Recensione
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Il problema dei videogiochi “ad episodi” è che l’esperienza di gioco è materialmente incompleta, quando viene rilasciato il primo capitolo. E il problema delle recensioni dei videogiochi ad episodi è che non si sa mai cosa potrebbe attendere oltre la soglia degli episodi già giocati. Tutto ciò viene amplificato quando un primo episodio è promettente quanto quello di Blues And Bullets, un nuovo titolo indipendente degli sviluppatori di “A Crowd Of Monsters” che, per l’occasione, hanno ben deciso di rispolverare il genere Noir e intingerlo in una salsa filo-gotica del tutto particolare.

Blues And Bullets è un giallo d’avventura ad episodi, ambientato nella fittizia città di Santa Esperanza che un po’ strizza l’occhio alla Chicago degli Anni Cinquanta e un po’ richiama Sin City. Il protagonista è tale Eliot Ness, passato alla storia come il capo degli Intoccabili, che si ritrova a fuggire dal proprio passato rinchiudendosi nella gestione di una tavola calda, dal nome “Blues And Bullets“. Adottando un filone di storia alternativa che sembra voler inserire delle pratiche occulte fin dal primo episodio, Blues And Bullets tratta principalmente del rapimento di una serie di bambini che (Spoiler Alert) sono stati “requisiti” da una misteriosa setta con un singolare gusto per i traumi infantili. Ness sarà incaricato di trovare uno di quei bambini: Sofia Capone, nipotina del famigerato boss della mafia italo-americana Al Capone.

Ed è tra traumi presenti e passati, ambientazione suggestiva, doppiaggio convincente e animazioni un po’ da rivedere che si sviluppa il primo episodio di Blues And Bullets, ora disponibile su Steam ad un prezzo di partenza di €4.99; arriverà più in là su Xbox One.

 

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Con la straordinaria partecipazione di Al Capone, un po’ più vecchio e persino più grasso di quanto siamo stati abituati a vedere.

Versione testata: PC

 

So Black, So White, So Red!

 

Le ambientazioni di Blues And Bullets risultano sempre convincenti

Per i “neofiti”, la parola Noir potrebbe non dire nulla di nuovo, ma gli sviluppatori di Blues And Bullets sanno sicuramente orientarsi con dimestichezza all’interno del genere, riproducendone l’atmosfera nel loro promettente titolo. Se c’è una cosa che Blues And Bullets riesce a far bene, infatti, è proprio riprodurre le ambientazioni tipiche dei film e dei romanzi Noir, con aree urbane, personaggi e persino armi che rimandano all’epoca d’oro del proibizionismo Statunitense. L’intero comparto grafico viene presentato completamente in bianco e nero, e le ambientazioni risultano sempre convincenti per ciò che il gioco tenta di comunicare.

 

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Al bianco e al nero, tuttavia, si aggiunge un colore primario che accompagnerà i giocatori per tutta la durata del primo episodio (e, possibilmente, anche degli altri): il rosso. Il rosso è infatti l’unico colore che il giocatore sarà in grado di vedere coi propri occhi, all’interno del mondo di gioco, e questo si traduce – ovviamente – nella possibilità di ammirare fino in fondo le pozze e le macchie di sangue sul terreno, ma anche soltanto la cravatta rossa del protagonista. La scelta del rosso, com’è ovvio, non è casuale, e potrebbe risalire persino al significato del colore stesso, che fa pensare a un pericolo imminente anche quando le acque sono relativamente calme.

 

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L’intera atmosfera in bianco, nero e rosso, tuttavia, contribuisce anche a dare un sapore – in qualche modo – grottesco all’intera esperienza, che non disdegnerà la possibilità di inserire un elemento disturbante qui e là durante la trama, nella forma di un bambino “punito” o di un uomo trafitto da aste d’acciaio.

 

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*cantando* Bluuuuuuuuueeeessssss… Aaaaaaaaaaannnnd… Buuuuuuuulletsssss!

