Recensione
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Durante il ciclo vitale di Nintendo DS e Wii nacquero numerose IP facenti parte della famiglia “Touch! Generations” tra questi titoli, oltre colossi del calibro di Brain Training e Wii Sports, sicuramente troviamo Cooking Mama, e tutti gli spin-off riguardanti la casalinga “chibi”.
Col passaggio a 3DS, Mama ha conservato la maggiorparte dei suoi pregi, ed ha convinto i suoi piccoli fan con un quarto capitolo ricco di ricette nel novembre 2011.
Il 6 Marzo, a quattro anni di distanza, e a due dalla versione giapponese, la Chibi-Mamma torna ai fornelli con il quinto capitolo della serie principale, Cooking Mama: Bon Appétit! Disponibile sia in versione digitale che fisica, ad un prezzo budget di 29,90 €.

Anche meglio di Mama!

Per coloro che hanno già avuto a che fare con l’instancabile cuoca in uno dei precedenti capitoli, non ci sono molte presentazioni da fare: il titolo non ha subito cambiamenti nel gameplay principale, per tutti gli altri, la serie è dedicata al mondo della cucina, e vi metterà di fronte ad oltre 60 ricette tra occidentali ed orientali (sbloccabili volta per volta completando quelle già disponibili) divise ognuna in diverse azioni da compiere: mini-giochi che metteranno alla prova i più piccoli e che potrebbero far sbadigliare i giocatori più puri, ma che restano adatti a sedute rilassanti o come passatempo.
Ogni ricetta richiederà da quattro a più azioni, ognuna delle quali verrà valutata dall’instancabile Mama con una delle tre medaglie (bronzo, argento e oro), la somma delle medaglie sancirà il punteggio finale del piatto.

oltre sessanta ricette disponibili

Dato che il titolo è studiato per i bambini, difficilmente un giocatore medio riceverà un argento, e ancora più raramente un bronzo, a meno di essere un completo disastro coi controlli touch o che non segua le precisissime istruzioni a schermo.
Inoltre anche se doveste sbagliare durante la procedura, finchè riuscirete a completarla entro il tempo limite otterrete comunque una medaglia d’oro, fattore che abbassa del tutto la curva di difficoltà della modalità principale, rendendola come già detto un passatempo rilassante.

Oltre duecento invece le azioni che verranno richieste da Mama, dal tagliare un alimento, ad impastare, dal versare un liquido senza rovesciarlo, a spaccare le uova, il tutto utilizzando il touch screen di 3DS e, saltuariamente il microfono.
Una volta completata la ricetta, questa verrà resa disponibile nel Dojo, dove il tutto si fa leggermente più difficile, siccome il tempo di valutazione è sul totale, e bisognerà impegnarsi di più per ottenere un’agognata medaglia d’oro (qui contrassegnata con un X, dato che i punteggi vanno da 1000 a 10000).
Il Dojo riesce a garantire quel pizzico di sfida assente purtroppo nella modalità principale, sebbene il tutto sia comunque rivolto ad una fascia di pubblico molto giovane.

Non fare il mappazzone

Ad ogni ricetta completata, oltre ad un altro piatto, sbloccherete dei semplici minigiochi in altre modalità del titolo, questi extra purtroppo non brillano quasi mai di originalità e molti sono simili tra loro con un cambio di obiettivo o di ambientazione.
Ci ritroveremo ad aiutare la famiglia di Mama in diversi luoghi: nei campi raccogliendo frutta e verdura, in casa dando da mangiare agli animali o studiando coi figli di Mama in mini-giochi basati su lettere e numeri, ed infine al negozio dove troveremo le attività più simpatiche come ricordare l’ordine dei clienti o dar loro il resto giusto.

la maggior parte dei mini-giochi extra mancano di originalità

Ogni gioco è a tempo e richiede di ottenere il punteggio più alto possibile, se riuscirete a raggiungere gli agognati diecimila punti otterrete una medaglia.
Questi mini-giochi fanno appunto da extra, e spezzano il ritmo delle varie ricette che restano comunque le protagoniste di questo quinto capitolo.
Anche l’editor è stato confinato fuori dalla “portata principale” con già tutti (o quasi) i colori, i vestiti e gli arredi disponibili potrete cambiare a vostro piacimento lo stile di Mama e della sua cucina. Purtroppo la scelta è davvero limitata e una volta effettuata difficilmente tornerete nella sezione editor, a differenza di quanto accadeva nei capitoli DS dove man mano che si proseguiva col menù si sbloccavano nuovi materiali.
Chiude il cerchio un multiplayer locale tramite modalità download, in cui potrete sfidare fino a quattro amici in chi finisce prima di cucinare. Una simpatica aggiunta per passare il tempo con gli amichetti in assenza di altri titoli.

Tiramisù la Banana con un Bacio

Come da tradizione per la serie, Cooking Mama: Bon Appétit! Offre una grafica minimale super deformed, con la cuoca provetta in versione chibi, e i modelli poligonali dei cibi su sfondo 2D.
Ogni ingrediente e strumento è ben curato, e anche l’effetto 3D stereoscopico risulta poco fastidioso, sebbene riguardi solo Mama e a volte qualche ingrediente saltato in padella.
Dal punto di vista audio invece, qualche nota dolente: la colonna sonora risulta molto ripetitiva con sempre gli stessi brani che si susseguono all’infinito, e la voce italiana di Mama è la stessa degli scorsi capitoli.
Cooking mama: Bon Appétit! È completamente in italiano, ed adatto anche a coloro che hanno imparato a leggere da poco, un titolo ottimo per i giocatori troppo piccoli per giochi più impegnativi, o per quelli troppo vecchi che vogliono solamente rilassarsi un po’.

In conclusione...
7
“Vuoi che muoro?”
Cooking Mama: Bon Appétit! non è un titolo adatto a tutti i possessori di 3DS, è pensato soprattutto per un pubblico giovane o per i rimasugli della Touch! Generations che fece la fortuna di DS e Wii. Se la parte principale del titolo convince e rimane in linea coi capitoli precedenti, un po' meno riusciti sono gli extra, con mini-giochi troppo simili tra loro e che raramente lasciano il segno. Consigliato principalmente se avete fratelli e sorelle piccoli a cui volete regalare ore di svago senza dovergli prestare il gioco a cui tenete di più.
Perfetto per i più piccoli
Prezzo budget
x Non adatto ai giocatori core
x Colonna sonora ripetitiva

due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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