Lunediscord #1: Je suis Valve

Sembra che il braccio di ferro tra Steam e Francia, in merito alla vicenda della rivendita dei giochi usati, sia arrivata al capolinea (o quasi). L’Alta Corte francese si è pronunciata con una sentenza storica che vale una decina di hit combo ai danni di Valve. L’organo giurisdizionale ha infatti dichiarato che i consumatori europei possono rivendere senz’alcuna limitazione i giochi originali legalmente acquistati sulla piattaforma Steam. La pronuncia del Tribunal de grande instance di Parigi ha un peso storico importante per il panorama videoludico europeo. Valve ovviamente non si arrende e già ha annunciato che avanzerà un ricorso in opposizione al verdetto. 

La difesa era incentrata sul fatto che Steam fosse un servizio in abbonamento e quindi la vendita dei giochi era regolata da una sorta di vincolo contrattuale intrinseco. Il tribunale francese è stato di diverso avviso, riscontrando che in realtà la piattaforma vendeva giochi anche fuori da tale vincolo. Sembra quindi che il dominio di Steam, che ha quasi portato sul baratro il mondo del gaming, stia per essere limitato.

Appellandosi al Trattato del funzionamento dell’Unione Europea, la Francia ha messo a sedere Steam, mettendo un punto sulla disputa della rivendita dei giochi usati. Una delle quattro libertà fondamentali dell’Unione Europea è la libera di circolazione delle merci che elimina ogni sorta di vincolo burocratico e amministrativo per favorire lo sviluppo economico europeo. 

In conseguenza di questo, tutti i beni, compresi i software, possono essere venduti senza alcuna limitazione e senza il permesso del produttore e/o del venditore. Ovviamente, il prodotto deve essere originale e non duplicato.  Possono, quindi, gioire i membri del gruppo di consumatori francese UFC-Que Choisir, che nel lontano 2015, fecero causa a Steam, lamentando il comportamento “troppo vincolante” della piattaforma gestita da Valve.

Hip hip urrà gamer