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Recensione Hakuoki: Kyoto Winds

Hakuoki è un franchise che ha visto la luce su PlayStation 2 di Hakuoki: Shinsengumi Kitan il 18 settembre 2008, a cui seguirono svariati porting su PlayStation 3, PlayStation Portable, Nintendo DS e Nintendo 3DS e l’uscita di altri titoli con gli stessi personaggi ma scollegati dalla trama principale. Studio Deen ha prodotto due serie animate rispettivamente di 12 e 10 episodi, andate in onda in patria a partire dal 2010, più una terza serie prequel Hakuoki Reimeiroku trasmessa nel 2012. Tra il 2013 ed il 2014 sono stati rilasciati due film e poi nel 2015,  la saga è stata rimasterizzata su PlayStation Vita suddivisa in due capitoli: Hakuoki Shinkai: Kaze no Shou (prima metà ambientata a Kyoto) e Hakuoki Shinkai: Hana no Shou (seconda metà ambientata ad Edo). Il 16 maggio 2017 la prima parte della storia è finalmente arrivata in Europa su PlayStation Vita col titolo di Hakuoki: Kyoto Winds. Ci avrà convinti? Scopritelo nelle prossime righe.

Versione testata: PlayStation Vita

 

Master your emotions
 

Il destino di Chizuru Yukimura si intreccia con quello degli Shinsengumi

La storia di Hakuoki: Kyoto Winds è ambientata nel Giappone del 1860 e la protagonista, Chizuru Yukimura, vive una vita semplice e tranquilla come figlia del medico Kodo Yukimura. Il lavoro del padre lo costringe ad allontanarsi da casa per recarsi a Kyoto, con la promessa di mantenersi in contatto con la figlia via lettera. Chizuru inizia a preoccuparsi quando le missive smettono di arrivare, convincendola a partire per la stessa destinazione travestita da uomo per mettersi al riparo da possibili aggressioni. Una volta arrivata in città però, viene attaccata da un gruppo di Ronin che a loro volta vengono sterminati da alcuni samurai sanguinari, più bestie che umani. La protagonista viene salvata giusto in tempo dai membri della Shinsengumi, la polizia speciale di Bakufu, ma poiché ha assistito all’incidente viene costretta a seguire gli uomini al loro quartier generale per essere interrogata in merito. Una volta chiarito che anche gli Shinsengumi sono alla ricerca di Kodo, a Chizuru viene concesso di restare nella base in attesa che emergano nuove informazioni relative al genitore. All’inizio viene tenuta quasi segregata in una stanza, ma pian piano riesce a guadagnarsi la fiducia dei vari membri, venendo promossa ad addetta alle faccende domestiche e, successivamente, le verrà permesso addirittura di unirsi alle ronde in città dei capitani con lo scopo di indagare rivolgendo domande ai paesani. La vita sembra scorrere tranquilla, fino a quando Chizuru viene a conoscenza della sua vera natura, scopre l’esistenza di un siero sovrannaturale in grado di trasformare gli umani nei cosiddetti “Fury” ed un demone di nome Kazama si intromette nella sua vita con l’intenzione di rapirla…

La trama del gioco ruota intorno ad eventi storici certi e figure realmente esistite, tra cui Kondo Isami, Toshizo Hijikata, Soji Okita, Hajime Saito, Sanosuke Harada, Shinpachi Nakagura, Todo Heisuke, Ryoma Sakamoto e molti altri, percorrendo un arco narrativo di circa 4 anni. Tutti i personaggi riflettono caratteristiche note, come ad esempio il soprannome “demone” del vice-comandante Hijikata, la malattia di Okita, l’abilità con la lancia di Harada, l’essere silenzioso ed introverso di Saito, le ferite riportate durante le battaglie e così via: perfino il passato di ognuno coincide con quello reale ed il tutto viene narrato con molta accuratezza.

