Recensione
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Con il finire della stagione estiva e con il lento avvicinarsi a quella autunnale l’aria si riempie di  quella malinconia legata alle piacevoli giornate trascorse e ormai giunte al termine. La vita riprende man mano la sua quotidianità, si ritorna ormai a lavorare. Ed è proprio in questo clima che il team di italiani Ovosonico ha rilasciato la sua ultima fatica: Last Day of June. Distribuito da 505 Games su PC (via Steam) e PlayStation 4, si tratta di un titolo estremamente emotivo e che mette a dura prova il giocatore e i suoi sentimenti. Senza dilungarci troppo, scopriamo insieme le ragioni che si nascondono dietro quest’ultima affermazione.

Versione testata. PC Windows

L’estate sta finendo…

Last Day of June ha inizio con i protagonisti Carl e June intenti a godersi una piacevole giornata estiva sulla riva di un lago. È possibile sin da subito notare il profondo amore che lega i due personaggi, guidati da un sentimento puro e sincero chiaramente visibile dalle loro azioni e dalle reciproche attenzioni che i due si scambiano. June ha preparato un regalo per Carl e la sua contentezza è lampante quando un temporale si scatena e li obbliga a recarsi al riparo. Giunti in auto, i due ripartono per tornare a casa ma uno spiacevole incidente li coglie portando alla morte di lei e alla perdita delle gambe di lui.

La perdita di June è insuperabile…

Nonostante sia trascorso già del tempo, Carl non riesce a voltare pagina, il dolore è struggente e si ripercuote sul suo stile di vita e sulla sua abitazione ormai priva di vitalità. Un cambiamento drastico, insomma, che dà inizio al fiume di tristezza che sta per travolgere il giocatore.

 

Durante una di queste notti, Carl viene risvegliato bruscamente da un brutto sogno riguardante quel triste e doloroso avvenimento. Presa la propria sedia a rotelle, si recherà nella stanza che conteneva i quadri della sua amata, scoprendovi qui una strana magia che gli permetterà di rivivere, nei panni di coloro che erano presenti nelle strade della città, la giornata che ha cambiato negativamente la sua vita. In questo modo il giocatore arriverà a scoprire i dettagli che hanno portato all’incidente e potrà tentare di modificare gli eventi con la speranza di salvare June.

Puoi davvero battere il destino?

Ad ogni tentativo fallito si vedrà come la rabbia di Carl sia sempre maggiore, quasi come se la vita volesse girare il coltello nella piaga e si stesse divertendo a veder soffrire ancor di più un poveruomo. Ed è proprio in questo percorso di “trial and error” che l’emotività di questa avventura raggiunge livelli altissimi (qualcuno ha detto To the Moon?) che in nessun modo riuscirà a lasciare il giocatore indifferente.

Siamo artefici del nostro destino

Last Day of June tratta tematiche profonde e sempre attuali come il controllo del tempo ed il destino. Nonostante non siano temi originali poiché spesso già utilizzate, gli autori sono riusciti a garantire comunque indipendenza e unicità grazie ad una narrazione di alto livello che non manca mai di indovinare sapientemente i momenti giusti.

Temi storici sono trattati con coraggio e originalità

Perché anche se è vero che siamo gli artefici del nostro destino, perché sebbene ci sia data la possibilità di rimediare agli errori del nostro passato, le conseguenze di quell’effetto farfalla tanto famoso sono sempre dietro l’angolo. Ed è qui che i ragazzi di Ovosonico sono riusciti nel difficile compito di raccontare sapientemente una storia tragica che lascia, nel complesso, pochi barlumi di speranza al giocatore, che riesce a comunicare perfettamente il dolore e la sofferenza dello sciagurato protagonista. A dare maggiore risalto allo splendido lavoro svolto, contribuiscono i personaggi secondari quali il Ragazzino (fastidioso, N.d.R.), la Migliore Amica, il Cacciatore e il Vecchio con le loro storie passate, anch’esse cariche di malinconia e tristezza.

Sarà saggio giocare col tempo?

