Recensione
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Il ricordo dei propri cari è senz’ombra di dubbio uno dei beni più preziosi contenuti all’interno del nostro cervello e si tratta dell’unico vero modo che abbiamo per fermare il tempo e per poter stare con chi amiamo per sempre.

Il ricordo dei propri cari è senz’ombra di dubbio uno dei beni più preziosi contenuti all’interno del nostro cervello e si tratta dell’unico vero modo che abbiamo per fermare il tempo e per poter stare con chi amiamo per sempre. Lo sanno bene i ragazzi di The Farm 51, visto che non solo hanno utilizzato questo tema per la loro ultima impresa videoludica, ma che, proprio per una forma di rispetto verso le vittime della tragedia all’Arena di Manchester del mese scorso, hanno deciso di posticipare la data d’uscita di Get Even dal 26 maggio al 23 giugno. Ora mancano solamente due giorni all’uscita del titolo in questione e noi siamo finalmente pronti per raccontarvi il nostro appofondito viaggio all’interno dei ricordi di Cole Black, misterioso individuo dal passato oscuro. Come al solito, prima di passare alla recensione vera e propria, vi ricordiamo che Get Even è disponibile sui rispettivi store digitali di PC, PlayStation 4 e Xbox One all’ottimo prezzo di 29.90€, ma può vantare una versione retail per il mercato console. Siete pronti a viaggiare all’interno delle vostre menti?! Buona lettura!

Versione testata: PlayStation 4

Voler raccontare tutto, ma non poter dire nulla
La trama di Get Even è, senza mezzi termini, una delle migliori produzioni narrative degli ultimi anni

Parlare della trama di Get Even senza fare alcun tipo di spoiler (e rovinare così il lavoro certosino fatto dal team polacco) è davvero difficile e complesso. All’interno della storia dell’ultima fatica dei ragazzi di The Farm 51 interpreteremo Cole Black, uomo dal passato misterioso che, dopo aver fallito nel tentativo di salvare una ragazza da un rapimento e averla vista morire sotto i propri occhi, si risveglia all’interno di un manicomio abbandonato. Impossibilitato ad andarsene, Cole sarà costretto a seguire la voce di un oscuro burattinaio (chiamato Red) attraverso gli altoparlanti dell’edificio e ad intraprendere un viaggio nei propri ricordi per scoprire cosa si cela all’interno della sua memoria. Questo è solo l’inizio di una trama che, senza mezzi termini, si rivelerà certamente essere una delle migliori produzioni narrative degli ultimi anni. Un cast ristretto di personaggi enormemente caratterizzati, una storia avvincente capace di far riflettere in più momenti, continui colpi di scena e una regia che dona al tutto un ritmo sensazionale sono solo alcuni dei punti che rendono Get Even un vero e proprio capolavoro per quanto riguarda la narrazione all’interno del media videoludico. Le meccaniche da Walking Simulator (ibridate con quelle dei più classici FPS) donano a tutta la storia un ritmo unico che trasforma il lavoro dei ragazzi polacchi in un vero e proprio film interattivo. Dimenticate tutte le possibili complicazioni della dissonanza ludonarrativa (quando la narrazione deve per forza piegarsi al contesto videoludico): in Get Even non ci sono le ondate di nemici da sconfiggere (il numero degli avversari è sempre “realistico”) e le scelte che intraprenderemo all’interno del gioco non serviranno solo per creare dei bivi narrativi, ma ogni singolo aspetto della produzione è pensato con l’obiettivo di raccontare una storia matura, emozionante, elaborata e profonda. Nel corso della nostra avventura, inoltre, sapranno alternarsi sapientemente sequenze d’azione, altre più riflessive (con tanto di puzzle ambientali) e altre dalle atmosfere a tratti horror. Il risultato, una volta terminata la corsa, è quello di aver giocato ad un titolo complesso, carico di informazioni e capace di rimanere all’interno della nostra testa (e del nostro cuore) per un sacco di tempo. La presenza di collezionabili (anche in questo caso narrativi) permette inoltre di aumentare una longevità del titolo, che, alla prima run, si attesta tra le 10 e le 15 ore di gioco in base all’abilità del giocatore. Proprio i suddetti collezionabili, infine, permettono di accedere a ricordi segreti e ad armi altrimenti inaccessibili, rendendo Get Even un titolo rigiocabile e narrativamente stratificato su più livelli. Non vi sembra già abbastanza per essere interessati?! Ricordatevi che il titolo, distribuito da Bandai Namco Entertainment, viene lanciato con un prezzo di 29.90€.

