Anteprima
di
il 14 dicembre 2017, 14:21

Se non siete videogiocatori appassionati di typing game, è plausibile, scrivere parole o frasi che appaiono su schermo nella maniera più veloce possibile non è particolarmente stimolante solitamente, ed è una nicchia di gameplay che ha trovato spazio soprattutto nel mercato mobile. È successo però che dal genio italiano dei MorbidWare è fuoriuscito qualcosa di unicamente geniale che porta il nome di Ray Bibbia, facendo sposare e legare a stretto giro il typing game con il bullet hell. Il progetto è attualmente in sviluppo, ma il team romano ha messo a disposizione una demo sul sito Gamejolt, l’abbiamo quindi potuto provare e quello che ci siamo ritrovati ad affrontare è stata un’esperienza a dir poco fantastica.

 

 

Più duro di Don Matteo

 

Il colletto bianco infatti si guadagna da vivere (o almeno ci prova) praticando esorcismi privati sul territorio della capitale italiana

Il titolo del gioco prende il nome dal suo protagonista, Ray Bibbia per l’appunto (tra l’altro per chi è familiare con i quartieri di Roma sentendo questo nome gli si potrebbe accendere una lampadina) che altri non è se non un prete che ha la faccia di chi nella vita ne ha vissute tante, spesso a pochi passi dalla morte. Il colletto bianco infatti si guadagna da vivere (o almeno ci prova) praticando esorcismi privati sul territorio della capitale italiana, che però è solo geograficamente simile a quella che oggi conosciamo, l’atmosfera che aleggia nell’aria invece è di tutto un altro calibro: il clero ha ottenuto il totale dominio della città. Da quel momento le cose sono precipitate in balia del degrado totale degenerato in una società distopica, quasi post-apocalittica. Durante la demo non ci viene svelato molto della storia, quindi non sappiamo ancora quali siano precisamente le vicende che hanno portato a questa situazione, e quando iniziamo a giocare veniamo introdotti a un breve tutorial, immediatamente coinvolti nel primo scontro a colpi di preghiere. È così che veniamo introdotti al geniale gameplay: con una mano siamo chiamati a scrivere le preghiere di esorcismo sulla tastiera, con l’altra sulle frecce dobbiamo invece far muovere Ray cercando di schivare i proiettili che ci vengono scagliati contro, i quali se vanno a segno fanno cadere la Bibbia in mano al nostro esorcista costringendoci a manovre rischiose per recuperarla. Il sacro tomo è infatti l’unico strumento che ci fa letteralmente da scudo contro i demoniaci colpi, e una volta caduta a terra il protagonista è scoperto e diventa vulnerabile agli attacchi nemici.

 

 

l’intero gioco si basa sulle boss fight, ogni stage che visiteremo avrà al suo interno un solo potente nemico da affrontare

Terminato il tutorial ci viene data la possibilità di accedere al primo vero livello. Scopriamo così che l’intero gioco si basa sulle boss fight, ogni stage che visiteremo avrà al suo interno un solo potente nemico da affrontare, per poi passare a quello successivo. Nel corso del primo scontro possiamo avere un assaggio della reale difficoltà proposta, classica degli shmup, in quanto la dose di proiettili da schivare si fa decisamente più massiccia e scrivere con una mano mentre si cerca di evitarli diventa un incubo, soprattutto nei primi minuti di gioco in cui il cervello non è assolutamente preparato (vero per la maggior parte dei giocatori) a gestire fluidamente la situazione. Ogni demone ha un determinato numero di barre vita, unica via per consumarne una è recitare per intero un paragrafo della preghiera di esorcismo, in Latino. Come se non bastasse ogni volta che la Bibbia cade a terra (e quindi venite colpiti) Ray perde il segno, questo vuol dire che il giocatore è costretto a riscrivere l’intero paragrafo anche se fosse stato vicino alla fine, insomma, è proprio il caso di dire che può la situazione può trasformarsi in un inferno.
Se da leggere questa impostazione di sfida può sembrare frustrante, mentre si gioca invece l’unione di tutti questi elementi fa solo maturare un enorme soddisfazione pronta a esplodere quando finalmente le orribili creature vengono relegate agli inferi.

Non vediamo l’ora di visitare Roma attraverso gli occhi di Ray

Tra una bestia di satana ed un’altra Ray fa ritorno al suo appartamento, in cui è possibile interagire con l’ambiente, e a proposito di questo gli sviluppatori affermano che fra i livelli ci saranno sezioni investigative atte a racimolare informazioni sul nostro prossimo obiettivo. Come detto prima, della storia non viene ancora svelato nulla, ma durante la demo è possibile assistere ad alcuni dialoghi surreali, divertenti e sarcastici, con riferimenti a Roma sia dal punto di vista dialettale che geografico, il che ci fa avere un’idea di quale sarà il taglio generale della produzione.
Il comparto artistico è veramente ben riuscito, rendendo ottimamente l’atmosfera cupa e corrotta della capitale, accompagnata da tracce musicali adatte alle situazioni, incalzanti durante gli scontri, rendendo ancora più eccitante la lotta contro le forze oscure.

 

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In conclusione...
Ray Bibbia si prospetta un titolo fuori dal comune degno di cento volte in più le attenzioni che sta ricevendo ad oggi. Se i ragazzi di Morbidware continueranno a evolvere su questa strada il titolo a lavoro finito sarà una perla del panorama indie internazionale ed un orgoglio tutto italiano. A questo punto se volete (e dovete, non ve ne pentirete) provare la demo, è disponibile su Gamejolt. Al momento l’unica lingua disponibile è l’Inglese, ma non deve essere assolutamente un ostacolo, anche se non masticate la lingua vale la pena giocarlo anche solo per vedere di cosa si tratta tastiera alla mano. Una finestra di lancio per Ray Bibbia non è ancora fissata, ma è importante che questi talentuosi ragazzi si prendano tutto il tempo di cui hanno bisogno per raffinare al meglio il prodotto finale.
Gameplay originale
Storia promettente
Difficoltà ben calibrata...
x ... Ma che potrebbe risultare frustrante per alcuni

due parole sull'autore
Videogioca da sempre: stabilisce il monopolio casalingo del SNES a due anni, qualche anno dopo diventa collezionista compulsivo di Stelle su Super Mario 64 e un kartista temuto in tutto il Regno dei Funghi. Predilige i generi Platform e (J)RPG, ma adora comunque il videogioco in tutte le sue forme (tranne gli sportivi, quelli proprio no). Fanatico delle portatili, meglio non toccare il suo 3DS.
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