Le fasi in cui Carl cercherà di modificare gli eventi passati saranno le uniche porzioni di Last Day of June in cui si giocherà nel senso proprio del termine. Il giocatore sarà chiamato a risolvere piccoli enigmi dalla difficoltà sufficientemente elevata da intrattenere ma decisamente bassa nel complesso. La scelta è probabilmente dovuta al desiderio di non distogliere l’attenzione dalla narrazione in modo da creare un ecosistema che sia immersivo e coinvolgente al massimo. Durante queste fasi capiterà spesso di sbagliare e di dover ricominciare.

Immersione ed emozioni vengono prima della giocabilità vera e propria

Quando capiterà, alcune scene saranno tagliate in modo da velocizzare i tempi e da non annoiare rapidamente. Tuttavia, le scene che mostrano la morte di June saranno ripetute senza esclusione e senza la possibilità di saltarle. In questo caso la frustrazione salirà facilmente alle stelle ma ci sentiamo di giustificare questa scelta come un ulteriore strumento capace di farci immedesimare nelle stesse sensazioni provate da Carl.

Nell’esplorazione che porterà alla risoluzione degli enigmi nei panni dei vari personaggi secondari, il giocatore potrà raccogliere una serie di collezionabili (ognuno può raccogliere unicamente quelli legati a se stesso) che corrispondono a foto ricordo. Queste, come accennavamo in precedenza, mostrano il passato di ciascuno dei vicini di Carl e June e nessuno di loro sarà esente da avvenimenti tristi nella propria vita. 

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Lo stile artistico ed il design che caratterizzano Last Day of June sono profondamente ispirati e permeano ogni centimetro del gioco, dai modelli poligonali alle colonne sonore e passando per le texture. I modelli poligonali sono semplici ma dal forte impatto visivo, con personaggi privi di occhi e di bocca ed incapaci di parlare se non per versi. Perché non è importante che abbiano un aspetto ben definito, non è importante in quali futili parole possano perdersi: ciò che conta sono le loro storie, le loro emozioni, i loro stati d’animo, tutte cose in cui potremmo ritrovarci tutti da un giorno all’altro, vittime di un destino crudele.

Eccellente è stato anche il lavoro svolto nella gestione dei colori, molto vivaci e caldi nei momenti felici della coppia, ma scuri, tetri e cupi nei momenti di pura tristezza. E la colonna sonora, realizzata dal musicista Steven Wilson, accompagna perfettamente queste decisioni, con una colonna sonora indimenticabile e che nel modo giusto accompagna ogni secondo delle circa tre ore necessarie a completare il gioco.

In conclusione...
9
“Non puoi vincere contro il destino”
I ragazzi italiani di Ovosonico sono riusciti nell'impresa di raccontare una storia tragica e coinvolgente, di intrattenere il giocatore toccando le corde del suo cuore. Last Day of June è un vero e proprio capolavoro, che in tre ore soltanto riesce ad emozionare e al contempo a far riflettere sulla drammaticità della vita e sull'ineluttabilità del destino. Il team di sviluppo è così riuscito a comunicare saggiamente gli stati d'animo del protagonista sventurato in contemporanea, tra gioia e dolore, fino al finale dolce amaro. Temi importanti, sì noti ma trattati con coraggio e desiderio di fare qualcosa di più rispetto al solito. Insomma, Last Day of June è un capolavoro ed è difficile convincervi di ciò senza rovinarvi l'esperienza con degli spoiler, ma vi consigliamo caldamente di fidarvi e di lasciarvi trasportare nell'ultima giornata della dolce June.
Narrazione eccellente
Temi profondi
Personaggi indimenticabili
Design di alto livello
x Non adatto ai deboli di cuore

due parole sull'autore
Un povero laureando in informatica, che ha scelto questa strada con la speranza di poter lasciare la propria impronta nel mondo dei videogiochi. Amante dei giochi di ruolo e, soprattutto, del gaming su PC (non a caso il PC gamer della redazione) non disdegna comunque il gioco su console, con diverse centinaia di ore di gioco per ciascuna console di sua proprietà.
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