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di Edoardo Andrini
il 10 febbraio 2018, 20:40
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Bandai Namco ha annunciato un nuovo piano strategico, dal nome: “CHANGE for the NEXT”

La strategia consiste in svariati cambiamenti nella struttura dell’azienda che avranno luogo nei prossimi tre anni, modificando l’organizzazione e gli obiettivi. Lo scopo principale è rafforzare il precedente approccio “Asse IP” per valorizzare al massimo le proprietà intellettuali esistenti. Oltre a ciò, l’azienda punta a migliorare la sua influenza nel mercato globale, comprese le regioni con alto potenziale di crescita economica, come ad esempio la Cina.

 

A partire da aprile, le SBU (Strategic Business Units) verranno rinominate “Units”, e da tre che erano diventeranno cinque. La SBU dedicata al “Network Entertainment” (ovvero quella che si occupa dei videogames) sarà divisa in “Network Entertainment Unit” e “Real Entertainment Unit”, che si occuperà di creare contenuti per attività come la VR Zone di Tokyo.

Una “IP Creation Unit” verrà estratta dalla SBU che si occupa produzioni visive e musicali, e si concentrerà nel creare nuove IP.

In seguito, ecco i grafici che riportano questi cambiamenti:

 

 

La “IP Creation Unit” collaborerà con tutti i rami dell’azienda, la quale vuole migliorare le sue tecnologie per la produzione attraverso grossi investimenti. Bandai Namco lavorerà con assiduità alla creazione di nuove IP, con 25 miliardi di yen aggiuntivi dedicati a questa missione. Grossi cambiamenti in vista anche ai vertici dell’azienda, con il CEO Shukuo Ishikawa che diventerà un advisor esterno.

 

Come ciliegina sulla torta, Bandai Namco ha annunciato i suoi risultati per gli ultimi mesi: la tabella mostra numeri veramente positivi per l’azienda, che sta crescendo di anno in anno.

 

 

Cosa ne pensate di questi grossi cambiamenti in casa Bandai? Per ulteriori aggiornamenti, continuate a seguirci.


due parole sull'autore
"Cosa? Hai 18 anni e giochi ancora a Super Mario?" Tutti i giorni, ogni volta che scrivo per I Love Videogames, lo faccio impegnandomi per documentare sia gli appassionati, sia coloro che (forse cresciuti troppo in fretta o forse non cresciuti affatto) mi hanno rivolto questa domanda.
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