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Un impermeabile giallo, un accendino e un piccolo ciuffo di capelli a coprire il volto: riuscireste a sopravvivere solo con questi mezzi?

 

Vi svegliate dentro una valigia aperta, grande abbastanza da coprire solo due terzi della vostra altezza. Siete una ragazzina, con addosso nient’altro che un impermeabile di un giallo vivo e un accendino in tasca, e siete reduci di un incubo che vi ha fatto riprendere conoscenza completamente da soli, indifesi, in una gigantesca e misteriosa struttura di metallo. Cosa sareste disposti a fare per sopravvivere?

Queste sono le premesse di Little Nightmares, una piccola e raffinata esperienza videoludica ad opera di Tarsier Studios e pubblicata da Bandai Namco Entertainment. Un’esperienza che invita il giocatore a una lenta ma inesorabile discesa nell’oscurità, abbracciando il genere del Survival Horror e mischiandolo a splendidi elementi di platforming in un falso 3D.

Little Nightmares è ora disponibile per PlayStation 4Xbox OnePC, al prezzo di €19,99.

 

Versione testata: PlayStation 4

 

 

I Sei Peccati Capitali
Una protagonista piccola e indifesa

Protagonista dell’avventura sarà Six, la ragazzina che abbiamo descritto in apertura, svegliatasi appunto in un mondo che fa quasi pensare alla favola di Jack e la Pianta di Fagioli – se non fosse che Little Nightmares, di favolistico, ha davvero ben poco. Tutto è spropositatamente grande rispetto alla bambina, dai più “piccoli” contenitori di latta (alti almeno quanto lei stessa) ai giganteschi mobili che l’innocente protagonista si ritroverà a scalare nel corso della sua fuga. Six è completamente indifesa, e non ha neanche un’arma a sua disposizione: l’unico oggetto in suo possesso è un accendino, in grado di farle luce nell’oscurità dell’imponente struttura metallica circostante; una struttura che farà di tutto per fermare lei e la sua avanzata verso l’esterno, mossa fin dai primi istanti in cerca di libertà. Nella gran parte dei casi, l’unica soluzione possibile sarà scappare o nascondersi da questo o quel nemico, o in alternativa distrarlo per poter andare avanti senza problemi; non c’è modo di sconfiggere gli avversari che si incontreranno nel corso del gioco (a parte qualche rarissima eccezione), e spesso Six non potrà fare altro che arrampicarsi da qualche parte per raggiungere un condotto o fuggire alla presa dei suoi inseguitori.

Queste le premesse della storia di Little Nightmares, tanto semplice all’apparenza quanto ricca di misteri per tutta la durata dell’intera esperienza. Gli unici elementi per comprendere il mondo di gioco, infatti, ci saranno dati esclusivamente dall’ambientazione stessa, e starà al giocatore “unire i puntini” per costruire un quadro efficace, cercando di comprendere cosa succede nel misterioso stabilimento e chi sono i suoi strani abitanti. Il tutto nel più imperioso e religioso silenzio.

 

 

L’Arte del Silenzio

Little Nightmares non ha bisogno di dialoghi, per convogliare l’idea alla base dell’intero progetto: eliminando le parole dal gioco e sostituendole con suoni, versi e semplice colonna sonora, gli sviluppatori hanno giocato parecchio sul silenzio per creare un’atmosfera cupa e opprimente, in cui gli unici rumori udibili sono spesso i passi di Six e il respiro dei nemici. Per questo motivo, Little Nightmares è indubbiamente un’esperienza da vivere in cuffia o con un impianto audio adeguato, immergendo i propri sensi interamente all’interno del gioco: la splendida atmosfera, coi suoi giochi di ombre e di luci, si sposa alla perfezione con una colonna sonora lenta e delicata, e i suoni riverberati nelle ampie sale del complesso sono pura poesia, alle orecchie di chi sa coglierne le sfumature.

 

Ogni partita a Little Nightmares è una splendida esperienza ludica, da vivere in cuffia o con un impianto audio adeguato

 

Grazie a tutto ciò, ogni partita a Little Nightmares si trasforma in una splendida esperienza ludica da vivere al meglio delle proprie possibilità: che si tratti di fuggire da un avversario famelico o di nascondersi all’ombra di un altro – magari scalando una libreria a tal scopo –, l’atmosfera e il curatissimo sound design sapranno immergervi alla perfezione nell’ambiente esplorato da Six, spingendovi a volte a trovare le soluzioni più rapide ed efficaci per risolvere un enigma. Davvero interessante anche l’idea di inquadrare gli ambienti in 3D lateralmente, seguendo di volta in volta i movimenti della piccola protagonista da una stanza all’altra. Ciò dà al titolo un gusto estetico affatto scontato e indubbiamente di tutto rispetto, sebbene una tale scelta risulti a volte problematica per percepire la giusta profondità dell’ambiente di gioco: non di rado, infatti, ci è capitato di sbagliare un salto o di cadere in un dirupo semplicemente perché la telecamera non aiuta sempre a percepire le distanze con facilità, e sbagliare un salto è realmente questione di pochi attimi di disattenzione.

