Recensione
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Sono appena iniziate le finals NBA, uno degli eventi sportivi più attesi durante il corso dell’anno sopratutto dai fan della palla a spicchi. La pallacanestro vede la sua massima esposizione nei grossi palazzetti ma ben pochi si ricordano da dove iniziano le grandi star: dai campi di periferia. Pochi sono stati i titoli che hanno portato la sensazione “del campetto” in ambito videoludico; ci ha provato Midway nei primi anni 90 con NBA Jam, uno dei titoli arcade più famosi e fonte d’ispirazione per spin-off sportivi come Fifa Streets. Dopo anni di assenza dagli schermi videoludici (l’ultimo NBA Jam è del 2010) torna un titolo arcade dedicato allo sport più bello del mondo grazie a Saber Interactive che ha rilasciato a inizio maggio NBA Playgrounds. Dopo aver passato ore a sparare triple con Kyrie Irving e vincere trofei siamo pronti a dirvi la nostra in questa recensione.

Versione testata: Playstation 4

 

 

Spolliciate per uno spacchettamento

NBA Playgrounds nasce dalla voglia di riproporre un titolo diverso dai soliti simulativi; Saber Interactive l’ha reso noto più volte dichiarando di non voler far guerra a 2K che, con la serie NBA 2K, domina il mercato ormai da anni. Playgrounds ha l’obiettivo di far divertire il giocatore grazie all’immediatezza e semplicità nei comandi uniti a grande frenesia e un pizzico di strategia, visto che con giocatori ben amalgamati si riesce ad avere la meglio facilmente sul proprio avversario. Al primo avvio ci si troverà davanti una prerogativa dell’intera produzione di Saber: pacchetti in stile Ultimate Team dove trovare e reclutare i membri della propria squadra. Infatti non potremo utilizzare tutte le superstar NBA dall’inizio ma dovremo “spacchettarli” in pieno stile Fifa; vincendo i match otterremo punti esperienza e, una volta saliti di livello, guadagneremo un pacchetto. Al suo interno possiamo trovare un giocatore comune, un epico o addirittura una leggenda; quest’ultime sono molto rare e avremo maggiori possibilità di beccarle vincendo i vari tornei o sfide online. NBA Playgrounds, al momento, è tutto qui: amichevoli per conquistare punti esperienza per sé e per i propri giocatori, che salendo di livello questi imparano nuove mosse speciali, tornei per i pacchetti più rari e la modalità online per confrontarsi con il resto del mondo. La modalità che più terrà i più accaniti davanti allo schermo è sicuramente quella dedicata ai tornei: qui dovremo comporre il nostro team che tenterà la scalata al titolo in una serie di match due contro due. Durante ogni incontro avremo degli obiettivi – come ad esempio segnare un tot di tiri da 3 di fila o rubare una serie di palloni – per conquistare punti extra e riuscire a salire più facilmente di grado. I vari tornei crescono di difficoltà e alcuni sono anche piuttosto tosti (abbiamo ripetuto la finale di Shangai almeno una trentina di volte, solo la fortuna ci ha permesso di superarla) a meno che di possedere giocatori Epic o Legend, il che facilita di molto le cose. “Spacchettare” e trovare un LeBron James o uno Steph Curry avvantaggia molto la vittoria in certi frangenti e permette di abbassare il livello di difficoltà, a patto di saperli usare. Al momento il numero di competizioni è limitato ma Saber Interactive ha promesso, prima dell’uscita, aggiornamenti regolari con possibili incrementi sia per quanto riguarda il roster di giocatori utilizzabili sia per i tornei. Se l’offerta proposta per il single player è reputabile scarsa non possiamo non dire altrettanto, se non peggio, per quella multigiocatore. NBA Playgrounds supporta fino a 4 giocatori in locale mentre per quanto riguarda l’online potremo scegliere se affrontare un nostro amico in una gara non classificata o se sfidare qualcuno nel resto del mondo in un sistema simile alle Stagioni di Fifa. Uno dei più grandi difetti che abbiamo riscontrato durante le nostre partite è stato quello della poca varietà di azioni da parte degli avversari che, spesso, prendevano la palla e iniziavano a sparare triple dall’angolo rendendo il tutto una mera gara a chi sbaglia di meno.