Aggiungere un elemento mistico rende tutto più interessante

Quello che contribuisce a rendere più interessante una storia già rappresentata moltissime volte tra anime e videogiochi è l’inserimento dell’elemento sovrannaturale tramite il siero sviluppato in segreto, la cosiddetta Water of Life, in grado di conferire agli umani alcune caratteristiche da demone come forza, velocità e resistenza aumentate, compresa un’incredibile capacità di guarigione che consente di riprendersi dalle ferite quasi istantaneamente. Il prezzo da pagare è alto, poiché coloro che lo bevono sviluppano alcuni tratti molto simili a quelli dei vampiri, come ad esempio una sorta di intolleranza verso il sole e rischiano di perdere la ragione se vengono a contatto con il sangue, fino a dover essere uccisi dai propri compagni per non costituire un pericolo.

Hakuoki: Kyoto Winds termina ad un impasse quando, a seguito di determinati eventi, il gruppo degli Shinsengumi decide di abbandonare Kyoto per trasferirsi ad Edo, punto in cui dovrebbero cominciare gli eventi narrati in Hakuoki Shinkai: Hana no ShouIl problema di questa scelta è che, anche avendo inserito nuove route per svecchiare un titolo nato nel 2008, si sente la mancanza di un vero e proprio finale e perfino dell’elemento romantico. Coloro che hanno giocato ad Hakuoki su PlayStation 2 o ad Hakuoki: Demon of the Fleeting Blossom su PSP noteranno immediatamente che “tagliare” il gioco in questo modo può risultare abbastanza deludente poiché la parte dove le cose si fanno veramente interessanti e dove finalmente i personaggi iniziano ad aprire il loro cuore a Chizuru è esattamente dalla seconda metà in poi. Essendoci già stati altri remake del gioco completo su dispositivi portatili (PSP, DS, 3DS, iOS, Android), la decisione di suddividere il titolo in due parti su PlayStation Vita non sembra molto azzeccata: una trasposizione dell’intera storia con l’aggiunta delle nuove route avrebbe avuto un impatto più consistente. Hakuoki: Kyoto Winds è in grado comunque di trasmettere una voglia irresistibile di continuare la saga per assistere agli sviluppi degli intrecci vecchi e nuovi sia a coloro che si approcciano al titolo per la prima volta (a cui consigliamo di cominciare con la route di Hijikata per godersi meglio il gioco, poiché sarebbe il protagonista maschile principale), sia a coloro che sono già familiari con la trama.

I have been ordered to protect her, and so will I

Interfaccia svecchiata

Hakuoki: Kyoto Winds è una Visual Novel di stampo classico, con moltissimo testo da leggere, pochi controlli, poca interazione. Il giocatore sarà spettatore della storia narrata dal punto di vista di Chizuru, con la possibilità, ogni tanto, di essere chiamato a compiere delle scelte che influenzeranno il livello di romanticismo con uno dei protagonisti maschili della storia. Una delle principali critiche mosse a questo titolo è proprio relativa alla protagonista, ritenuta inutile e dotata di poca spina dorsale. A tal proposito ci teniamo a precisare che la storia non si svolge nel presente, ma in un periodo storico in cui la condizione della donna non era nemmeno paragonabile a quella attuale: se a questo sommiamo il fatto che Chizuru vive in un quartier generale di soli uomini in un’epoca in cui ogni minimo contatto con i rappresentanti del sesso opposto era considerato sconveniente, è normale che la povera ragazza sia piuttosto limitata nelle sue azioni. Dal punto di vista puramente tecnico, i comandi offerti sono quelli tipici del genere, ovvero la possibilità di nascondere l’interfaccia, mutare le voci dei personaggi, regolare i vari volumi, salvare, caricare i dati, saltare automaticamente il testo già letto e l’auto-lettura. Per aiutare il giocatore ad immergersi nell’avventura senza sentirsi troppo spaesato è presente un dizionario contenente tutti i termini poco diffusi con relative spiegazioni, proprio come in Steins;Gate. La novità rispetto agli altri titoli del genere è la presenza del cosiddetto Record of Service, una funzionalità che dopo aver terminato la prima playthrough permette di ricominciare il gioco da un qualsiasi capitolo forzando manualmente il livello di affinità con un determinato personaggio per sbloccare facilmente CGI, finali ed assistere alle sole scene di interesse senza dover fare tutto daccapo, rendendo quindi la rigiocabilità molto leggera.