Walking (and Shooting) Simulator
Il gameplay di Get Even risulta essere molto vario, ma sempre rivolto alla narrazione

Per quanto riguarda il gameplay, Get Even riesce a scostarsi dal genere definito come “Walking Simulator” grazie a meccaniche provenienti dagli FPS. Nel corso della nostra avventura, infatti, si alterneranno sezioni narrative con interessanti scontri a fuoco, ovviamente nel caso non si preferisca un approccio più furtivo attraverso meccaniche stealth ormai collaudate (il classico raggio di visione dei nemici e la possibilità di allertarli nel caso si producano particolari rumori nelle loro vicinanze). In un gunplay solido (ma non troppo) a spiccare è senz’ombra di dubbio la Corner Gun, ovvero una particolare pistola (che vanterà molteplici upgrade) che ci permetterà di sparare da dietro gli angoli senza essere visti. Questo elemento apre a numerose possibilità, tra le quali ci sentiamo di evidenziare quella di puntare l’arma al cielo per poi inclinarla verso il nemico, permettendoci di sparare tranquillamente senza uscire dalla copertura del muretto di turno. Sempre per quanto riguarda il “combat system” è presente un ulteriore elemento interessante, ma che, purtroppo, non possiamo rivelarvi per non rovinarvi le sezioni finali del gioco. Vi basti sapere che si tratta un fattore che vi costringerà a cambiare del tutto la vostra mentalità negli scontri e che ammettiamo di aver particolarmente apprezzato.

Ogni singolo aspetto della produzione di Get Even è pensato con l’obiettivo di raccontare una storia matura, emozionante, elaborata e profonda

Ma non di sole sparatorie (anzi) vive Get Even. Durante la nostra avventura, infatti, avremo a disposizione un cellulare che ci permetterà di effettuare diverse azioni, tra le quali evidenziamo la torcia per le zone buie, la mappa in tempo reale, la macchina fotografica (normale e con i sensori di calore) e la possibilità di leggere un rapido riassunto degli eventi, nel caso ce ne fossimo scordati. Proprio questo cellulare sarà fondamentale per la risoluzione dei numerosi puzzle ambientali che, pur non risultando mai davvero difficili, sapranno mantenere l’attenzione del giocatore alta per tutto il corso del gioco. Sono presenti, inoltre, delle scelte narrative che, in modo più marcato di quanto si possa pensare, andranno a modificare sostanzialmente alcuni elementi della trama. Nulla di totalizzante (la storia rimane sempre quella), ma piccole sfumature che, soprattutto in relazione ad un determinato colpo di scena, si fanno ben apprezzare dal giocatore.

Olivier Deliviere santo subito
Get Even riesce a stupire anche per quanto riguarda il comparto tecnico

Get Even riesce a stupire anche per quanto riguarda il comparto tecnico. Non tanto per l’aspetto grafico (che risulta comunque valido e soddisfacente), quanto per quello sonoro. La soundtrack realizzata da Olivier Deliviere è qualcosa di estremamente poetico, carismatico che (vista la sua presenza su Spotify) siamo certi ascolterete più e più volte. La capacità del compositore di passare da momenti dolci ad altri drammatici (senza contare le tracce più “horror”) è a dir poco strabiliante e riesce a fondere alla perfezione quello che vediamo su schermo con quello che sentiamo, sia a livello auditivo che emotivo. Il tutto è coadiuvato da un ottimo doppiaggio in lingua inglese che, in più di una situazione, ha saputo coinvolgerci nel profondo. Non siete grandi fruitori della lingua anglofona?! Non abbiate paura perché Get Even è totalmente sottotitolato in italiano, rendendo il titolo accessibile per tutti. Assenti bug di qualsiasi tipo, cosa che ci ha permesso di completare il gioco per intero senza alcun problema, cali di frame e compenetrazioni compresi.

In conclusione...
9
“Nolan facci il film subito!”
Get Even è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Il comparto narrativo di altissimo livello (tra i migliori degli ultimi anni), il gameplay tutt'altro che banale, un sonoro da capogiro e il prezzo contenuto sono solo alcuni degli aspetti che rendono il titolo targato The Farm 51 un acquisto obbligatorio non solo per chi ama i titoli prettamente narrativi, ma per tutti coloro che ritengono i videogames un linguaggio moderno e capace, ancora una volta, di rivaleggiare con i grossi calibri del cinema e della letteratura. In poche parole: spendete questi trenta euro e fatevi un regalo. Non ve ne pentirete.
Narrativa di altissimo livello
Tematiche adulte trattate con maestria
Gameplay vario e valido
Comparto sonoro impeccabile
Prezzo allettante
x Comparto grafico non esaltante

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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