Recensione
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Cosa succede quando FEZ incontra Echochrome? Cosa succede quando una splendida colonna sonora e un team di talentuosi level-designer si fondono con le architetture di Escher? E cosa succederebbe se tutte le regole conosciute sulla prospettiva si ritrovassero in un ambiente onirico, un ambiente in cui l’occhio può essere illuso e la gravità ingannata con un semplice gioco visivo?

Lo studio di sviluppatori indipendenti Ustwo ha provato a porsi questa domanda; e Monument Valley è la loro risposta. Dopo aver venduto 500.000 copie in un mese e aver raggiunto un milione nei due successivi, il piccolo gioiello di Ustwo è stato nominato a un gran numero di cerimonie in onore dei videogiochi attuali, e si è aggiudicato ben due premi BAFTA Video Game Awards come “Miglior Videogioco Britannico” e “Mobile” nel suo anno di uscita. Sarà stato per la sua natura, la sua colonna sonora, i suoi puzzle, magari per il suo level-design? O anche soltanto per il suo stile grafico?

In breve, cos’è che rende Monument Valley davvero particolare?

 

Versione testata: Android

Dispositivo: Huawei P8 Lite

 

 

Lode alla Principessa

Come si potrebbe parlare di Monument Valley senza fare un gran plauso al comparto tecnico dell’intera esperienza? Con uno stile interamente realizzato da disegni stilizzati (e poi animati), il titolo di Ustwo è una gioia per gli occhi fin dal primo istante, dopo un brevissimo “tutorial” in cui il gioco lancia già un messaggio parecchio chiaro: l’occhio umano è ingannevole.

 

Monument Valley

 

La trama di Monument Valley non è assolutamente un elemento centrale per l’esperienza

La trama è appena accennata, ma resta criptica e oscura per tutta la durata dell’esperienza di gioco: il giocatore dovrà accompagnare una misteriosa principessa in un viaggio nella “Valle dei Monumenti” alla ricerca di “redenzione”, guidandola attraverso puzzle di illusioni ottiche e “oggetti impossibili” che andranno a comporre i vari puzzle del gioco. Eppure, per quanto possa essere interessante, appare chiaro come la trama di Monument Valley non sia assolutamente un elemento centrale per l’esperienza complessiva: spingendo il giocatore a far lavorare le meningi per accompagnare la principessa a fine-livello, il gioco vanta un level-design in grado di stupire ad ogni istante, grazie agli splendidi sviluppi di ogni livello e a una tavolozza di colori che gioca su tonalità e sfumature. In alcuni, non-troppo-isolati casi, giocare uno dei dieci livelli dall’inizio alla fine sarà come esplorare un libro pagina dopo pagina, con sviluppi sempre maggiori e un aspetto artistico così carico di innocenza da sfiorare la poesia.

Quando si tratta di accarezzare il giocatore con una splendida colonna sonora, poi, Monument Valley non ha nulla da invidiare a un gran numero di altri titoli, indipendenti e non: con una delicatezza tipica della migliore esperienza visiva possibile, le tracce audio del titolo di Ustwo non sono mai inappropriate o anonime, e riescono a imprimersi con forza nella mente del giocatore.

In breve, non c’è un aspetto del comparto tecnico di Monument Valley che sia in grado di deludere il giocatore. Grazie alla piacevole leggerezza del motore grafico, inoltre, il titolo può essere scaricato e giocato su un gran numero di dispositivi di fascia medio-bassa, garantendo sempre un’esperienza godibile per tutta la durata dei dieci livelli forniti.

 

Monument Valley

 

Mi gira la passerella…
Monument Valley gioca con la prospettiva per fornire un level-design sensazionale

Il gameplay di Monument Valley non è nulla di estremamente originale in senso stretto, e, se analizzato in sé, potrebbe persino avere un retrogusto di “già visto”. FEZEchochrome, citati in apertura, hanno già tentato (con estremo successo) di far giocare gli utenti con la prospettiva, e il titolo di Ustwo non fa altro che riprendere delle meccaniche molto simili per riprodurle in un contesto diverso. Da parte sua, tuttavia, Monument Valley possiede certamente un level-design e un aspetto grafico di gran rilievo, che contribuiscono in gran misura all’atmosfera complessiva che accompagna il giocatore dall’inizio alla fine.

