Speciale
di Antonino Lupo
il 7 settembre 2018, 07:42
in Speciali


In questa puntata di Gameromancer:

  • Intro + Sigla [0:00]
  • Presentazione Ospiti – I Partecipanti Interni: Gameromancer si prende una pausa dal flusso di ospiti con una puntata interna, presentata dai soliti noti [1:02]
  • I Giochi dell’Anno (finora): una carrellata dei titoli che più abbiamo amato fino ad ora, da Octopath God of War [3:04]
  • I Peggiori dell’Anno: una carrellata dei titoli che più non abbiamo amato fino ad ora, da Before the Storm a Detroit [26:08]
  • I Più Attesi: Spider-ManDragon Quest, Spyro per Pietro e Filippo [38:02]
  • Flame, Dear Flame: la rilevanza storica di Shadow of the Colossus e della sorella di Gaetano, i porting su Switch, l’iperraggio di Gyarados [1:00:38]
  • Outro: Gaetano corregge Pietro; saluti finali; sigla di chiusura [1:11:49]
  • Bloopers (o “Pietro Invade la Cultura Pop“): il webmaster mostra il suo talento nel canticchiare la sigla di chiusura, attirando l’attenzione di diverse industrie legate all’intrattenimento [1:13:02]
  • Insulti alla Regia [un po’ ovunque]

Quando la calda estate bussa alle porte e le nostre mani iniziano a sudare sul controller, non c’è tanto spazio nella nostra mente per belle idee – che è un modo elegante per dire che ad agosto son tutti in ferie e non ci ca*a nessuno. Con un episodio più filler del personaggio di Kara in Detroitil podcast videoludicamente scorretto torna anche questo mese, stavolta lasciandosi andare a una puntata interna e molto più rilassata. E tutti sappiamo cosa succede, quando le redini di un intero programma vengono lasciate a quattro stron*i senza un minimo di senso civico, giusto?

Tra una censura e l’altra e svariati insulti alle minoranze (ma solo quelle che contano), siamo riusciti anche questa volta ad arrivare intorno all’ora di puntata, schivando blasfemie e prendendo flame in piena faccia. Con il solito Pietro “Sigla-Di-Chiusura” Iacullo a condurre il team, Guido AvitabileFilippo “Veschipedia” VeschiGaetano Lombardo si sono scambiati opinioni senza esclusioni di insulti, incluso qualche tentativo (fallito) di triggerare il compostissimo Filippo.

Una puntata all’insegna dell’ignoranza e di quella poca serietà che ci contraddistingue, in cui svisceriamo migliori, peggiori e più attesi dell’anno finora. E discutiamo della rilevanza storica di Shadow of the Colossus di tanto in tanto, perché tirare in ballo Ueda fa sempre bene.

Quando il nostro carissimo Pietro fa l’errore di cantare la sua sigla di chiusura personale, tuttavia, l’incorporeo regista Antonino Lupo risponderà come solo lui sa fare: a colpi di editing nei bloopers. Ascoltate fino alla fine anche questa volta, dunque: c’è veramente di che sorridere, ridere e insultare, come in ogni puntata del nostro Gameromancer.

Per navigare nella struttura di questo episodio, date un’occhiata alla scaletta in cima.



due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
Commenta con:
Seleziona il sistema di commenti cliccando sull'icona


Torna su