Recensione
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Se c’è una compagnia che nel corso degli anni è riuscita a far breccia nel cuore degli appassionati di JRPG quella è senza alcun dubbio Gust con la serie Atelier. Con l’avvento di PS3 questa serie ha subito un evoluzione costante ed immensa ad ogni capitolo, cosa che ha spinto una società come Koei Tecmo ad acquistare la piccola software house. Conclusa la trilogia Dusk, Gust ha deciso di compiere un ulteriore passo in avanti e passare alla generazione attuale, con Atelier Sophie: The Alchemist of The Mysterious Book che ha segnato il debutto della serie su PS4.

 

Versione testata: PS4

 

Un libro che ti cambia la vita

Atelier Sophie vede come protagonista Sophie Neuemuller, una giovane ragazza di Kirchen Bell che gestisce l’atelier alchemico della nonna, deceduta anni prima gli avvenimenti del gioco. Sophie ha imparato l’alchimia proprio dall’amatissima parente, ma al contrario di quest’ultima, la ragazza non è un granché come alchimista, ma la sua profonda autostima e la volontà di rendere felici tutti gli abitanti della città la spronano ad andare avanti. Le giornate passano tranquille con gli amici di sempre, Monika e Oskar, fino a quando si imbatterà in un libro mai visto prima. Il libro in questione possiede volontà propria ed è in grado di parlare, si tratta infatti di un alchimista di nome Plachta, che ha trasferito la sua anima nel libro decenni addietro. Purtroppo Plachta non ha alcun ricordo del suo passato, ma scopre che scrivendo nuove ricette alchemiche sul libro le sue memorie iniziano a tornare. Fatta questa scoperta Sophie deciderà di far tornare la memoria a Plachta, aiutata da quest’ultima grazie alla sua esperienza con l’alchimia. Da qui inizieranno le loro avventure.

Per quanto di natura semplice, la trama è molto piacevole. I personaggi inoltre sono ben caratterizzati, ognuno con storie e trascorsi personali che starà al giocatore scoprire tramite tantissimi eventi secondari. Gli amanti delle belle storie non resteranno delusi neanche questa volta.

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Alchimia portami via

Negli Atelier a farla da padrone è sempre l’alchimia. Così è e così sarà. Nonostante la natura di fondo della sintesi degli oggetti sia sempre la stessa, Sophie introduce una serie di sostanziose novità che portano una ventata d’aria fresca nella serie. Per cominciare non avremo a disposizione la classica lista di oggetti da creare, ma piuttosto dovremo prima trovare l’idea, che può nascere da una battaglia, il guardare un determinato luogo, raccogliere un certo materiale e molto altro. Fatto questo vedremo Sophie scrivere la ricetta sul libro e tornati al nostro atelier potremo finalmente iniziare a sintetizzare ogni tipo di oggetto utile. Come sempre, ogni materiale ha una sua qualità che andrà ad incidere sul risultato finale, ma qui troviamo la seconda novità introdotta in questo capitolo: grazie ad un sistema di anelli presenti nel calderone, se riusciremo a riempirne il maggior numero possibile allora la qualità dell’oggetto creato risulterà maggiore ma non solo, avremo anche la possibilità di sbloccare effetti nascosti e più potenti di quelli base, fondamentale per creare l’oggetto migliore possibile. Armi e armature invece saranno create da altri personaggi, Logy, già visto nella trilogia Dusk, che si occuperà delle armi e Leon, una stilista che ci fornirà svariate armature. Ovviamente questo non avviene gratis ed è sempre legato all’alchimia, in quanto ai due servono dei materiali specifici per creare quello di cui abbiamo bisogno.

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Botte da orbi

Se da un lato dovremo creare oggetti, dall’altro ci aspettano tantissimi scontri. Atelier Sophie propone un sistema di combattimento del tutto nuovo, mai visto in passato. La natura dei combattimenti resta sempre a turni, ma con un piglio spiccatamente tattico e strategico. Ad inizio del nostro turno dovremo scegliere le azioni di tutti i nostri membri del party, con la possibilità di metterli in posizione difensiva o offensiva, fatto questo inizierà effettivamente il turno con i personaggi che utilizzeranno le mosse scelte dal giocatore. Decidere la posizione è essenziale in base al nemico e alla situazione che ci ritroveremo ad affrontare, per fare un esempio scontrandoci contro un boss particolarmente ostico, sarebbe più saggio spostarsi in posizione di difesa, dando vita così ad una serie di azioni che vedono i nostri alleati proteggersi a vicenda. Al contrario se desideriamo attaccare a testa bassa, con la posizione offensiva porteremo attacchi in catena per infliggere più danni possibili. La presenza di una barra denominata “Chain” stabilirà poi il tipo di azione che verrà eseguita. Portandola al 200% vedremo i personaggi difendersi o attaccare in gruppo, al 300% invece si utilizzerà la mossa più potente in dotazione a ciascun personaggio, presente anch’essa in variante di attacco e difesa.

