Recensione
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Da tempo immemore, arte figurativa e Letteratura hanno sempre avuto un occhio di riguardo molto particolare per la Natura e per i suoi fantastici doni. Nonostante parentesi più o meno ampie concentrate sulla figura umana, l’Arte in generale si è spesso rivolta alla Natura per raggiungere il suo livello di massima espressione, e sembra esserci una sorta di predisposizione d’animo, nell’uomo, per l’osservazione del mondo in tutte le sue meraviglie. Gli sviluppatori di Swing Swing Submarine, ben coscienti di un tale amore per il genere umano nei confronti della Natura, si sono messi al lavoro per portare sul mercato Indie un piccolo gioiello d’arte grafica: Seasons After Fallpuzzle-platformer dall’estetica eccezionale che non fa altro se non omaggiare la Natura ad ogni istante, in tutta la sua bellezza.

Seasons After Fall è già disponibile su Steam per PCMacLinux al prezzo di €14,99.

 

Versione testata: PC

 

 

Allor che il vento contro il sole gira, non ti fidar, perché torna forte e spira
Seasons After Fall è “magico” già dal menù principale

Si intuisce che Seasons After Fall sarà qualcosa di “magico” appena entrati nel menù principale (il quale presenta già un incredibile sfondo dallo stile acquerellato). Ogni volta che scorreremo le voci del menù o ne selezioneremo qualcuna, infatti, il gioco “emetterà” una tra tre o quattro note in armonia con la melodia principale, rendendo placida e piacevole anche un’azione solitamente piatta come la navigazione tra i menù di gioco. Se vi ritroverete a entrare e uscire da un menù cercando di comporre i vostri ritmi personali, dunque, non pensiate di esser pazzi: non siete sicuramente i soli.

Superato il primo, splendido impatto con il titolo (ed è doveroso farlo notare: è straordinario come si verifichi già nel semplice menù principale), il nostro “risveglio” sarà accompagnato da una giovanissima voce da bambina, che ci chiamerà “Semino” e ci inviterà a emergere dalle radici della foresta per raggiungere una vita nuova alla luce della Natura. Superata una prima fase di navigazione nei panni del Semino (non eccezionale, a dir la verità), il nostro piccolo essere luminescente si ritroverà in superficie, volteggiando sul suolo di una foresta in piena fioritura estiva. Sarà allora che la misteriosa voce ci inviterà ad avvicinarci a una piccola volpe, giunta nella foresta apparentemente per caso, per prendere possesso del suo corpo e assumere una vera e propria forma fisica.

Una volta presi i panni della piccola volpe, la voce chiederà di far visita ai Guardiani delle Stagioni sparsi ai quattro angoli della foresta, per recuperare “qualcosa che le appartiene”. A quel punto, il viaggio in Seasons After Fall può cominciare.

 

Seasons After Fall

 

È la gaia pioggerella a far crescer l’erba bella

E si tratta di un viaggio immersi in uno splendido ambiente dipinto, con bellissime figure bidimensionali e incredibili effetti visivi che sapranno lasciarvi a bocca aperta dall’inizio alla fine dell’esperienza. La piccola volpe correrà attraverso le quattro regioni principali della foresta (con il Santuario al proprio centro) con grazia e agilità tipiche dell’animale che siamo abituati a conoscere, imparando di volta in volta sempre di più sulla Natura e sulle sue caratteristiche. Ogni zona vanterà le sue peculiarità, dagli alberi alti della Foresta degli Antenati ad ampissime pozze d’acqua, passando per sconfinate pianure e cupe caverne piene di funghi giganti.

Un viaggio splendido, dal gusto artistico unico

Sul fronte artistico, dunque, Seasons After Fall manifesta una cura maniacale per il dettaglio da parte degli sviluppatori; un gusto senza dubbio unico, che si riversa anche nel sonoro: immersa in una colonna sonora dominata da archi decisi (che ricordano, in parte, i suoni di Unravel), la piccola volpe si muoverà in un sound-engineering incredibilmente immersivo e ben curato, che ben dà l’impressione di trovarsi all’interno di una foresta incontaminata. La tinta malinconica delle viole in sottofondo, che spariscono occasionalmente per immergere il giocatore nei suoni della natura, saprà indubbiamente trovare la propria strada per incidersi nella vostra memoria, contribuendo alla creazione e allo sviluppo di un’atmosfera già di per sé efficace e ben costruita.

 

Seasons After Fall

 

Se d’agosto pioggia viene, molto poco si trattiene

Al di là dell’incredibile comparto artistico di Seasons After Fall, si erge anche una degna formula di gameplay, che riesce nel tentativo di essere affascinante e stupefacente dall’inizio alla fine. Dopo aver fatto visita ai primi due Guardiani delle Stagioni, la piccola volpe imparerà a manipolare i poteri delle stagioni per passare da una condizione climatica all’altra, trasformando la foresta secondo le sue esigenze. Sarà quindi possibile, ad esempio, gelare dei geyser per creare dei supporti di ghiaccio utili a raggiungere sporgenze più alte, utilizzare il potere dell’Autunno per far sbocciare funghi giganti e sfruttare le piogge primaverili per aumentare il livello dell’acqua di alcune pozze; e si tratta soltanto di alcune delle tante azioni che sarà possibile compiere utilizzando la “volpicella”, una volta che si saranno ottenuti i poteri di tutte e quattro le stagioni.