 

La colonna sonora di Blues And Bullets ha una sua personalità

Se è necessaria l’atmosfera, in un gioco interamente basato sul genere Noir, è innegabile che quella di Blues And Bullets sia largamente agevolata dalla bellezza della colonna sonora. Sebbene si tratti di un solo tema principale rielaborato in varie salse e con vari giri armonici, la sostanza resterà sempre quella e sarà in grado di farvi rabbrividire, provare tensione o persino paura con un paio di semplici note. Frutto del lavoro di Damian Sanchez, la colonna sonora di Blues And Bullets ha una sua personalità, un suo spessore e una sua integrità, e bene si accorda con i toni oscuri e – a tratti – disturbanti del titolo di A Crowd Of Monsters.

Sullo stesso piano ma con una sostanza praticamente opposta si ritrova, invece, il doppiaggio, che riesce ad essere convincente sempre e comunque, nonostante delle espressioni facciali non sempre eccezionali. Le animazioni dei personaggi in generale, infatti, sono uno degli aspetti meno entusiasmanti del gioco (avete presente L.A. Noire, no? Dimenticàtelo), ma tali mancanze vengono comunque compensate dalla splendida recitazione dei doppiatori e dal modo in cui le voci si adattano ai vari ruoli senza quasi nessun tipo di incertezza. Tranne in casi come questo:

 

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Sì: in questo momento stava ridendo.

 

In generale, comunque, il comparto audio del titolo risulta più che soddisfacente, associandosi agli effetti grafici per garantire un’esperienza visiva e sonora del tutto coerente con il resto del gioco. E la notizia migliore è che, fortunatamente – e lo dico senza alcun tipo di pudore -, il gioco non ha ricevuto un doppiaggio Italiano, mantenendo le voci originali con l’aggiunta di sottotitoli e scritte varie per la localizzazione. Infine, una piccola curiosità: a dare la voce a Eliot è niente meno che il doppiatore di Geralt di Rivia (The Witcher), Michał Żebrowski.

 

Un Intoccabile non-troppo-Intoccabile

 

Superato il primo impatto con il gioco grazie al suo comparto visivo e il suo comparto audio (letteralmente le prime cose che noteremo appena iniziato il titolo), non resta che giungere alla parte più corposa di un gioco di avventura quale è Blues And Bullets: il gameplay.

È proprio sul gameplay che Blues And Bullets inizia ad incassare colpi

Ed è proprio sul gameplay che il titolo di A Crowd Of Monsters inizia a incassare colpi, anche se riesce comunque a vincere il round senza rimanere al tappeto per troppi secondi. Superato il disagio iniziale coi modelli facciali di alcuni personaggi, infatti, il gioco ci pone davanti a una serie di scelte di dialogo praticamente per ogni dialogo con ogni singolo personaggio, anche se alcune decisioni saranno evidentemente più importanti di altre. Per quanto il sistema risulti interessante, però (e non c’è dubbio che le nostre scelte più importanti influenzeranno il gameplay dei prossimi capitoli), esso avrà anche un grande limite tipico di parecchi titoli d’avventura analoghi: a differenza di quanto avveniva in un titolo come Grim Fandango, ad esempio, in Blues And Bullets il giocatore vedrà soltanto una serie di opzioni tra cui scegliere, identificate con una semplice “parola” che descriverà la reazione di Eliot di fronte alla situazione (“Calmo”, “Vendetta”, “Furia”, “Silenzio” ecc.). Ciò rende estremamente difficile, per un qualunque giocatore, prevedere esattamente le parole che Eliot andrà a riferire con la nostra scelta, e non mi è capitato di rado di scegliere qualcosa che non fosse esattamente ciò che desideravo. A parte ciò, dopo la prima partita risulta evidente come buona parte delle scelte di dialogo sia estremamente sterile, e, qualunque scelta noi possiamo fare, la narrazione prenderà sempre e comunque la piega che prevista dal gioco. Ciò potrebbe cambiare con i prossimi capitoli, ma al momento attuale il sistema delle scelte sembra estremamente fine a se stesso, se non altro nei dialoghi più semplici che Ness si ritroverà ad affrontare.

