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NieR: Bayonetta

Il gameplay di Automata è il suo punto forte

Ma passiamo ora ad un altro dei punti forti di NieR, il suo gameplay. Sempre ricalcando le orme del passato, Automata offre meccaniche action in un contesto ruolistico (qua rappresentato da una crescita per livelli e conseguenti incrementi di statistiche), che in questo capitolo, grazie al contributo di Platinum Games, si avvicinano al modello quasi “puro” già visto nelle loro produzioni, su tutti Bayonetta e seguito, pur non raggiungendo (volutamente) certi livelli per mantenersi comunque accessibile anche agli amanti dei giochi di ruolo.
2B può muoversi liberamente nell’area di gioco e sfruttare due tipologie di attacco. Il moveset sarà determinato dal tipo di arma equipaggiata, che varierà la frequenza di colpi, la loro velocità e le mosse eseguibili, differenziandosi notevolmente in base a quella impugnata. Le armi poi spaziano di tipo, fra spade, spadoni, lance o manopole (per il combattimento corpo a corpo) diversificando notevolmente l’esperienza finale. Per difenderci dagli attacchi nemici è presente una schivata rapida, che sarà fondamentale da padroneggiare, per evitare gli affondi nemici e ripartire con la nostra combo affossando le loro difese.

 

A supportarci, oltre a 9S che agirà in completa autonomia in battaglia (seguendo alcuni semplici ordini impostabili tramite menù) avremo anche un POD, un aiutante robotico che svolgerà un ruolo analogo a quello di Grimoire Weiss di NieR, che in veste di companion, ci coprirà le spalle con il suo fuoco, permettendoci di alternare i colpi fisici a raffiche di proiettili. Lo sparo sarà personalizzabile, consentendoci di alternare raggi laser o missili traccianti, così come potremo installare all’interno del POD alcuni programmi speciali che,  a mo’ di “incantesimo”, potranno evocare attacchi a tempo, utili per fronteggiare le orde di biomacchine. In Automata non è presente un vero e proprio equipaggiamento e oltre alle varie spade, i nostri personaggi non potranno indossare nessun tipo di item extra. Al contrario, in qualità di Androidi, potremo apportare delle “patch” al nostro programma, intervenendo con dei chip che modificheranno alcune nostre caratteristiche. Per farlo avremo degli slot, espandibili nel tempo acquistando vari upgrade, che ci permetteranno di intervenire su vari aspetti del personaggio (o del gioco, come alterare i componenti dell’hud). Potremo andare a migliorare l’attacco, così come la difesa o la capacità di rigenerarsi uccidendo nemici, o estendere la durata della schivata, magari inserendo anche un pratico effetto di rallentamento del tempo, che volgerà le battaglie più difficili a nostro vantaggio Questo sistema permette di modificare a nostro piacimento lo stile di lotta, e ogni regolazione effettuata comporterà cambiamenti tangibili all’interno del gameplay.

recensione
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NieR Automata offre soluzioni che si discostano nettamente dal genere action

Questo è solo un aspetto marginale di NieR: Automata e chi ha giocato NieR saprà già di cosa stiamo parlando. Addentrandoci nel gioco il gameplay (così come la storia) sarà mutevole, offrendo soluzioni che si discostano nettamente da quelle degli action visti negli ultimi anni. Ecco che avremo delle sequenze da sparatutto 2D a scorrimento verticale a bordo di un esoscheletro, per poi passare ad alcune fasi, sempre sparatutto, ma questa volta che strizzano l’occhio al genere dei “dual stick shooter”, quasi a trovarsi in una versione rivista e corretta di Zone of the Enders. In altri momenti la libertà delle nostre azioni sarà vincolata dalla telecamera, la cui prospettiva ci farà passare a sezioni bidimensionali da side scroller, alternando meccaniche platform a combattimenti degni del miglior picchiaduro a scorrimento.

Automata per tutta la sua durata osa, e lo fa ottimamente, azzardando proprio come il suo predecessore.

Ad esempio 9S verrà privato durante il suo gameplay del secondo attacco, che sarà invece sostituito da un “minigioco” di hacking, nel quale comandando una navicella dovremo addentrarci all’interno del sistema delle biomacchine, per assumerne il controllo o detonarle, sfruttando l’esplosione a nostro vantaggio nello scontro e coinvolgendo le macchine vicine. Questo si integra poi anche nella storia permettendoci, specialmente durante le boss fight, di scoprire alcuni elementi narrativi che, in un primo passaggio, non potevamo conoscere, arricchendo senza dubbio la trama e tutti i suoi intrecci.

