Quando si parla di RPG e Giappone normalmente vengono in mente i mostri sacri del genere, ovvero Dragon Quest e Final Fantasy. Esiste però una terza serie in grado di competere con quelle di Square Enix, ovvero Megami Tensei di Atlus, nata grazie a Digital Devil Story: Megami Tensei, trasposizione videoludica del romanzo omonimo di Aya Nishitani. Il motivo principale del successo di questa saga è presto detto: a differenza dei JRPG di quel periodo, i Megami Tensei hanno sempre proposto trame dai toni maturi e oscuri, dove gente comune ha a che fare con demoni e divinità. Tutto questo fino al Settembre 1996, una data che segnerà Atlus per sempre. Il 20 Settembre di quell’anno esce in Giappone Revelations: Persona, spin-off della serie Megami Tensei e che riscuote un successo senza precedenti per la compagnia con quasi 400,000 copie vendute.

Un inizio per gioco

La particolarità di Persona sta nella sua trama e ambientazione. I protagonisti sono dei normali studenti delle superiori in un Giappone dei giorni nostri. Nel primo capitolo, ambientato nella fittizia città di Lunarvale, il protagonista, personificazione del giocatore, ed i suoi amici, tutti studenti della scuola superiore St. Hermelin prendono parte ad un gioco chiamato Persona, che in maniera simile a quello più famoso Bloody Mary, consiste nel ripetere il nome più volte così che si possa vedere il fantasma di una bambina dai capelli neri. Nonostante lo scetticismo accadranno una serie di eventi che porteranno i ragazzi ad incontrare Philemon, la figura più importante e ricorrente in tutta la saga, un uomo mascherato che dona a ciascuno di loro la capacità di evocare un demone personale, chiamato Persona, e li mette in guardia su degli avvenimenti che si abbatteranno sulla città. Deciso che si è trattato di uno strano sogno collettivo, il gruppo si dirige a far visita ad un amica ricoverata all’ospedale ma nella strada accade l’impensabile: la città è invasa da demoni e solo chi possiede il potere di evocare i Persona, manifestazioni fisiche del proprio inconscio, può combatterli.

Tutte le meccaniche della serie Megami Tensei sono presenti anche in questo spin-off, come la famosa negoziazione con i demoni che porta ad ottenere nuovi alleati in battaglia, possibilità di usare armi bianche e da fuoco insieme e la solita trama simil-apocalittica tanto cara alle produzioni Atlus.

Il gioco ha avuto un remake per PSP nel 2009, che ha portato con sé alcune migliorie e novità inizialmente viste solo col il secondo capitolo.

Igor è una delle icone della serie. Creato da Philemon, aiuterà il protagonista nel suo viaggio

Persona 2, l’unico gioco ad avere un seguito diretto

Per vedere il secondo capitolo di questa serie ci vorranno tre anni. Intitolato Persona 2: Innocent Sin ed uscito il 24 Giugno del 1999, anche questo sequel ripropone le stesse meccaniche già viste in passato ma con una serie di novità come mappe 3D per i luoghi interni e i dungeon, con Mappe 2D per l’esplorazione della città. Anche qui i protagonisti sono degli studenti. La trama gira intorno ad una misteriosa profezia chiamata Oracle of Maima, secondo la quale il mondo finirà in seguito ad alcuni eventi catastrofici. Anche qui i protagonisti riceveranno il potere di evocare i Persona da Philemon, e avranno il compito di trovare i teschi di cristallo per evitare il peggio. Una delle particolarità della trama sta nel fatto che tutti i membri del gruppo dovranno affrontare una forma fisica di loro stessi durante il viaggio: mostri che sono nati dalle loro insicurezze e dai sentimenti più oscuri e nascosti. È qui che nascerà il concetto di Shadow, che ritroveremo nei capitoli futuri. Un’altra curiosità è data dal nemico principale, Nyarlathotep, che in quanto reincarnazione del male, nel gioco assumerà l’aspetto di Hitler, anche se il suo nome è Fuhrer. Proprio quest’ultimo ha subito delle censure nella versione occidentale, in quanto il tema del nazismo è alquanto delicato.

Anche Persona 2: Innocent Sin ha avuto un remake su PSP che ha visto mantenuti tutti gli elementi del gioco originale.

La storia di Persona 2 però non ha avuto fine con IS. Esiste infatti un seguito diretto del gioco intitolato Eternal Punishment. Il titolo ha la particolarità di essere non solo un sequel ma anche quello di avere la prima protagonista donna della saga: Maya Amano. Nonostante il gioco sia stato localizzato in inglese, il remake per PSP è rimasto un esclusiva del Giappone.

Hitler nella versione originale e censurata

Hitler nella versione originale e censurata

Memento Mori. Persona 3 e il successo a livello mondiale

Nonostante i favori della critica in patria, la serie di Persona è rimasta sconosciuta all’occidente fino al 2006, l’anno di Persona 3.  Uscito su PS2, il titolo è stato una svolta decisa per la serie, differenziandosi in tutto quello visto fin’ora. La natura rimane intatta, ovvero quella di studenti del liceo alle prese con forze oscure, ma questa volta vengono messi da parte i demoni, e vengono introdotte le Shadow, esseri nati dalle cattive emozioni dell’uomo. Il punto di maggior forza del gioco però sta nella sua doppia natura di JRPG e dating sim tanto caro ai giapponesi. In Persona 3 il giocatore potrà vivere un intero anno da studente delle superiori. Ambientato nella città di Iwatodai, avrà a disposizione un’intera città da esplorare e in quanto studente potrà andare a scuola e frequentare le lezioni, fare amicizie e tutta una serie di altre attività collegate.

Proprio il legame con altri altri porta con sé una meccanica importantissima che ha contributo al successo del gioco: I Social Link, eventi secondari alla trama che permettono di conoscere in maniera approfondita non solo i protagonisti, ma anche altri personaggi che comunque avranno una grande importanza per il gioco in quanto rendono più forti i Persona. Grazie a dei personaggi splendidamente caratterizzati, una trama di altissimo livello e tutte le particolarità portate dalla parte scolastica, Persona 3 è un successo senza precedenti per Atlus. Negli anni successivi il gioco avrà anche un espansione, Persona 3 FES, e un remake per PSP che porta con sé la possibilità di scegliere fra protagonista maschile e femminile.

Qui sopra un prototipo di come era inizialmente Persona 3

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