 

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Grande potenziale nascosto, invece, detengono le poche scene d’azione del primo episodio, in cui sarà possibile impugnare un’arma e sparare a qualche malvivente reale o fittizio. Per quanto a un certo punto ci si imbatta in una mitragliatrice Thompson con caricatore titanico e munizioni infinite, infatti, le sparatorie risultano in generale piuttosto divertenti, e ben utilizzano il motore di gioco per permettere al giocatore di causare un bel po’ di sana distruzione ambientale. Tali scene, tuttavia, sono molto rare già all’interno del primo episodio del titolo, e si spera che gli sviluppatori decidano di migliorarle come possono e/o di aumentarne il numero per soddisfare i giocatori un po’ più guerrafondai.

 

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Le scene di investigazione sono senza dubbio l’elemento più riuscito

Qualche Quick-Time Event rapidissimo e frenetico condisce l’intera esperienza di gioco, ma un posto speciale lo meritano certamente le scene di investigazione che Eliot si ritroverà ad affrontare (si spera) nel corso di tutti i cinque episodi. Trovato un oggetto (in questo caso, un omicidio) su cui indagare, Eliot inizierà a girare per la scena del delitto raccogliendo prove, ordinandole e facendo supposizioni nel suo personale tabellone immaginario, di cui farà poi un riassunto alla fine dell’investigazione per mostrare tutte le scene salienti e i punti principali del “delitto” in ordine cronologico. Senza dubbio l’elemento più riuscito e più convincente dell’intera esperienza di gioco, poiché fonde insieme esplorazione e alcune meccaniche studiate per l’occasione, come l’analisi degli indizi.

 

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“Caro, perché guardi film vecchi?”

 

Blues And Bullets è un’esperienza cinematografica come poche

Nel complesso, Blues And Bullets è un’esperienza cinematografica come pochissime altre già a partire dal primo episodio. Doppiaggio curato, personaggi convincenti, sceneggiatura scritta egregiamente e telecamera dal taglio Hollywoodiano permettono al giocatore di fare un simbolico salto indietro nel tempo, per visitare gli Anni Cinquanta in tutto il loro magnifico splendore. Blues And Bullets è minato da alcuni piccoli difetti, come glitch grafici o qualche imperfezione tecnica, che possono renderlo a tratti particolarmente frustrante anche solo da vedere; se è vero che le animazioni facciali sono sterili, però, e i movimenti e le animazioni poco si adattano all’attuale generazione, bisogna anche considerare che stiamo parlando di un titolo Indie. Nonostante le sue umili origini, infatti, Blues And Bullets è già dal primo episodio un’avventura in grado di fare invidia ai titoli di TellTale Games, cui strizza maliziosamente l’occhio senza preoccuparsi di inserire temi un pelo più delicati, come il maltrattamento dei bambini o alcuni omicidi a dir poco brutali.

 

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Se vi aspettate la perfezione assoluta, dunque, Blues And Bullets non è sicuramente il titolo che fa per voi, sebbene gli sviluppatori stiano lavorando a continue patch per migliorare l’esperienza degli utenti su PC. Se, invece, le avventure ad episodi vi intrigano e siete degli appassionati dell’epoca Noir, non esitate a dare un’occasione al primo episodio di Blues And Bullets, nell’attesa che escano gli altri quattro: potreste restare piacevolmente sorpresi dal risultato.

 

In conclusione...
8
“Ciò che succede sull'Hindenburg, rimane sull'Hindenburg”
Blues And Bullets è un'avventura esplorativa dai toni Noir che fonde il più classico dei romanzi polizieschi con il più classico dei romanzi gotici. L'intero primo episodio trabocca già di elementi oscuri e occulti, e, sebbene non privo di alcuni difetti grafici e tecnici, l'intera esperienza si profila come un'alternativa interessante a tutti quei grandi titoli di avventura usciti di recente. Blues And Bullets nasconde già un grande potenziale e parecchi assi nella manica, e siamo fiduciosi che i prossimi episodi possano sfruttare tutte quelle caratteristiche al massimo.
Comparto grafico d'impatto
Colonna sonora straordinaria
Dialoghi e storia ben scritti
Atmosfera dai toni oscuri e disturbanti
x Animazioni poco convincenti
x Sistema di scelte nei dialoghi "sterile"
x Alcuni glitch grafici e tecnici

due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
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