 

 

Baaam, giù nel canestro!

Come abbiamo evidenziato più volte, sia nell’introduzione che nel primo paragrafo, NBA Playgrounds cerca di portare in chiave moderna quel che è stato NBA Jam nei primi anni novanta. Per farlo si affida a un gameplay veloce e semplice, tanto da renderlo adatto anche a chi non ha mai masticato un titolo sportivo e in particolar modo il gioco del basket. Ad affrontarsi sul campo da gioco sono due team composti da due giocatori ciascuno e l’obiettivo è quello di far più punti dell’avversario al termine del tempo. Per far canestro le due squadre hanno circa 12 secondi, questo timer viene resettato in due casi: cambio possesso – sia esso per un canestro subito o perchè palla rubata – o se la sfera tocca la superfice del canestro e poi viene ripresa dalla squadra attaccante. Alle regole base della pallacanestro si aggiungono, nella produzione di Saber Interactive, alcune stravaganti varianti: ad esempio se il tasto del tiro viene rilasciato in maniera perfetta allora verrà aggiunto un punto, stessa cosa nel caso del primo canestro dell’intera partita. Ogni azione spettacolare che verrà effettuata – comprese quelle avversarie – in partita servirà a riempire una particolare barra, una per squadra e posta in alto sullo schermo, che una volta completa farà entrare in gioco, automaticamente, un bonus casuale che può cambiare l’intero esito della partita. Si va dal raddoppio dei punti nel caso di tiri da tre punti al far passare i 12 secondi dell’avversario per il tiro in maniera veloce non consentendo un’azione elaborata. Questi bonus possono permettere grandi rimonte oppure limitare un avversario particolarmente arrabbiato – come nel caso degli ultimi tornei single player – che può mettere in seria difficoltà una partita già vinta.

 

 

Superdeformed baby

Se dal lato ludico può deludere la mancanza di varie modalità di gioco anche dal lato grafico il titolo non è nulla di particolare o memorabile. I modelli dei giocatori sono riprodotti fedelmente in stile super deformed, adatti per evidenziare la particolarità del titolo e delle situazioni poco realistiche che ci ritroveremo ad affrontare. Per quanto riguarda i vari fondali, invece, sono ben realizzati con la presenza di alcuni spettatori curati ottimamente che faranno far più di un sorriso al giocatore. Nella norma, invece, la colonna sonora che proporrà allo sfinimento un’unica traccia che, per quanto divertente e “catchy”, stuferà presto. Il titolo è completamente tradotto in italiano anche se le poche voci presenti, sopratutto quelle del commento, restano in lingua inglese.

In conclusione...
8
“Basket for dummies”
NBA Playgrounds è uno di quei titoli perfetti per una serata in compagnia grazie alla facilità dei comandi e un gameplay adatto anche a chi non conosce il basket. Purtroppo la stessa perfezione non è possibile riscontrarla in single player, questo a causa della pochezza di opzioni e nella povertà di tornei disponibili. Ci aspettiamo che Saber Interactive mantenga la parola e renda, con il tempo e i dovuti update, NBA Playgrounds adatto anche a chi ama passare serate in solitario.
Gameplay frenetico e divertente
Superstar NBA realizzate in maniera ottima
x Sonoro irritante dopo un po'
x Poche modalità in single player

due parole sull'autore
Nato già con il joypad in mano, possessore di SNES prima ancora che del biberon ma cresciuto con la Playstation nel cuore. Grosso amante dei JRPG e dei titoli sportivi. Recentemente ha acquistato anche una Xbox One così da poter dire la sua su tutto il panorama videoludico attuale.
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