 

Seasons After Fall

 

Seasons After Fall presenta alcune fasi un po’ troppo ripetitive

Sarà a quel punto, però, che Seasons After Fall mostrerà facilmente il fianco a un paio di critiche minori. Per quanto la formula di gioco risulti sempre particolarmente varia e divertente (gli effetti visivi legati ad ogni singola stagione sono a dir poco stupefacenti), e sebbene le fasi di platforming siano affiancate da una serie di enigmi anche piuttosto ben costruiti, il viaggio della volpicella sarà diviso in tre-quattro parti ben distinte e fin troppo ripetitive, anche se due di esse potranno essere accorpate in un singolo viaggio: dopo aver esplorato singolarmente (e in una sequenza ben precisa) i domini dei Guardiani delle Stagioni, il giocatore dovrà tornare al loro interno per liberare le quattro Pietre del Vento, tentando al tempo stesso di trovare i quattro Giacigli del Sogno per scoprire tutta la verità sul rapporto tra il “Seme” e il Guardiano d’Inverno. A quel punto, una volta completata per la seconda volta ogni singola zona, sarà sbloccato un particolare accesso agli Altari dei Guardiani nelle aree corrispondenti, utili a convocarli al centro del Santuario per eseguire l’ultimo Rituale delle Stagioni.

Per quanto l’utilizzo del backtracking possa essere interessante per esplorare fino in fondo le zone già scoperte con tutti e quattro i poteri disponibili, Seasons After Fall obbliga a tornare almeno tre volte (quattro per sbloccare il vero finale, se non l’avete fatto durante i primi tre viaggi) nei domini dei quattro Guardiani, costringendo a esplorare ogni singolo angolo alla ricerca di pietre magiche o dei passaggi per andare avanti nell’avventura. Un tale procedimento può risultare tedioso alla lunga, specie perché, nella maggior parte dei casi, sarà possibile affidarsi soltanto alla propria memoria visiva (poco efficace in ambienti così omogenei) per individuare i luoghi di interesse e decifrare gli indizi mostrati dal gioco; il risultato è un’esperienza in cui la prima metà del gioco passa semplicemente alla ricerca dei quattro poteri delle stagioni, e la seconda metà – di fatto – a ritornare nei luoghi già scoperti per applicarli su ogni singolo elemento dello scenario.

 

Seasons After Fall

 

Buona è la neve che a suo tempo viene
I difetti di Seasons After Fall non sono abbastanza gravi da seppellirne la bellezza

Seasons After Fall è quindi una piccola perla d’arte videoludica, caratterizzata da un incredibile gusto estetico e da una formula di gameplay che ben si adatta al genere dei puzzle-platformer. Il viaggio della volpicella attraverso la foresta sarà ricco di insidie, e, anche se sarà quasi impossibile morire, il livello di sfida è ugualmente rappresentato dai numerosi enigmi ambientali che il giocatore si vedrà costretto ad affrontare, e che porteranno la longevità intorno a una media di circa 6-7 ore complessive. I perfezionisti, poi, avranno di che gioire: nel corso del gioco, infatti, sarà possibile trovare e far sbocciare alcuni gruppi di fiori colorati, che andranno a sbloccare degli esclusivi bozzetti nella sezione “Extra” del menù di pausa.

E i già citati difetti – relativi più che altro alla seconda parte dell’esperienza di gioco – non sono comunque sufficienti a seppellire tutta la bellezza che contraddistingue il piccolo-grande capolavoro di Swing Swing Submarine, una splendida opera d’arte che si erge sul mercato indie come una vera ode alla Natura in tutta la sua bellezza.

 

In conclusione...
8.5
“Lascia che ti mostri i poteri del mio Semino”
Swing Swing Submarine è riuscita a prendere l'amore dell'uomo per la Natura e a comporre un'ode dall'incredibile impatto poetico, con un comparto artistico mozzafiato e una formula di gameplay che ben si adatta all'esperienza di gioco complessiva. Veder mutare la foresta in tempo reale in base alla stagione scelta potrà essere inteso come un virtuosismo grafico, certo, ma non c'è dubbio che il risultato finale abbia una forza visiva tale da lasciare a bocca aperta chiunque abbia la fortuna di giocare Seasons After Fall dall'inizio alla fine. Nonostante qualche piccolo problema relativo alla ripetitività, il gioco dei Swing Swing Submarine è certamente un prodotto ben riuscito e, in qualche modo, unico nel suo genere, che ogni amante del "genere" Indie dovrebbe poter provare almeno una volta nella propria vita.
Formula di gameplay efficace e divertente
Comparto artistico eccezionale
Alcuni enigmi ben costruiti
Colonna sonora d'impatto
x Backtracking un po' forzato

due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
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