è il principe dell’Inferno, quindi è una sorta di VIP nei bassifondi; una sera, durante il bagno con la sua paperella di gomma, un paparazzo riesce a scattargli delle foto, umiliandolo in tutto il regno.
L’ira del coniglio morto si scatena, qualcuno dovrà pagare per quanto successo, parte così una caccia al mostro (o ai cento mostri) per i dieci vasti livelli del gioco, muovendoci con una sega a propulsione e armati fino ai denti.
A darci un aiuto morale il servitore di Ash, e di suo padre prima di lui, Nestor, polpo anch’esso già morto, con uno scouter preso di peso da Dragon Ball (il visore dei Saiyan), che ci darà utili consigli e potenzierà la nostra sega circolare.
I dieci livelli porteranno Ash ad esplorare ogni angolo dell’inferno per cercare le sue vittime, da un vulcano allo spazio profondo, passando per una discoteca ed un museo, il tutto coloratissimo e con una grafica 2D curata fino al minimo particolare come Arkedo ha già dimostrato di saper fare in precedenza.
Ogni volta che il disgraziato mostro esaurirà i Punti Vita, sia a causa delle nostre armi, sia perché abbiamo fatto in modo che un elemento dello scenario compia il lavoro sporco con dei semplici enigmi, ci verrà proposto un minigioco per dare il colpo di grazia al malcapitato e, tra i trenta disponibili, le risate saranno assicurate, tra mosse di Wrestling, trucchi di magia e evocazioni da RPG.
Ognuno di questi semplici minigiochi ricorda molto la serie Wario Ware, dove si hanno pochi secondi per compiere una determinata azione, in questo caso starà tutto nel premere i tasti al momento giusto, schivare o raccogliere determinati oggetti e dare risposte corrette ai quiz; se il giocatore supererà il minigioco vittorioso, Ash distruggerà letteralmente l’avversario nella cut-scene animata successiva.
Ma non abbiate paura, ciò che è già morto non può morire di nuovo, e come per il nostro eroe, che potrà respawnare in eterno nel caso esaurisca la barra della salute, anche i mostri non muoiono, spariscono solamente dalla modalità principale, finendo nell’Isola delle vacanze del proprio carnefice, ovviamente condannati ai lavori forzati.
Divisi in quattro zone principali, i mostri sconfitti procureranno bonus salute da acquistare nel negozio, travestimenti speciali, soldi e nuove armi per il loro nuovo Padrone.
Un modalità secondaria che aggiunge una piccola e semplice componente gestionale, ne da lodare ma neanche da punire, che può aiutare nelle prime ore del gioco, ma una volta che il negozio sarà svuotato, diventerà assolutamente inutile e superflua.
Tornando alla modalità Storia, il nostro Ash è armato fino ai denti con 13 armi da fuoco, divise in tre grandi categorie (pistola, missile, granata), in modo tale da eliminare i boss immuni alla sua sega-jetpack, o i tarzanelli elettrificati (i normali mostri sparsi per il livello), garantendo varietà al suo arsenale, ad esempio il laser rimbalzerà sulle pareti, mentre l’acqua santa arriverà molto più lontano.
Oltre a Nestor, che si occuperà principalmente di potenziare la sega, permettendo ad ash di ritornare sui suoi passi nei mondi già visitati, e sbloccare nuovi percorsi, che lo potrebbero portare verso nuove avventure, potremo acquistare armi secondarie nel negozio.
Troveremo anche cappelli di svariato genere per abbellire il nostro principe (Team Fortress 2 insegna!), e potenziamenti difensivi temporanei, come ad esempio Titti tutta Tette, una graziosa infermiera infernale che ci curerà ininterrottamente per un periodo di tempo limitato.
Per trovare i dollari necessari, possiamo semplicemente esplorare i mondi di gioco, o tentare la fortuna alle slot machines, cercando di sbancarle con un triplo sette.
Hell Yeah! non si limita a citare il solo mondo videoludico ma, durante le scampagnate di Ash, troveremo rimandi a cinema, anime e cultura inernettiana (ad esempio un mostro ci attaccherà con la parola “NYAN” scritta coi colori dell’arcobaleno) tramutando il titolo in una gioia e in una caccia alla citazione, per chiunque dov’esse averlo sottomano.
Purtroppo il gioco soffre di una bassa longevità, e per portare a termine l’avventura di Ash basteranno poco più di 5 ore, anche se il collezionare tutti i cappelli e i modelli di sega, unite alle 30 missioni secondarie di Ash 2.0 (l’Ash del futuro che ha già finito il gioco e che sa già cosa farai domani), che spaziano dall’uccidere un numero indefinito di tarzanelli, ad arrivare al traguardo nel tempo stabilito, passando con acrobazie con la sega-jet-pack, potrebbero aggiungere qualche ora di divertimento al totale.
Un’altra chicca interessante avviene durante i lunghissimi caricamenti, grazie ad una sequenza di “Inutili consigli a caso”, che riescono ad allietare le attese tra uno schema e l’altro, e che svelano segreti(!!) di gioco, o il semplice fatto che i caricamenti sono lunghi solo per dar fastidio al giocatore (“Caricamenti troppo lunghi? Li abbiamo fatti solo per te!”).
Il titolo Arkedo non può mancare alla vostra collezione digitale, per l’alto contenuto di ilarità e per il divertimento che riesce a dare agli amanti del platform e non.
Ash è destinato ad entrare tra i personaggi più “fighi” di SEGA ( passatemi il termine, ma lo stesso Necroniglio si autodefinisce così, n.d.Guido) e otterrà sicuramente un posto nel vostro cuoricino videoludico.
#LiveTheRebellion