 

Tra Ombre e Morte
Little Nightmares ha un evidente e riuscito gusto per il grottesco

Il gusto per il grottesco di Little Nightmares è evidente fin dalle prime apparizioni degli avversari più semplici, e, nonostante un character design non troppo originale, non ci sembra sicuramente il caso di bocciare l’opera di Tarsier Studios sul lato artistico, che può vantare una produzione a dir poco eccellente rispetto a molti altri progetti del genere. L’atmosfera, come già accennato, è sapientemente costruita in un continuo gioco di luci e ombre, con un motore grafico dalla bellezza indiscutibile tanto per l’arredamento quanto per i personaggi in gioco: ogni stanza è curata fin nei minimi dettagli per convogliare un’idea ben precisa della struttura, e non c’è un solo istante in cui il giocatore non si senta minuscolo e insignificante rispetto alla maestosità che lo circonda. Ciò contribuisce a un senso di oppressione che fa da vero elemento cardine in un survival horror del genere, e che sembra tenere in piedi l’intero scheletro ludico nel suo complesso, portando il giocatore a essere cauto in ogni istante dell’avventura (e, spesso, a fermarsi un attimo per ammirare la splendida scenografia intorno a sé).

Una menzione d’onore va fatta, inoltre, agli effetti di luce e alla gestione complessiva dell’illuminazione globale, così affascinante e ben resa da rasentare il foto-realismo. La luce dell’accendino della stessa Six può persino dare assuefazione, al giocatore che deciderà di abusarne: i fasci di luce creeranno sagome e ombre nette e definite ogni volta che si infrangeranno contro un oggetto, contribuendo in larga parte alla curiosa bellezza dell’intera esperienza di gioco.

Anche sul lato tecnico è difficile criticare la piccola perla di Tarsier Studios, che scorre fluida sullo schermo quasi senza sbavature per tutta la durata dell’avventura; unico problema potrebbero essere, in questo senso, i caricamenti iniziali di ogni stage e quelli che fanno da intermezzo tra una morte e il “respawn”, che a volte arrivano a toccare anche la mezza dozzina di secondi (in media) e che spezzano indiscutibilmente un’esperienza di gioco caratterizzata dal Trial & Error.

 

 

“È stato breve, ma intenso”

Little Nightmares è un’esperienza dall’indubbia intensità, capace di coinvolgere dall’inizio alla fine nelle sue atmosfere e nei suoi toni grotteschi e oscuri. L’identità quasi artistica del lavoro compiuto dagli sviluppatori è fuori discussione, e sembra rimandare direttamente ai lavori svolti da PlayDead con Inside e LIMBO, pur piegando quello stile e quei linguaggi alle proprie esigenze. Tanto più che non è certo semplice (come pure hanno insegnato i PlayDead stessi) rendere efficacemente un personaggio che non ha una sola linea di dialogo, e che basa buona parte della propria caratterizzazione sulla fragilità e sull’innocenza; gli sviluppatori di Tarsier Studios fanno un passo persino successivo nella caratterizzazione di Six, svelando lati della ragazzina che non sembrano appartenerle e che, proprio per questo motivo, sono ricchi di una potenza drammatica difficile da mettere in discussione. Non a caso, la domanda che abbiamo fatto in apertura: cosa sareste disposti a fare, per sopravvivere?

Purtroppo, Little Nightmares è un’esperienza tanto affascinante e riuscita quanto breve, con una media giocata di sole 4 ore (per quanto indiscutibilmente intense e d’effetto). Gli enigmi ambientali sono ben costruiti, e la loro intuitività fa quasi pensare che lo scopo degli sviluppatori non fosse quello di creare un gioco divertente (come pure son riusciti a fare), quanto piuttosto quello di creare un’esperienza di gioco intensa, da vivere dall’inizio alla fine. Ed è questa, nonostante la sua brevità, una delle maggiori qualità di Little Nightmares: pur avendolo finito nel giro di pochissime ore, vi ritroverete oppressi dal desiderio di volerne ancora. E questo, inevitabilmente, vi spingerà a fare almeno una seconda run alla ricerca di tutti i segreti e collezionabili (sostanzialmente candele da accendere, bambole da rompere e strani esserini da abbracciare).

 

In conclusione...
8.5
“Le dimensioni non contano, quando sai come muoverti”
Little Nightmares è una delle sempre più numerose perle del mondo indipendente, che fa dell'atmosfera oscura e grottesca il suo punto di forza principale e gioca con un sapiente utilizzo di elementi grafici e sonori per costruire un'esperienza di impatto. E, da amante dell'horror, chi scrive non può non ammettere che ci riesca alla perfezione: sebbene l'avventura sia decisamente troppo breve (purtroppo), le poche ore di gioco che riesce a fornire sono abbastanza intense da consigliare l'acquisto, se non altro per godere dell'incredibile sound-design o della splendida colonna sonora adottata dagli sviluppatori, in grado di immergere il giocatore in un mondo di gioco opprimente e affascinante al tempo stesso. Little Nightmares è senza dubbio l'ennesima storia sulla ricerca della libertà da parte di un oppresso, non lo neghiamo; ma, nel suo piccolo, umile e ben curato contributo al genere horror, non si può dire che non sia riuscito a costruirsi una forte identità, che sarete spinti a vivere e rivivere anche molti giorni dopo averlo portato a termine.
Atmosfera oscura e ben riuscita
Motore grafico fluido e meraviglioso da vedere
Colonna sonora di qualità
Esperienza intensa ed efficace...
x ... Ma troppo breve per non volerne ancora
x Caricamenti un po' lunghi
x Profondità visiva leggermente fuorviante

due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
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