 

I boss poi rappresentano il fiore all’occhiello di NieR. Ogni battaglia verrà vissuta con intensità, e sarà necessario studiare bene le azioni del nemico evitando attacchi a testa bassa come spesso succede in altri action-RPG. Nulla deve essere mai dato per scontato, tanto meno queste battaglie, che faranno della spettacolarità il loro punto di forza, senza tuttavia scendere nella stessa piattezza ludica vissuta ad esempio nell’ultimo Final Fantasy (dove l’effetto “tutto fumo e niente arrosto era fin troppo fastidioso). In NieR si viene letteralmente catturati e ammaliati da quello che succede a video, con i nemici che fase dopo fase, modificheranno il loro essere e modo di attaccare, con alcune delle sequenze più riuscite degli ultimi anni viste in un videogioco.

 

All is full of love
La realizzazione tecnica è uno degli aspetti meno convincenti di Automata

Purtroppo anche il più puro dei diamanti presenta qualche imperfezione, e NieR: Automata non ne è esente. Così come qualche sbavatura su una trama di per sé ben congegnata, l’altro aspetto meno convincente è rappresentato dalla realizzazione tecnica. Attenzione però a non confondere questa con la direzione artistica, che fortunatamente, viaggia su livelli ben più raffinati. Da un lato abbiamo un design dei personaggi e dei nemici riuscito e caratteristico, il tutto ambientato in un mondo post apocalittico dai paesaggi decadenti e stravolti, che trasudano tutto il dramma della guerra fra biomacchine e umani. Un mondo affascinante, ricco di segreti e dalle atmosfere uniche (sorrette appunto dalla lore e da tutto quello che ne consegue) che però deve fare i conti con una realtà, quella tecnica, claudicante. Nonostante su PlayStation 4 siano stati promessi 60 fps al secondo (arrivando a compromessi con una risoluzione bloccata a 900p, contro i 1080p della versone PRO), all’atto pratico il numero di quadri al secondo crolla spesso e volentieri. La cosa strana, e probabilmente imputabile a qualche problema legato all’ottimizzazione, è che la maggior parte dei rallentamenti la si ha durante le fasi esplorative e non dove sarebbe più lecito aspettarseli, durante gli scontri. C’è da dire che durante le nostre sessioni di prova, il gioco si è aggiornato, e dopo la patch la frequenza dei cali è diminuita sensibilmente, sinonimo quindi di un lavoro post lancio per sistemare tutte le varie magagne e bug.

Altra protagonista indiscussa è la colonna sonora. In ogni istante del gioco saremo accompagnati da bellissime traccie cantate, malinconiche e struggenti, che si adattano alla perfezione alle atmosfere di NieR. Le traccie varieranno poi in maniera organica allo scorrere degli eventi, trasformandosi in grintosi temi da battaglia. Il lavoro che è stato fatto sul piano della direzione del sonoro è encomiabile, così come il doppiaggio, presente sia in originale che in inglese, dona il giusto valore alle numerose scene a video.

NieR: Automata arriva a noi completamente tradotto in italiano, sebbene spesso, nonostante non ci siano gravi errori di traduzione, l’adattamento tradisce quello che viene detto a schermo. Piccoli dettagli che non hanno peso, ma che ne alterano leggermente il significato.

1 2
In conclusione...
9
“2B: la "B" sta per culo”
Con NieR: Automata, Yoko Taro fa la "magia" e ottiene il suo meritato riscatto dopo il bistrattato NieR. Questo nuovo capitolo riassume alla perfezione tutta l'eccentricità del game director giapponese e le qualità innate di Platinum Games per questo genere, e insieme confezionano un titolo che, benché non porti concretamente nulla di nuovo ai JRPG di stampo action, riesce a dimostrarsi originale e geniale al tempo stesso. Questo "Frankenstein" videoludico è qualcosa che vorremmo vedere più spesso. NieR: Automata osa sul fronte della storia che non cade nella banalità e riesce a non essere mai scontata fino alle battute finali, e osa sul gameplay, con continui cambi di registro e meccaniche concettualmente distanti fra loro ma perfettamente a loro agio una volta su schermo. Nonostante la voglia di stupire ad ogni costo, tutto appare molto natuare e non si sente mai, nemmeno per un singolo momento, nessun tipo di forzatura o esagerazione, anzi, difficilmente avrete voglia di staccarvi dal mondo di Nier. C'è qualche sbavatura nella realizzazione tecnica, spesso inadeguata per il titolo che vuole essere, o qualche leggerezza in una trama che potremmo definire maestosa, ma sono piccoli prezzi da pagare (e accettare) per portarsi a casa uno dei titoli migliori di questo 2017, e uno degli action-RPG che che speriamo vivamente riescano a segnare il nuovo corso di questo genere videoludico.
Gameplay poliedrico
Direzione artistica stellare
La storia regala grandissime soddisfazioni...
x ...sebbene ci sia qualche leggerezza nel racconto
x Tecnicamnete altalenante

due parole sull'autore
Giacomo è il nonno del gruppo e giocatore fin dall'alba dei tempi. Finché non crepa, potete leggere i suoi deliri senili su queste pagine, che sopravviveranno al loro autore anche se chiudessimo il sito entro l'anno.
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