Quinto posto: Pokémon Sole/Luna

 

Solo quinto posto per uno dei migliori capitoli della serie Pokémon da Bianco e Nero a questa parte. Sole e Luna riescono a far dimenticare l’amara parentesi di X e Y grazie a una storia interessante, anche se nulla a che vedere con i capitoli migliori, e varie migliorie nel gameplay che sono riuscite a farmi passare ore e ore di vero divertimento. L’obiettivo, ora, è quello di incominciare anche l’altra versione e catturarli tutti riempiendo il pokédex di Alola.

 

Quarto posto: Dark Souls III

 

 

All’annuncio di Dark Souls III, da grande fan della serie, sono saltato sulla sedia e ho iniziato a contare i giorni alla sua uscita, trepidante e con un’enorme voglia di visitare un mondo nuovo. Una volta avuto tra le mie mani ho iniziato ad esplorare Lothric con la sensazione che, quello tra le mie mani, fosse il miglior titolo della serie riuscendo nell’obiettivo di superare anche l’ormai celebre primo capitolo. Alla direzione Hidetaka Miyazaki è riuscito a mettere una pezza ai disastri compiuti da Tomohiro Shibuya e Yui Tanimura due anni fa dando un senso all’intera lore e, anzi, aggiungendo tantissimo pur senza esplicitamente dare informazioni, in pieno stile Souls. Oltre al contorno il team A di From Software ha modificato il gameplay seguendo anche l’esperienza Bloodborne, incensata dagli amanti dei titoli della compagnia, pur mantenendo lo spirito della serie. Sarebbe dovuto essere molto più in alto ma, purtroppo, Ashes of Ariandel mi ha enormemente deluso, la speranza è che il secondo DLC possa seguire le orme di quel The Old Hunters che ho amato pochi mesi fa.

 

 

Terzo posto: Digimon Story: Cyber Sleuth

 

Chi mi conosce sa quanto ho aspettato questo gioco sin dal suo annuncio in Giappone. Nel luglio 2015 Bandai Namco Entertainment ha deciso di farmi un regalo, facendomi smettere di rompere i cojones all’intero staff, e di annunciare l’arrivo in Europa su Playstation 4 e PS Vita di uno dei migliori jrpg a tema Digimon. Il titolo ricorda molto i vecchi Digimon World usciti su Nintendo DS, vi consiglio di recuperarli tutti, sia per quanto riguarda il sistema di reclutamento che per quello di combattimento mentre migliora sicuramente il lato narrativo includendo una trama molto matura con toni quasi macabri. Il tutto viene supportato dalle ottime musiche di Masafumi Takada, il compositore di Danganronpa, che ha composto l’intera colonna sonora.
Cyber Sleuth è il titolo perfetto per chi ama i jrpg e, allo stesso tempo, il brand Digimon e vuole passare dalle 40 alle 90 ore, a seconda del proprio obiettivo, nel mondo virtuale ad allevare e combattere mostri digitali.

 

 

Secondo posto: World of Final Fantasy

 

Annunciato in sordina e passato in secondo piano World of Final Fantasy è riuscito in quello che il suo fratello maggiore, Final Fantasy XV, ha toppato: saper far divertire. Molti utenti sminuiscono il grandissimo lavoro fatto da Tose e Square Enix con questo titolo solo per lo stile grafico e per la presenza di alcuni dei personaggi più iconici dei Final Fantasy passati (anche se l’assenza di un Gidan o una Daga ancora mi fanno piangere) deridendolo e definendolo “per bambini”. Potrei stare ore qui a parlare di come i modelli chibi abbiano un motivo o della trama oscura e matura che si svela solo a fine gioco ma sarebbe fiato sprecato: chi vuole vederci un gioco per bambini non ha giocato più di 45 minuti a WoFF e parla senza sapere di cosa si tratta. World of Final Fantasy unisce un gameplay volutamente classico alla moderna cattura dei mostri che ambientano Grymoire in un ben riuscito tentativo di far coincidere allo stesso tempo due ere di videogiocatori. Le ore passate con Renn e Lann sono volate, tra una battuta orrida e le bestemmie per imprismare i mirage più difficili, e quasi c’è quella voglia di non finirlo ma di continuare la propria avventura rimandando così la parola Fine che tanto non piace quando ci si sta divertendo. Il premio a World of Final Fantasy voglio farlo coincidere alla nomina del mio peggior gioco del 2016: Final Fantasy XV. L’ho giocato in lungo e in largo ma i mille difetti del titolo, sapientemente spiegati dal nostro Marco nella sua recensione, non me l’hanno fatto andare giù. L’avventura di Noctis e compagni è la riprova di come l’hype e la voglia di giustificare le proprie spese possano rendere alcuni videogiocatori ciechi e li portino a incensare prodotti che non meritano (si No Man’s Sky, sto parlando anche di te) a sfavore di quelli meno conosciuti ma con una qualità infinitamente più alta, come il primo classificato della mia top 10 2016.

 

 

Primo posto: The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II

 

 

 

Quella di Trails of Cold Steel II è stata la scelta più ovvia sin dalla fine della mia avventura con Rean, Alisa e tutta la Class VII e parte della motivazione è possibile leggerla nella mia recensione. L’altra parte è molto più nascosta e personale: Trails of Cold Steel II (ToCS II da ora) è riuscito a toccare corde che da anni nessun videogioco era riuscito a fare, nonostante ci sia qualcuno che ci sia arrivato molto vicino, con una grandissima semplicità. Non sono state necessarie battaglie contro nemici al limite dell’impossibile o una trama piena di colpi di scena ma la pura semplicità che circonda la serie Falcom e che spero continui con il terzo capitolo, in arrivo a settembre in Giappone. ToCS II ha rappresentato per me un momento di stacco dalla difficile vita di tutti i giorni facendomi vivere le avventure della Class VII rendendole quasi mie, come se fossi io a viverle in prima persona. Se amate il genere e siete disposti a mettere in gioco molte ore della vostra vita l’unico consiglio che mi viene in mente di darvi è di buttarvi su questa serie e lasciarvi guidare dagli avvenimenti.

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