 

Monument Valley

 

Da vere e proprie scatole che si schiudono ad ambienti un po’ più “lineari”, ogni livello di Monument Valley è una “piccola opera d’arte” che merita di essere ammirata, prima ancora che giocata, usando le proprie dita per modellare alcuni elementi dell’ambiente di gioco che permetteranno alla principessa di giungere alla fine. Che si tratti di manovrare passerelle rotanti o veri e propri pezzi di livello da poter spostare, i puzzle incontrati dalla principessa saranno quasi tutti incentrati principalmente sulla prospettiva, in un mondo in cui fidarsi dei propri occhi è certamente un errore e dove le normali leggi della fisica non sembrano sapersi imporre.

Il viaggio nella Valle dei Monumenti, però, è piuttosto breve e mai troppo complesso, a meno di giocare a tarda notte quando il cervello è già stanco per ragionare lucidamente. I puzzle procedono senza troppi sforzi da parte del giocatore, e, a meno di scaricare i componenti aggiuntivi, il pellegrinaggio della principessa Ida è destinato a finire molto presto, pur lasciando un forte senso di soddisfazione nel cuore del giocatore.

 

Poesia colorata
Monument Valley è poesia in forma videoludica

Monument Valley è pura poesia in forma videoludica, ed è difficile obiettare a un argomento simile. Il comparto tecnico estremamente raffinato, la colonna sonora delicata, lo stile artistico e il level-design dell’intera esperienza hanno sempre un gusto esotico e misterioso, in grado di causare dipendenza come solo il miglior gioco Indie per Mobile saprebbe fare. In un luogo dove i sensi possono ingannare, l’unica arte che conta è la scienza della logica e dei meccanismi: l’unica arma veramente in grado di accompagnare Ida fino alla fine di ogni livello.

 

Monument Valley  Monument Valley

 

Tuttavia, Monument Valley soffre anche di qualche problema minore di gameplay, soprattutto quando ci si rende conto che i puzzle sono relativamente semplici e che la durata complessiva è particolarmente breve. Nonostante ciò, però, il piccolo capolavoro di Ustwo resta comunque una perla del panorama Indie-Mobile, forse troppo breve per una pubblicazione su piattaforme più “imponenti”, ma sicuramente non abbastanza da non poter essere apprezzato da tutti gli amanti della cosiddetta “Ars Ludica”.

 

Scheda Prodotto
Data di uscita: 25/06/2015
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In conclusione...
9
“Per cortesia, sior Corvo, potrebbe spostarsi?”
In una Valle in cui i sensi possono ingannare, una principessa cerca la sua redenzione attraverso puzzle basati sulla prospettiva che non sembrano appellarsi ad alcuna legge definita della Fisica. Monument Valley è un titolo in cui le regole non esistono, un "luogo" in cui il giocatore deve ambientarsi e sconvolgere tutte le sue certezze se spera di arrivare alla fine di ogni livello. Fondendo le architetture di Escher con le meccaniche di gameplay di Echochrome, gli sviluppatori indipendenti di Ustwo sono riusciti a creare una vera e propria esperienza visiva, prima che un videogioco impegnativo. Se i puzzle del gioco sono piuttosto semplici, infatti, l'intero comparto tecnico e la colonna sonora ergono prepotentemente la loro voce e la rivolgono al giocatore, scuotendolo dalle fondamenta per intimarlo ad attraversare "solo un altro livello" di Monument Valley.
Splendido stile grafico animato
Colonna sonora delicata e mai anonima
Spiazzamento iniziale del giocatore
Pura "Arte Videoludica"
x Trama criptica, quasi assente
x Puzzle piuttosto semplici
x Esperienza di breve durata

due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
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