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Come costruire una bambola

Un altra novità introdotta con questo capitolo è il Doll Make System. Avanzando nella storia Sophie riuscirà a dare un corpo a Plachta, trasferendo la sua anima nel corpo di una bambola creata appositamente per lei. Grazie a questa funzione potremo personalizzare come meglio crediamo la ragazza, utilizzando gli stessi materiali raccolti per le sintesi. Anche in questo caso materiali di alta qualità comportano un risultato migliore nel Doll Make, che non solo cambierà l’aspetto di Plachta, ma soprattutto andrà ad aumentare le sue statistiche, se non peggiorarle se si utilizzano materiali piuttosto scarsi. Nonostante l’aspetto finale sia deciso da quattro parametri base, esistono diversi risultati nel quale possiamo imbatterci. Sta tutto nelle decisioni prese dal giocatore quando sceglie i materiali e se non sarà soddisfatto potrà sempre cambiare finché non otterrà il risultato a lui più gradito. Plachta è un personaggio molto utile in battaglia e grazie al doll make può diventare un alleato preziosissimo negli scontri.

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La vita di tutti i giorni a Kirchen Bell

Come già visto in Atelier Shallie, anche Atelier Sophie elimina  i limiti di tempo da sempre presenti nella serie. Il giocatore ha assoluta libertà di scelta di cosa fare, come e soprattutto quando, senza dover quindi temere di incappare nella schermata di game over dovuta dal non aver visto un particolare evento entro un limite di tempo specifico. Nonostante questo sono state introdotte delle novità che aggiungono un po’ di varietà in termini di gameplay. Sono presenti un calendario, il ciclo giorno/notte e il meteo. I tre fattori influiscono sull’andamento del gioco in quanto alcuni oggetti o mostri si possono incontrare solo ad una determinata ora, lo stesso accade col meteo, che varia da sole a piogge leggere fino a vere e proprie tempeste. Sempre l’orario influisce sulla vita degli abitanti di Kirchen Bell: se di giorno la città sarà piena di vita e potremo andare in giro a parlare con i suoi cittadini, di notte andranno tutti a dormire fatta eccezione per gli adulti che frequentano il bar di Horst. proprio al bar potremo accettare le classiche quest, che vanno dall’eliminazione di un determinato mostro alla creazione di un oggetto specifico. Sono presenti anche delle quest speciali che presentano obiettivi multipli, ma per portarle a termine basterà soddisfare un singolo requisito. Se riusciremo, invece, a portare a termine tutte le richieste della quest, non solo otterremo più denaro, ma ci verranno regalati dei voucher da utilizzare da Tess, la cameriera del bar, che in cambio dei biglietti ci darà materiali e accessori rari e unici.

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Atelier…cross-gen

In Giappone, Atelier Sophie è uscito non solo su PS4 e PS Vita, uniche versioni arrivate in occidente, ma anche su PS3. Questo fa si che il titolo sia abbastanza limitato a livello tecnico ma lavoro svolto da Gust resta comunque ottimo e curato. Su PS4 il gioco gira interamente a 60fps e salvo un unico caso, l’abilità Valkyria di Leon, non si verifica alcun calo di framerate. Nonostante gli ambienti non siano vastissimi, questi sono molto vari e colorati, in linea con i toni del gioco. I modelli dei personaggi sono realizzati a dovere e impreziositi dal bellissimo character design di Noco e Yuugen. Anche la parte audio non è da meno. I brani presenti sono tutti molto orecchiabili con dei pezzi davvero belli, merito non solo del compositore, ma anche di cantanti come Rurutia che hanno contribuito a dar vita ad una delle colonne sonore migliori della serie. Presente anche l’audio originale giapponese, cosa gradita da tutti gli appassionati del genere.

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In conclusione...
8.5
“Alchimia e bambole fai da te”
Con Sophie la serie di Atelier fa ufficialmente il suo debutto su PS4. Una buona trama, bei personaggi e sopratutto un gameplay più strategico e il sistema alchemico rinnovato rendono il titolo accessibile sia ai veterani delle serie che ai neofiti. Un RPG che trasmette tranquillità e dolcezza ma profondo al tempo stesso, che saprà regalare tante ore di sano divertimento. Consigliato a chiunque.
Buona trama
Gameplay profondamente rinnovato
Difficoltà ben bilanciata
60 fps costanti
x Graficamente è un titolo old-gen
x Meno vario e vasto rispetto al passato
x Quest ripetitive

due parole sull'autore
Grande appassionato di JRPG, ma non dice di no se si tratta di altri generi. Ha iniziato a giocare all'età di 5 anni con la sua prima console portatile, il GameBoy e poi passato al mondo PlayStation, ma il primo amore non si scorda mai e dura tutt'oggi. Stufo di aspettare in eterno localizzazioni di giochi che non si vedranno mai in occidente ha intrapreso la via dell'import, causa di grandi sofferenze al suo portafogli
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