Per approfondire:
Steins;Gate

L’interfaccia è stata rinnovata per renderla più pulita ed ordinata: nel titolo del 2009 era possibile accedere al menu Status che consentiva di visualizzare la barra di affinità con un determinato personaggio, mentre in Hakuoki: Kyoto Winds tale funzionalità è stata spostata nel menu Warrior Record, nel quale sono presenti le tre diciture “Closed“, “Budding” e “Full Bloom” per indicare lo stato della relazione. In tutto si possono intraprendere 12 romance che possono culminare ciascuna in un good ending ed uno o più bad ending per una trentina di finali possibili. Il titolo scorre perfettamente senza cali di FPS per tutte le sue svariate ore di gioco (che dipendono molto dalla velocità di lettura) e non sono stati rilevati problemi di esecuzione o errori nel testo.

Does that mean you’ve finally fallen for me?

CGI completamente rimasterizzate

Essendo un titolo Otome, Hakuoki: Kyoto Winds è rivolto ad un target principalmente femminile e quindi propone dei personaggi molto affascinanti, attraenti e ben disegnati, rendendoli ancora migliori grazie all’attenzione particolare rivolta al loro background. I vestiti dei samurai e dei paesani rispecchiano perfettamente quelli dell’epoca Edo, mentre la riproduzione fedele della divisa degli Shinsengumi rende immediatamente riconoscibili tutti i protagonisti. Il lavoro di rimasterizzazione del titolo è stato davvero eccellente, poiché tutti gli sfondi e le immagini CGI sono stati resi molto più puliti e sono state introdotte nuove animazioni, tra cui il labiale durante il parlato, transizioni durante le battaglie ed effetti di sangue per condire ancora meglio l’esperienza di gioco. La colonna sonora in stile giapponese lega perfettamente la narrazione a quanto accade sullo schermo, suscitando svariate emozioni nello spettatore, mentre agli effetti sonori è lasciato il compito di rendere vivi e veri gli scontri anche se non sono rappresentati con immagini o video, stimolando quindi l’immaginazione del lettore.

La localizzazione in sola lingua inglese potrebbe rendere un po’ difficoltoso comprendere il testo se non si conosce bene la lingua, ma la presenza della piccola enciclopedia incorporata permette di giocare senza dover continuamente cercare il significato di termini giapponesi poco noti a coloro che non conoscono molto della cultura del Sol Levante. Il doppiaggio si rivela particolarmente azzeccato, coadiuvando la caratterizzazione dei personaggi con una recitazione coinvolgente che crea un pathos davvero eccezionale. Insomma, Hakuoki: Kyoto Winds è un’ottimo punto di partenza per coloro che si approcciano per la prima volta al franchise, ricco di titoli videoludici, anime, film e OAV. Dopo aver scoperto questa piccola perla d’oriente sarà inevitabile correre a recuperare tutto il materiale possibile dedicato alla saga.

 

Verdetto
7 / 10
Datemi una macchina del tempo. Ora!
Commento
Hakuoki: Kyoto Winds trasporta lo spettatore indietro nel tempo nel Giappone del 1800, in un'epoca particolarmente concitata in cui i mutamenti delle alleanze ed i tradimenti erano all'ordine del giorno. Nonostante venga presentata come una Visual Novel romantica, la storia d'amore per questa prima parte di avventura resterà parecchio sullo sfondo, lasciando moltissimo spazio agli intrighi politici ed agli eventi storici che hanno portato al declino dello Shogunato ed alla fine di un'epoca di guerre fatte soltanto di spade ed onore. L'aggiunta dell'elemento sovrannaturale rende la trama particolarmente appassionante anche per coloro che amano quel pizzico di "magia" in più, ma chi ha giocato al titolo originale dovrebbe prendere in considerazione l'eventualità di acquistare il gioco solamente a prezzo ridotto, poiché per completare tutta la storia sarà necessario attendere l'uscita di Hakuoki Shinkai: Hana no Shou. Sconsigliatissimo a chi cerca una trama leggera, frivola e ricca di romanticismo.
Pro e Contro
Trama e personaggi basati su fatti reali
Elemento sovrannaturale
Remake ben realizzato
Character design azzeccato
Nuove route

x La trama è metà dell'originale
x Prezzo eccessivo per un'edizione incompleta